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Piergiorgio Paterlini

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 85 p. , Brossura
  • EAN: 9788806226411
  "Nessuno a dire che a sedici anni si può essere grandi. Si hanno dolori da grandi, anzi di più. Scelte da grandi". A quasi vent'anni di distanza dalla prima uscita per la collana "I Corti" delle edizioni EL, Paterlini ripropone un agile romanzo adolescenziale sulle vicende del sedicenne Marcello, in fuga dalla famiglia e soprattutto dall'amore impossibile per una donna molto più grande di lui, madre di un suo compagno. Il ragazzo sceglie di ritirarsi dal mondo e di vivere in un convento sperduto tra le montagne, sospeso in un limbo a cavallo tra medioevo e contemporaneità (Marcello rimarrà colpito dall'avanzatissima – per gli anni novanta – dotazione informatica dei monaci e deciderà di occuparsi di computer in cambio dell'ospitalità). È una fuga concepita come rimedio estremo alla paura che si cancellino dalla sua memoria quei pochi momenti di "felicità totale" trascorsi con il rimpianto oggetto del desiderio. Marcello non è l'unico "rifugiato" del convento: sarà decisivo per la sua parabola l'incontro con un ex professore universitario di economia, Federico, che con lui condivide la stessa scelta di ritirarsi dal mondo e la cui figura è ispirata all'economista Federico Caffè, scomparso negli anni ottanta a Roma. Nella breve postfazione al romanzo, aggiunta in questa edizione, Paterlini riflette con argomentazioni molto convincenti sulla scelta di mantenere le incongruità derivanti dal fatto che il libro è stato scritto ed è ambientato negli anni novanta: quell'esaltazione per un computer che oggi risulterebbe a dir poco obsoleto (oltre che fuori produzione), quella patina linguistica giovanilista che ogni tanto traspare nella narrazione in prima persona di Marcello e che nessun adolescente nostro contemporaneo forse userebbe mai. La giustificazione dell'autore è tanto più convincente poiché la delicatezza e la tenera ingenuità dei toni del suo personaggio creano una voce credibile e godibilissima.   Piernicola D'Ortona