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Tana French

Traduttore: K. Bagnoli
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2011
Pagine: 413 p., Rilegato
  • EAN: 9788804611363
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Recensioni dei clienti

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    Giorgio Girelli

    30/10/2015 14.44.26

    Un bel thriller, un po diverso e mai banale. Complimenti.

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    Romolo Ricapito

    02/09/2012 22.37.07

    I Luoghi Infedeli di Tana Franch è un thriller di ambientazione dublinese, ma fondamentalmente esso si rivela come un romanzo sulla memoria della propria infanzia e giovinezza. Dietro i ricordi dell'investigatore protagonista si cela la vergogna delle proprie origini proletarie, insieme a un riscatto fortemente voluto, ma mancato. Tale riscatto c'è stato, ma per metà: egli ha ottenuto una professione che lo ha allontanato dalla propria odiata famiglia, ma non l'amore della sua ragazza, uccisa venti anni prima. Dietro il "giallo" si avvia una complessa metafora sul fatto che sfuggire alle proprie origini è di fatto impossibile. Alla fine il passato presenta il conto e diventa complesso rinnegare sé stessi e i propri familiari . L'ambiente dublinese è descritto soprattutto psicologicamente, nei personaggi del proletariato suburbano così come nell'attualità della vita del protagonista. L'avvio è lento, ma l'autrice riesce ad assumere perfettamente la mentalità maschile mista a descrizioni varie, tipiche del poliziesco . Non si tratta di un vero thriller o forse solo in parte. La concatenazione ambigua dei personaggi sottolinea l'aspetto che nessuno è senza colpa e che il limite tra l'omicidio e il pensiero di compierlo non è poi così lontano. Il romanzo si pone su una struttura abbastanza buona, pur non riuscendo a giungere a vette elevate, per colpa di un ripiegamento nella letteratura di genere e a causa di eccessi soprattutto nel finale. ROMOLO RICAPITO

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    cristina

    16/03/2012 09.41.12

    che dire, avrei voluto che questo libro non finisse mai. sapevo che neanche stavolta tana french non mi avrebbe deusa. è un libro magnifico che non si riesce a smettere di leggere. una storia dura e a tratti commuovente. io lo adoro e lo voncisglio.

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    Bianca

    11/12/2011 18.21.26

    Mi dispiace contraddire i precedenti recensori ma trovo questo romanzo privo di contatto con la realtà, a tratti noioso, pesante, scontato.Da evitare assolutamente: prima di giudicare mi sono sforzata di finirlo con molta fatica.Tempo sprecato!

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    vale83

    30/10/2011 21.36.35

    concordo totalmente con la recensione di Pat. la storia è interessante e scritta bene. sia i personaggi che i luoghi sono descritti in maniera intensa e vera. l'unica cosa che personalmente non mi è piaciuta molto è la fine ma il resto è un libro da suggerire.

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    Pat

    23/08/2011 15.08.39

    Chi giudica i thriller, gialli e noir "letteratura di serie B" è servito. E' uscito "I luoghi infedeli",(Omnibus Mondadori) terza opera tradotta in italiano di Tana French, validissima scrittrice irlandese del genere "psicologico". L'ho trovato addirittura superiore a "Nel bosco" e "La somiglianza" che già mi avevano colpita al cuore per atmosfera, suspense e caratterizzazione dei personaggi. La French ha talento innato nel restituire in modo preciso, allettante e fascinoso, spaccati di vita e sentimenti. Sì, direi che la French è soprattutto scrittrice di sentimenti, di sensazioni, di anime. L'immaginaria Faithful Place che lei racconta è un'isola quasi "infame" dove la vita si svolge condotta da gente disperata, condannata al suo destino crudele, fra pettegolezzi, disastri familiari, vita grama e senso radicato dell'appartenenza al gruppo. Il dramma, il "delitto" che costituisce il cuore di questo thriller si dipana narrato dal suo inizio, in un flashback che s'intreccia al presente ed il personaggio centrale, il detective Frank Mackey che dirige le operazioni ne è il cantore estremo ed il protagonista assoluto con un tocco di romanticismo crudo che trafigge le corde della psiche. Lui e la sua Rosie, grande amore della sua primissima giovinezza, dato per perso e ritrovato nell'angoscia più totale. Gli intrighi dissennati della sua famiglia allo sbando, riscoperta dopo anni di volontario oblio, tornando forzatamente "all'ovile", dipingono di tinte fosche questo thriller. Non è certo la storia del figliol prodigo. E' piuttosto una sorta di tragedia greca riveduta e corretta e trasferita nel cuore della terra dell'Irish Coffee, detta con linguaggio ficcante e avvolgente. Prosa diretta eppure poetica. Forse perfino sprecata nell'era in cui si titola sulla cellulite dell'Arcuri e si inneggia al Grande Fratello.

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