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Don DeLillo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788806199463

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    Giuseppe Russo

    15/02/2013 18.38.42

    L'ostinata, cieca, spinoziana continuità della vita a dispetto delle circostanze in cui le capita di trovarsi è probabilmente il vero Leitmotiv di questo romanzo pubblicato nel 1991 da DeLillo. I personaggi, a dispetto della loro grande varietà apparente, sono tutti dei simulacri di forze che li agitano, li attraversano, li sospingono nelle più disparate direzioni, direzioni che - alla resa dei conti - si rivelano tutte insignificanti: quella del grande autore che si crede un Deus absconditus come quella della fotografa non più ispirata o come quella del leader di un gruppo terrorista libanese. Tutti cercano di estendere il proprio ego fuori dal proprio spazio "naturale" (leggi: sociale), e tutti falliscono in questo sforzo che è superiore alle umane possibilità ma è allo stesso tempo inevitabile. Nessuno ha un'identità certa e fissa perché l'epoca delle identità stabili è finita. Ognuno cerca perciò di moltiplicare le declinazioni del proprio Io in un "conatus" che non può mai terminare ma che ci dà l'illusione di essere ancora dei soggetti. «Sappiamo tutti che la cosa che teniamo in segreto non è affatto un segreto ma quella cosa eterna e palese che predice il proprio ripresentarsi» (p. 235). Ecco, ciò che ostinatamente si ripresenta è proprio questo tremendo sforzo, che in realtà è inumano ma che coincide con la vita.

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