Matteo Renzi. Il prezzo del potere

Davide Vecchi

Editore: Chiarelettere
Collana: Principioattivo
Anno edizione: 2016
Pagine: 170 p., Brossura
  • EAN: 9788861908161
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    Marco

    06/02/2017 14:14:06

    Con atmosfere tra "House of Cards" e "C'era una volta in America" Davide Vecchi racconta la scalate senza remore di Renzi nei confronti al Campidoglio. In questo libro divulgativo (che a tratti sembra un romazo) si raccontano le vicende del Renzi uomo e del Renzi politico tra tradimenti, spregiudicatezza e un arrivismo spietato che danneggia chiunque lo ostacoli. A mio avviso è un libro assolutamente da leggere per capire Renzi e il suo modo di concepire la politica.

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    Cinzia Cavallo

    05/08/2016 15:08:24

    Nel saggio D. Vecchi riprende il discorso sul premier e, dopo aver raccontato le infinite trame che facilitarono la sua ascesa, segue ora le peregrinazioni per mantenere e rafforzare il potere. Tra fatti, inchieste e testimonianze anche inedite, l'autore conferma la propria abilità investigativa nel far emergere, solo mettendo in fila i fatti secondo la cronologia, l'immagine politica ed etica di un premier affannato. Interpretare i fatti con una lettura sensibile condotta tra le righe consente al lettore di verificare quale prezzo esiga il potere. Questa potente energia pulsionale nasce con l'umanità e da allora controlla i propri discepoli secondo schemi arcaici sempre uguali e quindi prevedibili. Il narcisismo, suo potente alleato, li svuota di sentimenti socialmente aggreganti come l'empatia e li colloca al di sopra del bene e del male. Trasforma l'amicizia in fredda complicità, labile sostegno sempre subordinato alla contingenza degli eventi. Emozioni pesanti fanno da corollario al potere e si svelano in comportamenti antidemocratici e nelle aspirazioni di assoluto. Il controllo diventa una vera ossessione dei potenti e l'autoritarismo l'unica possibilità di soddisfarlo. Dietro una facciata di novità e di efficienza lavorano modelli antichi e logori. Nel saggio è fotografato un premier cinico, malfidente e chiuso a qualsiasi confronto e scambio democratico. Insofferente alle regole di una democrazia, espande falso ottimismo e lo sostiene con bugie fantasiose e dati truccati ad uso degli ingenui. Il prezzo del potere si conferma altissimo, se commisurato alla paura, alla tensione e alla rabbia subite per mantenerlo. Per sperimentare anche il senso di vergogna occorre una coscienza etica. D. Vecchi fa parlare i fatti, ora tocca alla grande comunità dei cittadini riconoscere i segni di un potere dispotico e bloccare in modo democratico quei potenti che, occupati da avidità, egoismo ed arroganza, dimentichino la loro funzione di garanti degli interessi generali.

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Approfondimenti

“Cinico, freddo, capace di abbandonare gli uomini che ne hanno fatto la fortuna”. È impietoso il giudizio del giornalista del Fatto Quotidiano Davide Vecchi sul Presidente del Consiglio Matteo Renzi, la cui carriera politica è descritta in queste pagine alla stregua del Frank Underwood di House of Cards.

“Omicidi” politici e sotterfugi, dentro e fuori i palazzi del potere, a partire dai soldi ricevuti dalle sue fondazioni ed elargiti da personaggi inquietanti come Salvatore Buzzi, il “ragioniere” di Mafia Capitale, proseguendo con la vicenda quasi grottesca della sostituzione di Enrico Letta a Palazzo Chigi. Ampio spazio è dedicato anche all’amara vicenda del “consigliere punito” Giuliano Da Empoli così come alla storia del mancato ministro degli Esteri Lapo Pistelli, per finire con l’incredibile spy-story dell’ex assessore di Renzi Massimo Mattei.

Una lunga serie di episodi controversi che illuminano, si fa per dire, la figura del Premier, inducendoci a riflettere su ciò che conosciamo della politica e ciò che, forse inevitabilmente, si nasconde nelle stanze del potere.

Uno brano tratto dal libro

Giuliano Da Empoli, prima consigliere politico di Renzi e oggi presidente del Gabinetto Vieusseux, celebre istituzione culturale di Firenze, per molto tempo è davvero convinto che il suo amico Matteo sia «l’uomo nuovo», ma sarà costretto a ricredersi. Fa parte della giunta comunale guidata da Renzi, ma il sindaco, nonostante il legame stretto, non esita a cacciarlo dal Giglio magico. Per un’inezia: un veleno messo in giro ad hoc. L’assessore, infatti, viene accusato di aver spifferato ai giornali i tentativi del primo cittadino – poi andati a vuoto – di avvicinare l’ex presidente statunitense Bill Clinton in visita a Firenze nel 2012. I quotidiani locali riportano i rocamboleschi agguati dell’allora candidato alle primarie in cerca di una foto con l’uomo più potente del mondo. La classica foto opportunity. Renzi ci prova in tutti i modi: dopo aver fallito la strada ufficiale, rimbalza fuori dai ristoranti dove l’ex numero uno della Casa bianca pasteggia; fa le poste sotto il suo albergo e tenta, infine, di braccarlo all’aeroporto il giorno del rientro negli Usa. Niente da fare, a Peretola viene addirittura tenuto a distanza, oltre le transenne. Tanta fatica ma niente foto. E, in più, lo sberleffo sui giornali. Matteo si convince che sia stato proprio Da Empoli a raccontare tutto alla stampa. Lo immagina divertito e così lo elimina. Lo parcheggia nel purgatorio degli ex renziani. Un limbo in cui finiscono in molti: chi tradisce il capo, chi tenta di fregarlo, chi parla senza permesso. Da Empoli è un intellettuale e non se ne fa un problema. Anzi, confida ad amici fiorentini: «Bischero lui a non capire a chi dar credito e a chi no».