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Anno edizione: 2024
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Di solito acquisto i libri on Line, dopo aver letto diverse recensioni e poi li leggo anche dopo parecchio tempo dall’acquisto.. E così giunge anche il tempo per leggere questo volume, dopo circa tre pagine mi sono chiesta come mai l’avessi acquistato, probabilmente mi sarò confusa col titolo di qualche altro libro, non me lo spiego altrimenti. Non ho apprezzato l’uso di 3 stili diversi per il carattere delle lettere, per carità è funzionale al racconto dei tre protagonisti principali della storia, ma a me infastidisce. Il libro è molto spesso, se fosse stato impaginato diversamente sarebbe risultato anche meno spesso, almeno dimezzato. La storia a tratti è noiosa, soprattutto il racconto delle feste dei bambini, ripetitiva all’infinito. Non ho apprezzato l’uso delle parolacce, comprendo che forse siamo rimasti in pochi a non dire parolacce e che quest’ultime fanno parte del vocabolario della maggior parte delle persone dai bambini (ineducati) agli anziani, ma questo non ne giustifica l’uso, non capisco perché imporre la lettura di parolacce, di sicuro non rende la comunicazione più giovane, anz il turpiloquio la involgarisce e trovo ancor più volgare l’uso delle parolacce in una donna. Inoltre comprendo la moderna disinvoltura con cui si passa da una storia all’altra con tanta libertà anche a livello sessuale, ma sinceramente non mi interessava leggere questa tipologia di scelta di vita narrata dalla protagonista principale. Il libro tenta di affrontare il tema del femminicidio, ma non mi ha convinto. Ho molto rispetto dei libri, li leggo tutti fino alla fine e ho portato a termine anche questo, però adesso che l’ho finito penso che lo cestinerò (e io non cestino mai i libri), ma oltre a non volerlo tenere a casa a occupare spazio che non merita, non voglio nemmeno regalarlo, non mi pare edificante regalarlo. Potessi tornare indietro investirei questa somma di denaro in un altro libro.
Questo è un romanzo giovane, attuale, ben organizzato: da ascoltare. Proprio da sentire invece di leggere, anziché scorrere le pagine, si seguono con attenzione i dialoghi dei protagonisti e di tutti i personaggi, tra di loro è incluso lo stesso autore. Una sorta di libro parlato, quindi, dove più che azioni si avvicendano monologhi, discussioni a voce multipla, pensieri, riflessioni tra se e sé. Tutti parlano sempre in questo romanzo, nessuno tace, nemmeno un silenzio eloquente, ognuno dice la sua, magari a sproposito, e ognuno a suo modo spiega, giustifica, se non si parlano si scrivono messaggi sul cellulare, tutti hanno le parole per dirlo, tant’è che serve a distinguerli il differente font utilizzato. Qui si narra di vita reale, e perciò di famiglia, anche di solitudini, perché c’è chi si spende per creare un progetto almeno simile nelle intenzioni alla famiglia del mulino bianco, senza garanzie di successo, ma accontentandosi anche della sola buona intenzione. E chi invece vuole stare solo, perché stare insieme costa fatica, ma va bene lo stesso, non c’è nulla di male a voler vivere senza qualcuno accanto, perché sia una scelta, altrimenti è solo una prigione da cui si desidera evadere. A discapito altrui, talora a sfregio di volontà diverse equivocate a forza. Manuel Bova con il suo “Un millimetro di meraviglia” d'incanti e sbigottimenti ne riporta chilometri, a piccoli passi, tratta di emozioni e sentimenti, racconta vite, e quindi caratteri e nature, descrive fatti, emana sensibilità da quanto riporta, ci fa commuovere in particolare quando parla di nonni, di anziani, di quanto amore e quanta delicatezza si cela nella senilità. Infine, un lieto fine sui generis: la meraviglia è donna, ricordiamolo. E serve educare perché chi deve intendere intenda, e non intacchi la meraviglia. Nemmeno di un solo millimetro.
Un salto di livello dell'autore. Non cambia il registro linguistico che rende piacevole ogni scritto di Bova, ma questa volta viene usato per dipanare una storia complessa in cui ogni personaggio racconta a suo modo di temi fondamentali che fanno da cornice ad una trama avvincente.Nel finale con la leggerezza che accompagna tutto il romanzo e quasi didascalico nel separare con semplicità e senza moralismi il bene dal male. LETTO IN UN GIORNO!
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