Il mio corpo mi appartiene

Amina Sboui

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Traduttore: S. Arena
Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 2 gennaio 2015
Pagine: 160 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788809796539
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La foto di Amina a seno nudo ha fatto il giro del mondo. Una ragazza tunisina di 18 anni appena si mostra così, con un messaggio tatuato sul busto: "il mio corpo mi appartiene". È il 1 marzo 2013 e Amina, mettendo la sua immagine in rete, si fa portavoce del pensiero della sua generazione, dei giovani che come lei hanno partecipato attivamente alla primavera araba: più libertà in un paese ormai in mano agli integralisti islamici. Questo gesto le costa quasi la vita: prima viene segregata dai suoi stessi genitori, scandalizzati e timorosi che le conseguenze di un atto così eclatante si ripercuotano su tutta la famiglia; poi, dopo l'adesione al movimento delle Femen, finisce in prigione. Anche da dietro le sbarre Amina continua a battersi, in difesa delle detenute sistematicamente percosse e angariate e per la liberà di espressione. Ma una volta scarcerata, proprio in ragione della notorietà che la sua figura ha acquisito nel mondo, Amina non è ancora libera. Deve lasciare il suo paese, in Tunisia non le permetteranno di studiare e la famiglia teme ritorsioni. Così Amina si rifugia a Parigi e da lì decide finalmente di raccontare la sua storia, la storia di una ragazza divenuta simbolo della protesta contro ogni forma di dittatura militare o religiosa, e anche di un sogno infranto, quello di chi, come lei, ha sperato che la primavera araba portasse la vera democrazia.
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    Ilaria

    03/02/2015 15:29:13

    Che dire di questo splendido libro se non che dovrebbe essere letto nelle scuole? Amina è una giovanissima tunisina che vive in prima persona gli eventi della Primavera Araba e ne è protagonista perché a soli 19 anni pubblica su Facebook una fotografia che la ritrae a seno scoperto, ma non solo. Sul petto si è scritta l'emblematica frase: Il mio corpo mi appartiene. Sì, perché nel mondo arabo sono in tanti quelli che denigrano la donna, considerata un oggetto alle dipendenze totali di un uomo. Non solo. La religione è vissuta in maniera totale, tutto ruota attorno a essa e chi si comporta in modo libero e indipendente da pregiudizi e dogmi viene condannato. La coraggiosa Amina, per aver pubblicato quella fotografia, viene prima imprigionata dai propri genitori in casa sua, poi, una volta riuscita a fuggire, viene incarcerata. Il romanzo-autobiografia di Amina mi è piaciuto moltissimo, ho ammirato il coraggio e l'intraprendenza di questa giovane, convinta delle sue idee di libertà (La Tunisia è un paese libero, le sue donne sono libere) e indipendenza da ogni pregiudizio derivato dai dogmi della religione.

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