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Flavio Insinna

Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2012
Pagine: 212 p. , Brossura

14 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Cinema, musica, tv, spettacolo - Cinema, televisione e radio - Televisione

  • EAN: 9788804614333

Recensioni dei clienti

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    ant

    10/11/2012 22.19.18

    Mi ha colpito tantissimo la nitidezza e il lucore con cui il popolare personaggio televisivo, Insinna, racconta sia del legame sincero verso suo padre che della sua vita familiare. Un libro che parte con il ricovero in ospedale del padre di Insinna e che prosegue con i flashback di vita quotidiana del conosciuto attore. Un alternarsi di ringraziamenti sentiti x i valori trasmessi dal papà e tanti aneddoti e racconti a riguardo di numerosi momenti vissuti insieme. Bell'esordio, a mio parere, nella letteratura x Insinna, parecchi momenti commoventi, comici,arguti etc contenuti in queste pagine Voglio riportare la frase conclusiva del libro, molto bella , che l'autore dedica al padre scomparso "Chi regala le sue ore agli altri, vive in eterno"(Alda Merini)

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    corrado

    08/06/2012 19.19.35

    Libro mieloso e inutile. Assolutamente da condannare il capitolo sull'infermiera. Libro da sconsigliare assolutamente.

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    Nesi

    04/06/2012 11.06.48

    Vero. Un libro scritto con sentimento e sincerità. Un'ode all'amore autentico e profondo. Un Insinna che si mette a nudo, che si racconta con le sue debolezze e le sue fragilità. Ma anche un uomo solo, chiuso nel proprio dolore e nel proprio isolamento, distrutto dalla lacerazione prodotta dal distacco con il padre. Poco chiaro nel contesto del libro il capitolo della "scopata", un episodio che non lega con nessun elemento del volume. Una donna che non condivide i suoi momenti di dolore, che non gli è a fianco, che non piange con lui e per lui. Un'estranea al lettore e quasi allo stesso autore, un mezzo "usato" per dare sfogo, per esplodere la propria rabbia e il proprio smarrimento. Quasi a dare un volto, un aspetto più umano a questo uomo tormentato. (un capitolo che pare aggiunto a posteriori, scritto da un'altra mano...) Lo rileggerò e lo consiglierei. A tutti: ai figli giovani e meno giovani e ai genitori giovani e meno giovani. Ciao e grazie.

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    Debora

    29/05/2012 00.24.58

    Un libro garbato, come l'autore. Una dichiarazione d'amore di un figlio nei confronti del padre. Il rapporto padre-figlio viene descritto in maniera toccante attraverso aneddoti e ricordi sullo sfondo del tema della perdita definitiva. Una bellissima sorpresa.

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    Donata Fazzi

    22/04/2012 13.49.32

    E' un libro molto commovente, scritto con un linguaggio molto sciolto, quasi parlato. L' autore, mentre il padre è ricoverato in ospedale, ogni sera si ferma in auto sotto la finestra e manda un pensiero al padre che sta lottando. E' estremamente toccante l'umanità e la sensibilità che emergono da questi passaggi, inframezzati da ricordi di vita quotidiana vissuti con il proprio padre. Non si parla mai del papà al passato, perchè c'è continuità, nel nostro cuore, tra il passaggio della morte e la vita, continua, di chi abbiamo amato.

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    monica

    16/04/2012 14.25.35

    Realmente emozionate: trasmette con parole semplici, da non scrittore, emozioni da vero uomo..che non teme di mostrare le proprie fragilità.Sempre che l'amore per la propria famiglia possa essere definito tale. Io adoro l'ironico e scanzonato Insinna - attore di Ho sposato uno sbirro..ma qui ho trovato la sensibilità, la dolcezza, la dignità del dolore dell'essere umano, che mi auguro d'incontrare più spesso all'angolo di ogni giorno..soprattutto in quelli difficili..Va letto da figli, ma insegna anche a essere genitori..strappa più di una lacrima ma anche più di un sorriso..quando finisce ci sente, come con tutti i libri che lasciano qualcosa, un pochino più soli..va regalato e comprato

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    Lisabethsalader

    13/04/2012 21.36.31

    "E devi tornare perché non so vivere. Lo sai, sono inadatto alla vita. Inadeguato [?]. Torna papà, perché devi ancora fare di me un uomo". Con queste accorate parole Insinna rivolge al padre il suo disperato bisogno di lui. Parole disarmanti, perché a scriverle è quello che cronologicamente dovrebbe GIA' essere un uomo. Parole inquietanti perché sono il grido di dolore di un uomo maturo che non può fare a meno del padre anziano. Il libro è un susseguirsi di ricordi, intervallati da dichiarazioni d'amore al padre morente, esortazioni senza sosta a vivere. Par di sentire Insinna durante una delle sue interviste, logorroiche tirate dove c'è spazio proprio per tutto, della sua vita. E infatti, molti episodi ed osservazioni in questo libro, sono qualcosa di già sentito. Si legge, si prosegue, quasi costretti, trascinati da questo fiume in piena che è il modo di esprimersi di Insinna e, dico la verità, il disagio, l'imbarazzo sono un crescendo. Non si sa se provare, alla fine, più compassione o irritazione perché non censura nulla di sé, mette tutto, se stesso, i propri familiari, coloro che gli stanno vicino, alla mercé del lettore. C'è qualcosa che infastidisce, di troppo compiaciuto nel riportare fatti del passato più o meno lontano e del presente. Brani come "Le tue bellissime gambe per casa" lasciano interdetti e infastiditi. L'uomo "riservato", come ama definirsi, non esita a riportare questo episodio molto privato, recentissimo, inserito quasi a bella posta, per offrire un saggio della sua complicata vita sentimentale. In conclusione: quello che ho provato è imbarazzo, disagio. Avrei preferito non leggere queste dichiarazioni/confessioni/ricordi di Insinna. E mi chiedo a che pro abbia pubblicato questo libro. Tutto il suo contenuto meritava di rimanere chiuso in un cassetto, ben nascosto, nella sua camera. I diari segreti, casomai, si pubblicano postumi.

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    Sweeney

    10/04/2012 20.36.38

    Il problema che investe la carriera di questo "artista"(attore? Conduttore? Comico? E ora...scrittore??), problema del quale questo libro è conferma, è che tutto sembra ruotare attorno al suo ombelico. La famiglia (papà, mamma, la sorella Valentina), ormai personaggi fissi di una commedia nota al pubblico dei suoi fans da anni ed anni, con annessi aneddoti e ricordi già più e più volte riportati in interviste e programmi vari;la sua città, Roma, anzi, il suo quartiere, San Giovanni; le sue frustrate aspirazioni come carabiniere, attore, persino medico (ma è poi mai arrivato a capire veramente cosa vuol essere, quest'uomo?). Trovo negativa l'esistenza stessa del libro, proprio per il suo contenuto. Il padre di Insinna, Salvatore, è morto: c'era davvero la necessità, attorno ad un lutto privato, di cui avere riserbo e pudore, c'era davvero la necessità di scrivere questo libro e riportare ricordi della propria famiglia? Qualcuno, a parte i suoi ammiratori, numerosi, per carità, ne sentiva il bisogno? L'immaturità traspare dalla prosa informal-confidenziale, al limite dell'adolescenziale, in bilico fra il comico ed il nostalgico: da' l'impressione comunque della "posa", di qualcosa scritto artificiosamente per arrivare allo scopo: DIVERTIRE, COMMUOVERE,ad ogni costo. Scopo dell'istrione, questo (nel senso più deteriore del termine) fattosi scrittore. Non vorrei ci fosse in Insinna quasi un perverso (anche se incoscio, ci mancherebbe) compiacimento nell'immaginare, così come è tipico di un attore, l'espressione di chi legge questa sua opera "prima". Da leggere e rileggere, nel senso che vi serviranno numerose peregrinazioni alla vostra libreria di fiducia per riuscire a conoscere il testo, nascondendovi a leggerlo dietro ad uno scaffale. Per salvare la faccia evitando di arrivare alla cassa con questo libro fra le mani.

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    lusitana

    03/04/2012 12.55.25

    L'ho trovato intimo e toccante, è un libro che riesce a fare vibrare le corde più intime non solo se hai provato o stai provando la stessa perdita ma anche tutti coloro che amano la propria famiglia e che riescono ad immaginare la voragine che un padre o una madre ti lascia per sempre. Io l'ho trovato intenso e passionale.

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    Victoria

    31/03/2012 08.50.38

    Al di là della forma, che non mi piace molto, troppo semplicistica (non si sa se dettata dall'imperizia dell'autore o dalla volontà di raggiungere il maggior numero di lettori), mi ha lasciato di sasso il capitolo "L'infermiera stronza"...ma come si fa a scrivere cose del genere?? Capisco il suo dolore, ma non ha pensato alle conseguenze delle parole che ha scritto in questa parte?? Davvero, da Insinna non me l'aspettavo! Amarissima sorpresa che mi fa assegnare il voto più basso.

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    Simona

    12/03/2012 19.00.06

    ..bé è un libro talmente personale ed intimo che è difficile fare un commento.. Da fan, "entrare" in casa Insinna e nella vita di Flavio è forte, insomma, il desiderio di ogni fan! E d'altra parte Flavio si è raccontato genuino, leale e vero così com'è, mettendosi a nudo e raccontando lati del suo carattere che pochi, attori, personaggi dello spettacolo e anche gente comune, hanno il coraggio di ammettere, confessare e raccontare. Quel che mi viene da pensare è che un padre così forse troppo presente, onnipresente, difficile, che prende decisioni per tutti, su tutto, che insegna sempre e comunque ad oltranza, che tarpa le ali..con e per amore sì, ma comunque le tarpa, non so se sia stato più un aiuto o una difficoltà per una vita, per un carattere come quello di Flavio (così tanto, taaanto simile al mio..); E' come se avesse speso la vita intera per insegnargli a camminare e a metterlo sulla buona strada ma..insieme, l'avesse reso zoppo!... Resta e vale il fatto che, dopo tutto, alla fine, alla resa dei conti, pensi sempre che..potevi passar sopra a tutte le discussioni, a tutti i litigi, a tutte le risposte mal date e agli insulti, le botte, potevi guardare le cose dal suo punto di vista, potevi dar maggior retta, potevi esser più sensibile e potevi pensarci allora a tutto l'amore che c'era dietro a tutto, perchè alla fine dietro c'è quello: tanto amore. Da questo punto di vista, e chi ha perso un genitore lo capisce bene, è un libro emozionante e sentito. Per concludere alla Flavio Insinna, mi viene in mente un mantra: "Se si vuol fare qualcosa per qualcuno, per prima cosa, si deve rispondere alle sue aspettative"...e allora, in bocca al lupo Fla, buona vita!

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    alessandra

    29/02/2012 17.46.46

    Un libro che tutti i padri, presupposti a parte, vorrebbero che un figlio scrivesse per loro. Insinna ci accoglie dentro la sua famiglia, dentro al suo branco, con autenticità, senza cornici dorate ma con sentimenti veri, con autoironia e tenerezza.

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