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Traduttore: Susanna Basso
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 203,1 KB
  • Pagine della versione a stampa: 173 p.
    • EAN: 9788858425275
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    Recensioni dei clienti

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      silvia

      31/07/2017 14.25.24

      Tragicomico mix di claustrofobiche atmosfere e sensazioni penetranti, uno spaccato della vita ancor prima di nascere, del rapporto viscerale madre-figlio, in cui vengono trasmessi nutrimento e oscillazioni degli stati d'animo, come nel caso dello spuntino a base di tartine all'aringa: "(...) mi arriva una sferzata energetica prodotta da un fluido di salinità maggiore rispetto a quella del sangue, dal penetrante odore di spruzzaglia marina, di vaste distese di oceano aperto, dove banchi isolati di aringhe sfiorano la superficie puntando a nord lungo strade gelide di acqua limpida e nera. Mi arriva in faccia a folate, la fresca brezza dell'artico come se stessi spavaldo a prua di una nave diretta verso la libertà dei ghiacci." Non mancano gli usuali tocchi ironici nel delineare le situazioni, le distinzioni di genere nel sud del mondo sono liquidate in un sol colpo con la definizione di "patriarcato rurale" e le fatiscenti condizioni dell'edificio in cui è ambientata la storia vengono immortalate con uno smagliante paragone : "(...) se piove molto, gli scarichi, come istituti bancari affidabili, restituiscono il deposito con gli interessi (...)". Pur nella tragedia imminente il tono è giocoso e distaccato e grazie all'escamotage del narratore-nascituro, l'autore può azzardare opinioni avventate, frutto della prospettiva ristretta del protagonista, alimentata prevalentemente dai mass media e dall'obnubilato atteggiamento materno: "Lei d'altra parte non deve avere nessuna voglia di farsi delle domande su un uomo che la scaraventa oltre la porta del paradiso in meno di 3 minuti netti." Procede a ritmo alternato, flemmatico e vertiginoso, ed è affascinante constatare come a poche pagine dalla fine l'enigma non sia ancora sciolto, ciò rende la struttura del romanzo tesa all'inverosimile, come la corda di una fionda pronta a scattare. Appena finito di leggere ho letto di nuovo "Bambini nel tempo", scritto 30 anni fa quando l'autore era meno caustico e sintetico.

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      Micol

      25/07/2017 09.19.52

      Retelling della famosa opera di Shakespeare Amleto, ci troviamo a vivere l’intera vicenda tramite l’udito del bambino in grembo a Trudy. Tutta la narrazione infatti è basata solo su questo, tra i cinque sensi dell’uomo, monopolizzando così ogni singola descrizione che riuscirà a trasmetterci, a anche minuziosamente, ogni singola caratteristica sia dei personaggi che delle ambientazioni. Ovviamente al centro dell’attenzione ci sono le considerazioni e i pensieri del futuro nascituro, ma spiegano molto bene la complessità della situazione. Con la sua solita intensità e profondità McEwan sa trasportarci in una narrazione originalissima e del tutto nuova.

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      ketty

      25/06/2017 19.49.43

      Attraverso una prosa superba, l'autore ci racconta il delitto perfetto dalla prospettiva di un insolito testimone. Consigliato.

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      FABIO

      25/06/2017 17.32.38

      Fantastico,coinvolgente a tratti commovente! A metà strada tra Shakespeare (Subire o non subire?) e Dostoevskij (Il dovere morale ci impone di punire tutti i delitti).Con in più la geniale introduzione di un elemento di novità: un cucciolo di uomo che sta per essere scaraventato in un mondo incomprensibile, repellente e affascinante a un tempo. Un mondo nel quale nascere è una "meravigliosa tragedia".

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      Carmine Maffei

      18/06/2017 21.03.27

      "Dunque eccomi qui a testa in giù in una donna". L'incipit è tutto ciò che riguarda l'andamento di vita del nostro amatissimo, quanto inusuale protagonista del romanzo: ebbene sì, un feto. Anche se poi chiamarlo così potrebbe risultare alquanto scomodo, soprattutto se il soggetto in questione, nonostante l'immaturità delle sue esperienze e la sua nascita, prossima, certo, ma comunque non ancora vissuta, sia un personaggio insolito nato dalla mente di Ian McEwan. E' lo scrittore stesso che ci rammenta che il travaglio (ehm, mi si perdoni l'assonanza del contenuto!) della sua idea sia scaturito dalla percezione che avrebbe avuto conversando con la nuora in stato interessante, e cioè che in realtà a interagire nei loro discorsi ci sia stata anche un' altra persona. Appunto il "non nato". Immagina così la storia. La si potrebbe interpretare in diversi modi, se non ci concentrassimo sul soggetto sopra descritto. Potrebbe infatti essere un thriller con un finale di sicuro intuibile: due amanti organizzano l'assassinio del marito di lei...no, se poi tutto viene narrato, interpretato, analizzato dal nostro protagonista, che si trova ancora nel grembo dell'assassina di suo padre. Ma lui ama sua madre, intanto. La dolce Trudy...come non amarla? E' lei che lo nutre, è lei che lo culla nel suo morbido grembo, è lei che gli fa conoscere e presagire ciò che succederà appena uscirà. Trudy gli insegna la vita attraverso i notiziari della BBC, gli audiolibri e i podcast e lui ascolta e ascolta, perchè certo non potrebbe mica vedere? Il suo è un approccio a ciò che gli aspetta fuori attraverso il battito cardiaco della mamma, il trambusto del traffico di Londra appena fuori dalla stanza da letto...il piacere di un calice di vino, anche due. Suo padre è un editore e un poeta. Personaggio da amare. L'amante di Trudy è invece un immobiliarista povero di contenuti, amante del "materiale". Il piano andrà a termine e il finale lo si può immaginare, ma la narrazione è stupefacente!

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      Gianna

      17/06/2017 19.19.34

      McEwan si riconferma un grande scrittore. Una storia davvero particolare con spunti ironici. Lettura molto gradevole. Solo il finale mi ha lasciata un po' perplessa...

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      angelo

      20/05/2017 16.41.06

      Ingredienti: un nascituro che ascolta il mondo dalla pancia materna, un complotto omicida di una coppia di amanti, un contatto con l’esterno attraverso poesie paterne, ubriacature materne e sesso extraconiugale, il dubbio amletico dell'essere e non essere rievocato tra nascita e morte. Consigliato: a chi trova dentro un guscio la sua comfort zone, a chi osserva dall’esterno il mondo dei grandi con uno sguardo ingenuo e consapevole insieme.

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      MauBau

      16/05/2017 09.56.28

      Forse starò invecchiando, ma certa spocchia nello scrivere comincia a infastidirmi, nonostante qualche bella pagina. Inoltre il libro è poco coinvolgente e circondato da un alone di squallore che sul tema della maternità intristisce parecchio. Volevo comunque aggiungere per Maria Cristina che i libri una loro funzione di informazione ce l’hanno eccome, soprattutto per i lettori del futuro, certo questo presuppone che un libro entri nella storia, ma per questo di McEwan ho seri dubbi.

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      maria cristina

      14/05/2017 12.23.46

      Non sono in sintonia con le lodi a questo libro. Un gran sfoggio di virtuosismo linguistico, d'accordo ! Ma sontuoso e inutile. Sarcasmo stancante su arcinoti problemi del mondo . Ne siamo informati tutti ; la letteratura non dovrebbe essere un ripasso del giornale . Pesante e sgradevole la descrizione delle attività sessuali dei due amanti e del loro squallore interiore. Originale l' io narrante : il nascituro. Ma stanca già a metà libro. Finale ovvio fin dall'inizio. Noir ridicolo, ispirato a un grande dramma : Amleto . Ma quello...è un'altra cosa.

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      Loris

      09/05/2017 08.48.06

      La modernità ha eletto la percezione soggettiva come modalità cognitiva principe. Ecco allora che il mondo (o quantomeno una sua possibile istanza) si può edificare anche per chi non è ancora nato, ma già elabora stimoli e informazioni nell'utero materno. Le voci delle persone che interagiscono con la madre e le notizie mediate da tv e radio consentono di ricreare un'immagine di ciò che definiamo 'realtà' pur senza averne evidenza oggettiva. Si può addirittura filosofare sullo stato del mondo, (auto)dibattendo tra catastrofismo e riconoscimento di un benessere medio mai raggiunto in passato. Ancor prima, ci si può interrogare sulla natura delle persone, inseguendo una rivelazione veritiera dietro l'evanescente apparenza dei 'fantasmi' da cui si è circondati. Questo percorso è la premessa alla definizione del sé, al dubbio e all'angoscia che possono portare la tentazione dell'autodistruzione, ma anche condurre alla scelta e all'ingresso pieno nell'esistenza. Tutto ciò McEwan lo declina attraverso un gioco letterario che si appoggia ad Amleto e al suo celebre quesito. Il romanzo è uno sfoggio di virtuosismo stilistico che suscita ammirazione. Certo, come scritto in altro commento, il fedele lettore sa di cosa è capace McEwan e ricorda opere più articolate e destinate a restare nella memoria ('Espiazione' per cominciare). Detto questo, 'Nel guscio' splende nel panorama attuale e conferma le infinite potenzialità della letteratura.

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      giangorgo

      01/05/2017 19.23.45

      il thriller ginecologico non mi ha incantato. Comprendo il tentativo di McEwan di trovare una via originale, ma i risultati sono scarsi.

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      Carol

      25/04/2017 10.58.28

      Un divertissment impreziosito dalla scrittura sempre sontuosa di McEwan e da riflessioni interessanti sullo stato del mondo e la condizione dell'uomo. Il racconto in prima persona regge benissimo (la storia ha anche qualche colpo di scena) e questo la dice lunga sulla capacità dello scrittore di dominare la sua arte. Si riflette, si ride, ci si infuria anche, sempre accompagnati dalla sottile vena di umorismo tipica di McEwan.

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      Alinghi

      23/04/2017 07.58.27

      Dopo la lettura di Solar avevo grossi dubbi sull'autore: spazzati via da questo breve romanzo. Bello, essenziale, insolito, attuale, coinvolgente..fa riflettere e sorridere, in continua alternanza...personaggi dipinti perfettamente...da leggere assolutamente

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      Claudio

      15/04/2017 05.58.21

      Trudy e Claude sono cognati e amanti. Trudy, incinta al terzo dei tre trimestri, è sposata e separata con il fratello di Claude, John, padre del bambino che sta per nascere e che è l'io narrante della storia. Oltre che essere amanti, i due progettano di uccidere John per entrare in possesso della casa dove abita Trudy, di proprietà del marito, di ingente valore. Tutto questo raccontato in maniera divertente e geniale dal nascituro. Il quale verrà alla luce proprio nel momento meno opportuno.

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      Alberto

      12/04/2017 17.37.45

      Non posso che unirmi a chi mi ha preceduto nei commenti. Bell'esercizio di stile, prosa sontuosa. Riflessioni sullo stato del mondo apprezzabilissime. La storia dell'innominato nascituro è forse in secondo piano, godibili vene di humor alla ... McEwan (Chesil Beach, ricordate la cena in luna di miele?). Da leggere ! Divorato in un giorno e mezzo.

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      Dario A.

      12/04/2017 15.04.40

      Brillante, energico, scritto magnificamente con una prosa lucida e al contempo ricca di quegli esercizi di stile che rendono McEwan uno degli autori più importanti della letteratura contemporanea. Parole equilibrate, che giocano sull'orlo dell'irreale ma che non tolgono assolutamente nulla alla eccellente riuscita di questo libro.

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      carlo

      08/04/2017 06.30.36

      La scrittura di McEwan é sempre eccezzionale. Ma questa volta mi é sembrato un libro troppo concettuale, un po' predicatorio. Comunque dopo averlo letto ho letto il libro di Recalcati sul Segreto del figlio. Il capitolo su Edipo e Amleto é illuminante per leggere il libro di McEwan. Sarebbe bello leggere una recensione di Recalcati al libro di McEwan.

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      baciccia

      07/04/2017 13.13.57

      Scritto in maniera divina, per carità. Ma rimane un divertissement. Da troppo tempo McEwan non ci sforna un romanzo compiuto, cimentandosi in giochetti letterari che non muovono granché dentro. Per trovare uno sprazzo del grande romanziere si deve andare indietro di dieci anni, a Chesil Beach; in ogni caso, opera imperfetta. Se, poi, vogliamo cercare il capolavoro, beh non lo vediamo dal 2001 (Atonement).

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      Annacarla

      02/04/2017 21.10.29

      Splendido "divertimento" di uno scrittore geniale, il racconto scorre senza una parola di troppo, in un avventuroso equilibrio fra profondità, ironia e leggerezza. Perfetto.

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      Alberta

      16/03/2017 13.22.05

      Sono frastornata e ancora irretita dalla bellezza di queste pagine. Con il passare del tempo la scrittura di McEwan si fa sempre più profonda e a tratti difficile, quasi dolorosa. Ma anche trascinante e appagante. Non voglio raccontare nulla della trama, che del resto può essere quasi un pretesto per una riflesisone sull'esistenza umana. Un romanzo da Premio Nobel, a mio giudizio.

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