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Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy - copertina

Non è un paese per vecchi

Cormac McCarthy

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Traduttore: Martina Testa
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 254 p.
  • EAN: 9788806188191
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Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.
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    Giuseppe

    16/05/2020 13:52:46

    Forse non il miglior romanzo di McCarthy, ma comunque ottimo, ma d’altronde parliamo di uno dei più grandi scrittori viventi. Lo stile è volutamente semplice e scarno, senza fronzoli, così come la narrazione randagia che descrive ottimamente una terra, l’America di frontiera, nata sul sangue e sulla violenza, tramite la forma del thriller d’azione (anche se in realtà l’azione è abbastanza misurata, per dar più spazio alla psicologia dei personaggi, davvero ottimamente caratterizzati). Il personaggio di Anton Chigurh, questo sicario psicopatico con una particolarissima senso della morale e dell’destino, penso sia uno dei migliori della narrativa americana contemporanea. Insomma un capolavoro letterario che è poi divenuto capolavoro cinematografico, visto il film meraviglioso che ne hanno tratto i fratelli Coen, del quale consiglio assolutamente la visione. Assolutamente da leggere, come tutte le opere di Cormac McCarthy.

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    Matthias

    12/05/2020 21:06:04

    L'autore racconta le dinamiche di un gruppo di personaggi in fuga che si inseriscono perfettamente nello schema inseguitore-fuggitivo. Dopo un'iniziale sensazione di spaesamento e qualche ripetizione nelle svolte, lo stile crudo ma efficace di McCarthy riesce a trasportare il lettore in un turbinio di situazioni senza lasciare scampo. La grande forza del romanzo risiede, a mio parere, nelle sue possibili interpretazioni che, nella loro diversità, riescono a definire un'intera comunità con i suoi problemi e vizi. Lettura insolita che ha trovato una trasposizione sul grande schermo più che valida!

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    edo

    12/05/2020 08:11:18

    sono pochi i libri che ti tengono incollati al divano e questo è proprio uno di quelli. nonostante lo stile non molto chiaro, la trama è ben fatta e strutturata. fondamentali sono i particolari che emergono passo dopo passo. consiglio ad attenti lettori che amano un velo di mistero.

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    Renè

    11/05/2020 12:57:51

    Dovessi portare 5 libri nella famosa isola deserta, uno sarebbe questo. Il linguaccio scarno dell'autore calza a pennello con una storia ove si respira il Texas, il sangue, la sabbia e personaggi più veri del vero. Fantastrico!

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    gennaro

    19/01/2020 20:15:01

    magnifico. questo libro ti tiene incollato alla sedia dalla prima all'ultima pagina. e cio', nonostante lo stile di mc carthy che non ti spiega mai tutti i passaggi della trama ma ti racconta e basta. il libro sarà pure nato come sceneggiatura per un film ( che poi effettivamente venne realizzato con una messe di oscar vinti), ma cio' non toglie nulla alla sua bellezza.

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    patrizia b.

    01/01/2019 10:27:19

    E' il classico libro scritto per tirarne fuori un film, non se n'è accorto nessuno? sembra una sceneggiatura e spero che il film fosse migliore del libro. E se è qualcosa che vuol rappresentare l'America, pur descritta in un angolo di Texas, sono felice di stare in questa sgarrupata Italia.

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    cheetah32

    15/04/2018 18:03:44

    Nonostante la non sempre chiara scrittura, McCarthy realizza un buon racconto intrecciando le storie di tre uomini in un contesto di traffico di droga tra Stati Uniti e Messico. Le riflessioni di uno dei protagonisti fanno da sfondo all’opera con i temi di violenza e moralità, in un ambientazione temporale inizialmente non specificata e che ne sottolinea l’attualità del contenuto. Non sono presenti introduzioni o note: arrivati in fondo si è costretti ad analizzare il testo, riconsiderando l’opera che può essere interpretata in vie differenti.

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    nicola

    29/09/2015 20:49:12

    Premetto: non è il mio genere. Ma è un capolavoro. Connubio,simbiosi perfetta tra trama e scittura. Stop.

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    Hyeronimus52

    02/08/2015 15:23:37

    Una caccia all'uomo angosciante nell'America della realtà disperata delle aree di frontiera con il Messico, accompagnata, pagina dopo pagina dalla ineluttabile certezza che gli inseguiti non hanno alcuna possibilità di farla franca. Romanzo di grande pessimismo, bello da leggere e degno di riflessioni.

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    Nicol'

    28/04/2015 11:12:16

    Il libro incomincia bene, fa pensare che da lì si sviluppi una bella trama, magari semplice, ma comunque avvincente. E invece... invece è un susseguirsi di gente che "aprì la portiere, scese, chiuse la portiera" o "svitò il tappo, bevve, riavvitò il tappo" o "aprì il borsone, prese l'arma, chiuse il borsone" o " aprì la porta, entrò, chiuse la porta", e così via un'azione inutile dopo l'altra, con l'apice nella (non)azione preferita dai protagonisti: "si stese sul letto a fissare il soffitto". Le parti importanti del racconto, poi, quelle che dovrebbero far avanzare la trama, o sono volutamente criptiche e mal spiegate o lasciate alla descrizione fatta nei dialoghi dei personaggi. E i dialoghi, non saprei come definirli se non tremendi: niente virgolette, spesso niente punto interrogativo dopo una domanda, al massimo tre-quattro parole per volta e di una banalità sconcertante. E poi sembra che tutti gli interlocutori o siano sordi o siano duri di comprendonio, in quanto sempre, e sottolineo sempre ,almeno una domanda deve essere ripetuta uguale a se stessa due volte. E se sono sempre un po' sconclusionati, gli ultimi discorsi pronunciati da ciascuno dei tre protagonisti sono l'apice del non senso camuffato da filosofia (spicciola, molto spicciola). Prima di ogni capitolo, scritti in corsivo, sono riportati i pensieri dello sceriffo Bell, e se questi all'inizio sono interessanti... presto diventano del tenore di "non ci sono più le mezze stagioni" e sembra di essere in una sala d'aspetto piena di simpatici pensionati che si lamentano dei tempi moderni... Aggiungete al tutto personaggi (Wells, il suo mandante, l'agente dell'antidroga...) che dal nulla compaiono e nel nulla scompaiono e il quadro è completo. Forse l'intenzione dell'autore non era raccontare una storia, ma esprime il proprio pessimista punto di vista, ma sembra averlo deciso di fare solo verso la fine e lo fa nel modo più banale e tediante possibile.

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    stefano

    29/12/2014 12:22:51

    Il titolo è diventato rapidamente uno degli slogan più usati per sintetizzare una serie di concetti che riguardano, in sostanza, l'eterna relazione, spesso conflittuale, tra una vecchia ed una nuova generazione. Il romanzo è un misto ben riuscito di generi letterari, in cui prevale l'atmosfera noir. Il cattivo è cattivo veramente, un giovanotto privo di coscienza, animalesco, fosco, carismatico, che uccide con un'arma insolita ma tremendamente mortale. Il buono è più riconoscibile nei tratti e nella personalità, un poliziotto di paese, stanco e pensieroso, che avverte il peso degli anni su di sé e la quasi tangibile sensazione di stare perdendo terreno nei confronti del Male. La storia è un susseguirsi, un crescendo di atti violenti. Si apre una caccia all'uomo che si consuma in una terra assolata, scabra, polverosa, onirica. La scrittura è limpida, tagliente. Il finale è quello che non t'aspetti, come nella migliore tradizione di McCarthy.

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    angelo

    07/08/2014 13:59:15

    Ingredienti: una borsa piena di dollari in movimento, vari personaggi buoni e cattivi al suo inseguimento, una scia di cadaveri disseminati lungo la trama, un paese in declino governato da soldi, armi e droga. Consigliato: a chi cerca un ritratto a tinte fosche delle terre di frontiera, agli amanti del genere western con sceriffi e fuorilegge.

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    Maluanis

    13/06/2014 17:06:06

    McCarthy non si smentisce. Ho letto e apprezzato molto il suo "La strada" e indubbiamente in "Non è un paese per vecchi" l'autore conferma la propria bravura nel caratterizzare i personaggi e l'ambiente in cui si svolge la storia, ma soprattutto nell'offrire uno spaccato della realtà sociale moderna (non solamente americana). Come non provare ammirazione, tenerezza e nello stesso tempo empatia per lo sceriffo Bell, che crede nei valori della giustizia e dell'onestà? Come non comprendere le scelte e gli errori di Moss, personaggio di rara umanità che si trova a gestire una situazione tanto complessa? Come non provare raccapriccio di fronte alla crudeltà, al cinismo e alla spietatezza dello psicopatico Chigurh? Unico neo: l'intenzione - del tutto comprensibile - di creare suspense sacrifica a tratti l'immediatezza della comprensione, per cui alcuni passaggi del libro richiedono una più attenta rilettura.

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    giuliog02

    03/04/2014 10:36:19

    Fantastico thriller/western, che si legge d'un fiato tanto é avvincente. L'ho letto dopo aver visto il film dei fratelli Coen ( bellissimo )e il testo mi é piaciuto ancor di più. La trama si svolge in modo rapido e spesso imprevedibile. Descrizione minuziosa dei luoghi, tratteggio veloce delle singole personalità, dialoghi concisi. Cormac McCarty scrive decisamente bene. I personaggi sono verosimili, anche lo psicopatico Chigurth; sublime lo Sceriffo Bell, ultimo esemplare di una specie in via di estinzione. Il giovane Moss, simpatico, deciso, intelligente, rapido nelle decisioni, é il personaggio principale in cui é facile immedesimarsi sin dall'inizio. Un bellissimo romanzo, dinamicissimo, che é anche una ricerca del senso o di un senso di ciò che accade nella vita. Chapeau. Consigliatissimo, é un vero capolavoro.

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    spartan91

    23/10/2013 22:09:12

    è un po difficile parlare di questo libro senza fare spoiler, quindi resterò un po sul vago... di sicuro l'autore è riuscito a ideare una storia che mi ha tenuto incollato alle pagine fino alla fine, emozionante ma allo stesso tempo drammatica; gli elementi positivi del libro sicuramente risiedono nello stile narrativo e nell'ambientazione che mccarthy ha creato, che trasuda elementi western legati ormai alla società moderna; consigliato quindi a chi cerca un buon romanzo thriller\western, e specie a chi cerca storie che possano somigliare più a quelle della vita vera e non a quelle solite storie d'azione romanzate dove tutto deve per forza finire bene! tengo inoltre a dire che questo è stato il primo di questo autore che ho letto e sicuramente non mi fermerò qui! ;)

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    Simone

    12/05/2013 23:35:13

    Una bella storia scritta egregiamente, personaggi con una loro vera identità nonostante non siano descritti più di tanto. Penso che leggerò altri libri di McCarthy.

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    PAOLO

    14/04/2013 13:10:18

    Il libro e' malscritto e la storia e' piuttosto insipida.Pero' e' un libro da leggere comunque perche' da' l'idea di come e' il mondo di oggi un mondo in cui il dio denaro ha il sopravvento su tutto e su tutti.

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    PROT

    24/03/2013 20:00:07

    Primo libro di McCarthy e devo dire che l'impatto è stato positivo, vuoi per il suo modo di raccontare dei luoghi per me sconosciuti, vuoi per descrivere con maestria i personaggi che popolano tali luoghi; ho molto apprezzato i monologhi dello sceriffo Bell e il suo personaggio, più reale dello psicopatico Chigurh... sicuramente approfondirò l'autore

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    Travax

    06/03/2013 12:52:10

    Non capisco come un capolavoro di tale portata (e profondità) abbia un voto medio "risicato" di 3.8 ... tralasciando le descrizioni minuziose della vegetazione di quei luogi a cui lo zio Cormac (rettifico; il maestro Cormac) ci ha abbituato da tempo (sono il suo marchio di fabbrica) in questo romanzo risaltano sopratutto i dialoghi intrisi di "filosofia e schizofrenia" e conditi da una morale cristiana autentica tipica del maestro. Libro impareggiabile. La vera vergogna è che uno come McCarthy non sia stato (ancora!?) insignito del nobel...

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    byAx

    12/02/2013 12:13:59

    Non è la violenza a colpire, qui. E nemmeno i morti che si susseguono. È la visione di un'America che sta cambiando, scomparendo, vissuta attraverso gli occhi e i pensieri di uno sceriffo che oramai si sente sorpassato nei valori e nei principi. Lettura scorrevole, secca. Ottimo il film che ne hanno tratto i Coen, asciutto di spiegazioni e con nulla di più di quel che serve.

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  • Cormac McCarthy Cover

    Scrittore americano, è cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l'Università, abbandonandola per ben due volte.Entrato nel '53 nell'Air Force, vi è rimasto per quattro anni.Ha vissuto anche a El Paso, in Texas, e a Tesuque, nel Nuovo Messico.McCarthy non concede interviste e non frequenta gli ambienti letterari e mondani (del 2007 l'eccezione dell'intervista televisiva con Oprah Winfrey).Tra le sue opere ricordiamo Il guardiano del frutteto, Il buio fuori, Suttre, Meridiano di sangue, Oltre il confine e Città della pianura. Cavalli selvaggi, ha conquistato il National Book Award.Con La strada del 2007 ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa.Dalle opere di McCarthy sono stati ricavati diversi film: nel 2000, Cavalli selvaggi è stato trasposto nel film... Approfondisci
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