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Cormac McCarthy

Traduttore: M. Testa
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 254 p.
  • EAN: 9788806188191

Recensioni dei clienti

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    nicola

    29/09/2015 20.49.12

    Premetto: non è il mio genere. Ma è un capolavoro. Connubio,simbiosi perfetta tra trama e scittura. Stop.

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    Hyeronimus52

    02/08/2015 15.23.37

    Una caccia all'uomo angosciante nell'America della realtà disperata delle aree di frontiera con il Messico, accompagnata, pagina dopo pagina dalla ineluttabile certezza che gli inseguiti non hanno alcuna possibilità di farla franca. Romanzo di grande pessimismo, bello da leggere e degno di riflessioni.

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    Nicol'

    28/04/2015 11.12.16

    Il libro incomincia bene, fa pensare che da lì si sviluppi una bella trama, magari semplice, ma comunque avvincente. E invece... invece è un susseguirsi di gente che "aprì la portiere, scese, chiuse la portiera" o "svitò il tappo, bevve, riavvitò il tappo" o "aprì il borsone, prese l'arma, chiuse il borsone" o " aprì la porta, entrò, chiuse la porta", e così via un'azione inutile dopo l'altra, con l'apice nella (non)azione preferita dai protagonisti: "si stese sul letto a fissare il soffitto". Le parti importanti del racconto, poi, quelle che dovrebbero far avanzare la trama, o sono volutamente criptiche e mal spiegate o lasciate alla descrizione fatta nei dialoghi dei personaggi. E i dialoghi, non saprei come definirli se non tremendi: niente virgolette, spesso niente punto interrogativo dopo una domanda, al massimo tre-quattro parole per volta e di una banalità sconcertante. E poi sembra che tutti gli interlocutori o siano sordi o siano duri di comprendonio, in quanto sempre, e sottolineo sempre ,almeno una domanda deve essere ripetuta uguale a se stessa due volte. E se sono sempre un po' sconclusionati, gli ultimi discorsi pronunciati da ciascuno dei tre protagonisti sono l'apice del non senso camuffato da filosofia (spicciola, molto spicciola). Prima di ogni capitolo, scritti in corsivo, sono riportati i pensieri dello sceriffo Bell, e se questi all'inizio sono interessanti... presto diventano del tenore di "non ci sono più le mezze stagioni" e sembra di essere in una sala d'aspetto piena di simpatici pensionati che si lamentano dei tempi moderni... Aggiungete al tutto personaggi (Wells, il suo mandante, l'agente dell'antidroga...) che dal nulla compaiono e nel nulla scompaiono e il quadro è completo. Forse l'intenzione dell'autore non era raccontare una storia, ma esprime il proprio pessimista punto di vista, ma sembra averlo deciso di fare solo verso la fine e lo fa nel modo più banale e tediante possibile.

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    stefano

    29/12/2014 12.22.51

    Il titolo è diventato rapidamente uno degli slogan più usati per sintetizzare una serie di concetti che riguardano, in sostanza, l'eterna relazione, spesso conflittuale, tra una vecchia ed una nuova generazione. Il romanzo è un misto ben riuscito di generi letterari, in cui prevale l'atmosfera noir. Il cattivo è cattivo veramente, un giovanotto privo di coscienza, animalesco, fosco, carismatico, che uccide con un'arma insolita ma tremendamente mortale. Il buono è più riconoscibile nei tratti e nella personalità, un poliziotto di paese, stanco e pensieroso, che avverte il peso degli anni su di sé e la quasi tangibile sensazione di stare perdendo terreno nei confronti del Male. La storia è un susseguirsi, un crescendo di atti violenti. Si apre una caccia all'uomo che si consuma in una terra assolata, scabra, polverosa, onirica. La scrittura è limpida, tagliente. Il finale è quello che non t'aspetti, come nella migliore tradizione di McCarthy.

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    angelo

    07/08/2014 13.59.15

    Ingredienti: una borsa piena di dollari in movimento, vari personaggi buoni e cattivi al suo inseguimento, una scia di cadaveri disseminati lungo la trama, un paese in declino governato da soldi, armi e droga. Consigliato: a chi cerca un ritratto a tinte fosche delle terre di frontiera, agli amanti del genere western con sceriffi e fuorilegge.

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    Maluanis

    13/06/2014 17.06.06

    McCarthy non si smentisce. Ho letto e apprezzato molto il suo "La strada" e indubbiamente in "Non è un paese per vecchi" l'autore conferma la propria bravura nel caratterizzare i personaggi e l'ambiente in cui si svolge la storia, ma soprattutto nell'offrire uno spaccato della realtà sociale moderna (non solamente americana). Come non provare ammirazione, tenerezza e nello stesso tempo empatia per lo sceriffo Bell, che crede nei valori della giustizia e dell'onestà? Come non comprendere le scelte e gli errori di Moss, personaggio di rara umanità che si trova a gestire una situazione tanto complessa? Come non provare raccapriccio di fronte alla crudeltà, al cinismo e alla spietatezza dello psicopatico Chigurh? Unico neo: l'intenzione - del tutto comprensibile - di creare suspense sacrifica a tratti l'immediatezza della comprensione, per cui alcuni passaggi del libro richiedono una più attenta rilettura.

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    giuliog02

    03/04/2014 10.36.19

    Fantastico thriller/western, che si legge d'un fiato tanto é avvincente. L'ho letto dopo aver visto il film dei fratelli Coen ( bellissimo )e il testo mi é piaciuto ancor di più. La trama si svolge in modo rapido e spesso imprevedibile. Descrizione minuziosa dei luoghi, tratteggio veloce delle singole personalità, dialoghi concisi. Cormac McCarty scrive decisamente bene. I personaggi sono verosimili, anche lo psicopatico Chigurth; sublime lo Sceriffo Bell, ultimo esemplare di una specie in via di estinzione. Il giovane Moss, simpatico, deciso, intelligente, rapido nelle decisioni, é il personaggio principale in cui é facile immedesimarsi sin dall'inizio. Un bellissimo romanzo, dinamicissimo, che é anche una ricerca del senso o di un senso di ciò che accade nella vita. Chapeau. Consigliatissimo, é un vero capolavoro.

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    spartan91

    23/10/2013 22.09.12

    è un po difficile parlare di questo libro senza fare spoiler, quindi resterò un po sul vago... di sicuro l'autore è riuscito a ideare una storia che mi ha tenuto incollato alle pagine fino alla fine, emozionante ma allo stesso tempo drammatica; gli elementi positivi del libro sicuramente risiedono nello stile narrativo e nell'ambientazione che mccarthy ha creato, che trasuda elementi western legati ormai alla società moderna; consigliato quindi a chi cerca un buon romanzo thriller\western, e specie a chi cerca storie che possano somigliare più a quelle della vita vera e non a quelle solite storie d'azione romanzate dove tutto deve per forza finire bene! tengo inoltre a dire che questo è stato il primo di questo autore che ho letto e sicuramente non mi fermerò qui! ;)

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    Simone

    12/05/2013 23.35.13

    Una bella storia scritta egregiamente, personaggi con una loro vera identità nonostante non siano descritti più di tanto. Penso che leggerò altri libri di McCarthy.

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    PAOLO

    14/04/2013 13.10.18

    Il libro e' malscritto e la storia e' piuttosto insipida.Pero' e' un libro da leggere comunque perche' da' l'idea di come e' il mondo di oggi un mondo in cui il dio denaro ha il sopravvento su tutto e su tutti.

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    PROT

    24/03/2013 20.00.07

    Primo libro di McCarthy e devo dire che l'impatto è stato positivo, vuoi per il suo modo di raccontare dei luoghi per me sconosciuti, vuoi per descrivere con maestria i personaggi che popolano tali luoghi; ho molto apprezzato i monologhi dello sceriffo Bell e il suo personaggio, più reale dello psicopatico Chigurh... sicuramente approfondirò l'autore

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    Travax

    06/03/2013 12.52.10

    Non capisco come un capolavoro di tale portata (e profondità) abbia un voto medio "risicato" di 3.8 ... tralasciando le descrizioni minuziose della vegetazione di quei luogi a cui lo zio Cormac (rettifico; il maestro Cormac) ci ha abbituato da tempo (sono il suo marchio di fabbrica) in questo romanzo risaltano sopratutto i dialoghi intrisi di "filosofia e schizofrenia" e conditi da una morale cristiana autentica tipica del maestro. Libro impareggiabile. La vera vergogna è che uno come McCarthy non sia stato (ancora!?) insignito del nobel...

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    byAx

    12/02/2013 12.13.59

    Non è la violenza a colpire, qui. E nemmeno i morti che si susseguono. È la visione di un'America che sta cambiando, scomparendo, vissuta attraverso gli occhi e i pensieri di uno sceriffo che oramai si sente sorpassato nei valori e nei principi. Lettura scorrevole, secca. Ottimo il film che ne hanno tratto i Coen, asciutto di spiegazioni e con nulla di più di quel che serve.

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    Polty

    09/01/2013 23.23.52

    Il titolo è malamente tradotto. McCarthy voleva dire che non esiste paese per vecchi. Messa così sembra il solito attacco al sistema americano. No. McCarthy lo sa che ogni angolo del mondo, per quanto piccolo e insignificante, ne è il modellino in scala. McCarthy racconta, molto banalmente, l'avvento di una nuova razza di esseri umani. Senza "pessimismo", come lo chiama qualcuno. I grandi scrittori sono realisti, ritraggono la realtà per quella che è. Può esserci il dolore per quello che è stato, ma tutto sommato è irrilevante e non aiuta a difendersi da quello che verrà. Il dubbio è se McCarthy sia davvero un grande scrittore. Eh, sì. Io l'ho scoperto con questo,immagino come per molti altri, grazie al film (bello, ma incomparabile col libro). E' un testo meraviglioso, spaventosamente definitivo, dove Cormac ha detto tutto. Ma proprio tutto. Infatti, non è un caso che altri suoi libri (Figlio di Dio, La Strada) risultino poca cosa, al confronto (soprattutto La Strada, che riassume il gusto per l'orrido di Dario Argento, non di un grande scrittore). Io, quando ho letto gli altri due o tre, ci sono rimasto male: ma come, questo qui è quello lì, questo noioso è quel fenomeno? Quello che ha creato lo sceriffo Bell, testimone ultimo e sublime di una razza in estinzione? Nossignori. Questo, e solo questo, è Cormac McCarthy. Lo è, non a caso, in un capolavoro snobbato dalla critica. Tenetevelo stretto, mi raccomando. Per ora è solo una premonizione. Scritta in modo che Dio lo benedica. Ma fra dieci, vent'anni, sarà molto, ma molto di più. Sarà il riassunto più chiaro, addirittura l'essenza stessa, di una malinconia che non avrete mai conosciuto prima.

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    Thinner5

    23/09/2012 17.43.16

    Bellissimo libro, forse un pò pesante, ma dopotutto dice cose che in fondo sappiamo anche se preferiamo non pensarci. La storia si evolve in maniera mai scontata e tutt'altro che stereotipata(è praticamente impossibile immaginare la conclusione della vicenda). Probabilmente non piacerà a tutti; l'opera è caratterizzata da un notevole pessimismo e non finisce precisamente "e vissero tutti felici e contenti". Consiglio questo capolavoro a chi abbia un minimo di apertura mentale.

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    Martino

    17/04/2012 19.48.14

    Davvero interessante! Consigliato

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    Dave

    12/03/2012 14.47.03

    L'America di McCarthy non è un paese per vecchi, ma un paese per persone dure, aspre, di poche parole, violente ma con una propria infrangibile morale. E noi: stanchi di libri barocchi, di pagine inutili, di personaggi finti, di thriller prolissi con più colpi di scena che pagine; ebbene noi amiamo la sua America polverosa ed insanguinata. Noi amiamo i suoi dialoghi schietti ma commoventi, aspri e malinconici. Questo è molto più che un western contemporaneo, è un romanzo sulla storia di un paese che tutti crediamo di conoscere ma che per lo più ci è misterioso. E' un saggio sul decadimento della società occidentale. "Non è un paese per vecchi" potrebbe essere, a ben guardare, il lontano prologo di "la strada". Sentite cosa dice lo sceriffo Bell a proposito della figura dello sceriffo: immaginetevi un mestiere dove uno ha pressapoco la stessa autorità di Dio e non deve possedere requisiti particolari e ha il compito di far rispettare leggi inesistenti, e ditemi se non vi sembra strano. Perchè secondo me lo è. Funziona? Sì. Il novanta per cento delle volte. Ci vuole molto poco per governare la gente perbene. Molto poco. E la gente cattiva non si può governare affatto. O perlomeno a me non risulta che ci sia mai riuscito nessuno.

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    ferdi

    21/02/2012 07.58.27

    Non c'e' niente da fare: Mc Carthy proprio non mi va giu'. 12 anni fa avevo letto "Il Buio Fuori" e "Città della Pianura" ma non avevo provato alcun brivido, solo tanta noia. Spinto da un amico, lettore compulsivo come me, del cui giudizio quasi sempre mi fido (appunto quasi...) mi ero ripromesso di affrontare questo romanzo con molta umiltà, privo di preconcetti. Ma alla fine il risultato e' sempre lo stesso: Cormac mi annoia terribilmente e certamente non aiuta la totale assenza di definizione dei dialoghi, inseriti in un lungo e sconclusionato sproloquio sulla vita, dio e filosofia da 4 soldi. I personaggi spesso poi sembrano macchiette tagliate con l'accetta...Non do UN pallino x rispetto ad un autore che cmq ha segnato la storia della letteratura americana e xke'il mio e' un giudizio visceralmente personale.

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    Marco 75

    13/12/2011 19.58.06

    McCarthy si confronta con il genere Noir o poliziesco che dir si voglia e fa subito centro, senza tradire però il suo stile unico e riflettendo sempre sui temi ai quali ci ha ormai abituato: la violenza,la morte,la ricerca di un senso a ciò che ci accade nella vita. Questo scrittore non delude mai.

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    elanhyer

    07/11/2011 09.48.05

    Non capisco come si possa dare un voto così basso a un libro così alto. Il romanzo è straordinario e soltanto McCarthy poteva concepirlo. Credo che la maggior parte non l'abbia compreso. Lo stile freddo, asciutto e tagliente, dialoghi veloci e concisi, personaggi verosimili. La trama è molto scorrevole, si legge in un solo giorno. Va letto e riletto.

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