Traduttore: I. Cotroneo
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 169 p.
  • EAN: 9788845249778
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Recensioni dei clienti

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    Gianni F.

    16/04/2016 17:05:03

    Prima de "Le ore", ho letto un paio di ottimi romanzi di Cunningham,ma questo, il più celebrato, non mi ha "preso". L'ho trovato poco coinvolgente, lento, slegato, ma probabilmente, viste le sperticate lodi, non l'avrò capito appieno. Anche la tematica omosessuale, ricorrente nei suoi romanzi è un po' forzata, resta comunque uno scrittore dallo stile letterario notevole.

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    Antonella

    29/09/2015 08:43:19

    Ho letto il libro dopo aver visto il bellissimo film di Stephen Daldry anni fa. Di solito è una cosa che non faccio, ma stavolta mi sarei persa un vero capolavoro. Questo è un libro incredibile. Ogni parola sembra studiata nei minimi particolari e i personaggi sono figure così forti che saranno impossibili da dimenticare. È l'atmosfera rarefatta che crea la scrittura a fare da padrona. Mi è piaciuto davvero tanto. Ottima lettura!

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    lorena

    18/11/2013 17:31:21

    Mi associo a tutte le recensioni che lo definiscono noioso e lento. Ho fatto fatica a finirlo. Non metto 1 solo perchè i personaggi sono comunque, nella loro tristezza infinita, ben descritti.

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    Rosalba

    05/10/2013 22:36:39

    Perfetto

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    Francesca

    28/06/2012 09:00:56

    Personalmente penso che rientri nei libri che vale la pena di leggere.Perfetto nella sua brevità, profondo, impossibile non rimanere colpiti.Consigliato

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    archipic

    11/02/2012 12:36:21

    un romanzo che ti entra dentro... una storia bellissima... un intreccio di personaggi che alla fine trovano tutti un senso. Grande idea, grande narrativa, grande libro.

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    Lomax

    04/09/2011 19:41:17

    Entusiasmante esercizio di stile narrativo, capace di trasmettere al lettore un'empatia immediata e totale con i suoi (quasi inconsapevoli) protagonisti. A mio giudizio, uno di quei libri che consentono -per dirla con l'autore (nei ringraziamenti conclusivi)- di "<i>ricordare perché certi romanzi valgano comunque tutta la fatica che richiedono per essere scritti</i>". Straordinario!

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    maurizio

    19/07/2011 15:28:05

    Un libro breve ma denso ed intenso. Necessita probabilmente di spazio mentale per poterlo accoglierlo. Bello, punto.

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    Estelgard

    10/04/2010 19:44:22

    Un romanzo diviso in 3 storie con 3 protagoniste tutte femminili. Tutte legate da Mrs. Dalloway, il personaggio di fantasia inventato da Virginia Woolf: una delle figure è la scrittrice stessa, laseconda è Laura, una casalinga americana degli anni '50, la terza Clarissa, una editrice di New York dei giorni nostri. Le loro storie sono legate da sottili fili che si intersecano senza mai coincidere appieno, ma sono comunque, in modi differenti, vite che affrontano episodi drammatici e tragici; ogni donna affronta col proprio carattere gli ostacoli che incontra e Cunningham e un maestro nel delineare con arguzia i personaggi del romanzo, mettendo in luce in particolare i sentimenti delle donne e caricando di pathos certe scene salienti. La parte che preferisco è quella su Laura, la casalinga che cerca un giorno di evasione dalla oppressiva sicurezza della vita quotidiana, mentre la storia di Clarissa è molto cerebrale e melanconica e gli ultimi giorni di vita della Woolf sono carichi di un dolore e di una tristezza infiniti. Un libro da leggere sicuramente, per chi ama i drammi introspettivi.

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    Leonardo Banfi

    14/01/2010 15:45:57

    Un romanzo breve ben strutturato e ben scritto. Tre storie avvincenti che si intersecano alla perfezione. Personaggi veri e ben delineati. In certe parti il romanzo e' un po' poco scorrevole ma comunque interessante. Un libro che consiglio, molto bello.

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    Romolo Ricapito

    09/12/2009 23:11:51

    Ho trovato questo romanzo letterariamente interessante nella prima parte, ma in seguito seccante. Mi sono concentrato dunque per leggerlo: c'è un humour non so quanto consapevole. A volte si ride, ma prevale il nichilismo e lo sconforto. L'ultima parte è piuttosto bruttina. E' un libro che comunica sentimenti e atteggiamenti negativi e questo non va bene. Buona parte dei personaggi sono omosessuali. Questo sembra un po' una forzatura. Il personaggio della Woolf è visto come quello di una povera deficiente; quello della casalinga insoddisfatta è invece bene impostato. Trovo esagerate le lodi, dunque, ma è comunque un esempio di buona scrittura.

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    Ant.74

    05/10/2009 08:42:59

    E' un romanzo bellissimo, nel quale i personaggi si interscambiano le loro vite, dove ognuno e l'alter ego dell'altro, in un incessante vortice di azioni simili in epoche apparentemente diverse. Leggetelo!

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    Fabio Palma

    07/03/2009 16:38:40

    L'ho comprato per studio, avendo pubblicato qualcosa ed essendo in fase di perfezionamento di un romanzo. L'ho trovato raffinato e prezioso nelle descrizioni dell'istante, forse con un paio di capitoli di troppo, e leggermente autocompiacente in qualche punto. Capolavoro il primo capitolo, e le pagine 124-125 e 145. Magistrali nel descrivere la molteplicità di un pensiero nel suo divenire.

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    francy

    12/10/2008 18:54:23

    Un vero fiore all'occhiello della letteratura contemporanea.Bello anche il film che ne hanno fatto, con Nicole Kidman nei panni di Virginia Wolf.Consiglio a tutti il libro, scritto divinamente, con un stile che sa scavare a fondo nei personaggi e rendere ricco di implicazioni e importanza anche il fatto più quotidiano, come andare a comprare dei fiori o fare una torta.Un solo appunto: quando la Wolf scrisse Mrs Dalloway non era ancora in quella fase critica della sua vita.Ho letto il suo Diario di una scrittrice, e scrisse Mrs Dalloway nel 1925, anno di pubblicazione mi sembra, quando ancora non era affetta da quei terribili mal di testa e non sentiva le voci.Sarà stata un esigenza letteraria dell'autore, suppongo.

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    Viola

    22/11/2007 15:14:26

    E' un libro molto bello, molto profondo, soltanto qualche volta difficile da seguire. Pur partendo dalla quotidianita' della vita delle protagoniste, l'autore finisce con lo scavare nell'intimo di ciascuna di loro per tirare fuori i pensieri piu' nascosti. Mostra come tutte le nostre azioni, anche le piu' semplici e banali, apparentemente casuali, siano in realta' guidate da emozioni profonde e spesso sconosciute fino a quel momento. Mostra l'altissimo prezzo di tutte le scelte che si fanno nella vita. Magistrale l'intreccio tra la vita di Laura e Clarissa.

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    Enrico

    01/10/2007 23:50:01

    Capolavoro di Cunningham, in "Le Ore" lo stile dell'autore si innalza e tocca le vette più eccelse, con straordinaria sintesi tra essenzialità del testo e profondità del messaggio da esso trasmesso. Le vite delle tre protagoniste, come pure i paini temporali da esse abitati, si incrociano, si toccano, si riflettono uno nell'altro fino ad arrivare alla conclusione, in cui il loro insito legame viene rivelato per intero; un percorso a cui si accompagna, quasi nascosta, un acuta dissertazione sulla natura e il significato della vita, su quello che la rende degna di essere vissuta e sulle ragioni che possono spingere ad abbandonarla... La lettura di questo romanzo è un esperienza, e la consiglio davvero a chiunque.

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    Cesare Legramanti

    31/08/2007 11:15:24

    Considero questo libro una sorta di paradigma della scrittura perfetta (e fruibilissima, oltre che profonda e intelligentissima), da ogni punto di vista. Se fossi uno scrittore, questo sarebbe il libro che desidererei riuscire a scrivere. Potrei parlarne per ore, ma vorrei attirare l'attenzione su un "motivo", affrontando il quale Cunningham è stato davvero eccelso, qui più che altrove: la rappresentazione della follia. Si tratta ovviamente di un complesso di eventi e di vissuti per definizione multiforme e forse "indicibile" e il rischio di banalizzarne la portata nelle relazioni cliniche è altissimo. (In Italia, la grandezza poetica di Eugenio Boergna ha scongiurato questo pericolo, riuscendo a fare psicopatologia senza tradire l'oggetto della sua ricerca.) Quello che colpisce, nella maturità psicologia che traspare da ogni riga di questo romanzo, è la definizione che ne da Laura, mentre sembra (non) riuscire a morire: solo Freud e Heidegger, contribuendo alla chiarificazione dell'esperienza del "perturbante" (Unhaimlich), hanno colto la profonda inquietudine dell'angoscia quotidiana che si trasfigura in immagini terrifiche. Non qualcosa di eclatante - la follia come irruzione del violentemente altro... - ma la visione nitida della propria assurdità. L'esperienza sconcertante dell'estraneità e della "perdita dell'evidenza naturale" (Blankenburg). Le allucinazioni del poeta visionario, della stessa Woolf - che "realmente" sentiva gli uccelli cantare in greco - sono rappresentate con vivida partecipazione e rara sensibilità fenomenologica: il confine tra reale e immaginario (creativo e "patologico") è colto nelle sue attraenti ambivalenze oniriche e spettrali. Trovo poi che il rapporto tra Clarissa e Richard sia estremamente coinvolgente, per il lettore. Il ricordo di un amore mancato, solo sfiorato: qualcosa di cui non riusciamo a liberarsi, pur sapendo che non possiamo permanervi oltre. Qualcosa che è passato, pur continuando per sempre a brillare.

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    Ike

    25/07/2007 12:52:47

    Non è certo per tutti questo romanzo. Magistrale, profondo, toccante e raffinato. Per essere tutto ciò insieme, si può perdonare all'Autore la scrittura non sempre semplice. Ma ogni parola è misurata, soppesata e significativa, come nel romanzo ogni azione ed ogni ora hanno un sugnificato maggiore e diverso da quello apparente. Imperdibile.

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    Ilaus

    08/07/2007 15:47:43

    Noioso, lento, rasenta l'impossibilità di leggerlo. E' infinita anche una sola ora sprecata a leggere questo romanzo.

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    TomYork

    03/03/2007 12:46:38

    Coinvolgente come pochi altri libri. Intenso, ricco di rimandi e citazioni. Forse l'unico modo epr capirlo sarebbe leggere l'opera della Woolf a cui l'autore rende un ommaggio accorato ed esaltante.

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