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Traduttore: G. Granato
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Pagine: 343 p. , Brossura
  • EAN: 9788804643593

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    Il libraio di Treviso

    23/11/2015 18.12.21

    Dalla musica alla chimica alla ricerca della composizione perfetta: un libro intenso e acuto che fa rivivere la tragedia greca nel contemporaneo.

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    Giuseppe Russo

    18/01/2015 10.34.20

    Il tema di fondo è classico: quali strade faustiane debba percorrere la ricerca dell'assoluto, essendo il suo obiettivo irraggiungibile. La musica studiata, tentata, assemblata e infine ripudiata dal protagonista Peter Els rappresenta il territorio sul quale tale ricerca vive il suo inesorabile naufragio; gli episodi riguardano la predilezione dello studioso per le singole avanguardie novecentesche, tutte conosciute fin nei minimi particolari e tutte inesorabilmente non appaganti, poiché Els chiede loro ciò che esse non possono e non devono dare. L'assurdità della sua vicenda giudiziaria lo costringe ad un ritorno alla realtà, ad un bagno hegeliano nel mondo reale, e finalmente egli capisce che noi tutti «rientriamo in un'armonia che va al di là dell'orecchio ed è capace, per un istante, di commuoverci» (p. 321), il che è tutto ciò che si possa chiedere all'arte.

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    enrico.s

    20/11/2014 17.57.43

    Richard Powers è uno scrittore poco condiscendente con i suoi lettori. Richiede attenzione, riflessione, approfondimenti "a latere". Però li ricompensa con romanzi come questo, dove si parla della lotta dell'individuo contro il vento della storia, della paranoia che si è impadronita di un'intera nazione, di come è cambiata l'America (in peggio) dagli anni '50 ad oggi, di musica, del panorama della cosiddetta controcultura degli anni sessanta/settanta (che non ne esce molto bene), dello stravolgimento portato nelle vite di tutti, senza che ce ne sia accorti, dal web e dai social network, e di tanto altro ancora. La vicenda è disseminata di così tanti rimandi a questioni di carattere artistico, culturale, morale, che è difficile anche solo accennarvi nelle poche righe a disposizione e anche il risvolto di copertina vi aiuterà poco; meglio se vi affidate al solito vecchio metodo: la lettura casuale di qualche brano qui e là, tanto da avere un'idea di che cosa e di come scrive questo autore. Troverete forse lo stile di Powers quasi asettico e privo di emotività, ed è così almeno sino al concitato e commovente finale; anche le lunghe (a volte troppo)digressioni di teoria musicale (in stile T. Mann e la musica dodecafonica nel Doctor Faustus) contribuiscono a rendere a tratti faticosa la lettura. Però è un prezzo che io ho pagato volentieri perché in cambio Powers mi ha dato veramente molto. Non ultima la speranza che fino a quando la cultura americana (occidentale) continuerà ad opporre alla propria involuzione anticorpi come questo romanzo, ...beh, c'è ancora speranza.

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