La parola al legno - CD Audio di Giacinto Scelsi,John Cage,Salvatore Sciarrino

La parola al legno

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Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Stradivarius
Data di pubblicazione: 3 maggio 2010
  • EAN: 8011570338631
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  • Giacinto Scelsi Cover

    Compositore. Studiò prevalentemente a Ginevra con E. Koelher, che gli rivelò il sistema musicale di Skrjabin, e a Vienna con W. Klein (1935-36), che lo avvicinò alla tecnica dodecafonica. Dagli anni '50 si stabilì a Roma, dove aderì all'associazione Nuova Consonanza, ma si attenne perlopiù a un volontario isolamento, godendo soprattutto di notorietà all'estero (specie in Francia). Personaggio schivo, nutrito di cultura orientale, maturò presto un rifiuto del concetto tradizionale di «composizione», sostituendolo con l'idea di un'intuizione musicale che prescinde dallo sforzo tecnico per realizzarla. Il suo lavoro divenne allora una forma di «scomposizione» dei suoni, non già affidata al caso, ma sorretta da scelte architettoniche in continuo divenire che governano i vari parametri sonori (in... Approfondisci
  • John Cage Cover

    (Los Angeles 1912 - New York 1992) musicista e scrittore statunitense. Allievo di Schönberg, amico del danzatore e coreografo M. Cunningham e del pittore R. Rauschenberg, con essi presente al Black Mountain College nel 1952, è soprattutto noto come compositore ma è in realtà uno sperimentatore della sonorità in ogni senso. Lucido esploratore del linguaggio (sonoro e non) sulla scia di G. Stein, ha scritto testi di estetica quali Silenzio (Silence, 1961, nt), diari e inoltre «partiture verbali», ossia opere felicemente in bilico tra prosa e poesia, risultanti da radicali operazioni linguistiche. In quest’ultima categoria rientrano la Conferenza su niente (Conference on nothing, 1959, nt), i testi poetici di Funghi et variationes (Mushrooms et variationes, 1983, nt) e le riscritture «aleatorie»... Approfondisci
  • Salvatore Sciarrino Cover

    Compositore. Formatosi da autodidatta, ha insegnato nei conservatori di Milano, Perugia, Firenze. Si affermò precocemente negli anni '60 con lavori come la Sonata per 2 pianoforti (1966) e Berceuse per orchestra (1967), rivelando subito alcuni aspetti essenziali del suo personalissimo linguaggio musicale. La sua predilezione va a materiali sonori pulviscolari e quasi fantasmagorici, ricavati da zone marginali del suono attraverso tecniche al limite del virtuosismo (armonici degli archi e dei fiati, risonanze secondarie, registri inconsueti della voce umana, arabeschi vertiginosi sulla tastiera). Ne deriva un tessuto vibratile e fluttuante, quasi denaturato nelle sue trasparenze ed esplorato nelle più minute sfumature cromatiche e dinamiche sino ai confini della regione del silenzio, sempre... Approfondisci
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