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Il partigiano Johnny
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Il partigiano Johnny - Beppe Fenoglio - copertina
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Descrizione

Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli. Con un saggio di Dante Isella.
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Dettagli

2005
Tascabile
527 p., Brossura
9788806174668

Valutazioni e recensioni

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Pier Morandi
Recensioni: 5/5

Toccante, pieno di fascino, stupendo. Se lo trovate un po' impegnativo, all'inizio, (e lo è) non chiudetelo, proseguite. Il partigiano Johnny vi ricambierà portandovi con sé, fino a restarvi definitivamente dentro. Per chi sostiene: "lingua e linguaggio ostico, mescolanze ita/ing, sperimentazione ecc ecc?". La sperimentazione esiste da sempre in ogni forma d'arte, ed è proprio grazie alla sperimentazione che si va avanti, altrimenti si resta nella patinata, vuota e ben confezionata calma-piatta attuale. E poi siamo nel 2015, no? E ci blocca la 'sperimentazione' di 50 anni fa o ci disturba la tela tagliata di Fontana? Suvvia? Consigliatissima anche una visita alla bellissima Alba, alla casa di Fenoglio ed alle Langhe, terre di cultura e coltura, cibo, colori. La tradizione con lo sguardo rivolto al futuro.

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Savino
Recensioni: 5/5

Ricordo di aver letto il partigiano Johnny in un periodo non facile, ma anche bello, della mia vita. La sera mi sdraiavo su un materasso poggiato su un tavolato di legno alto quasi un paio di metri. Come sempre, una lampada da notte gettava un po' di chiarore sulle pagine del libro del momento. Una sera andai a coricarmi un po' prima del solito, ma non avevo sonno: ad attendermi c'era Johnny. Leggevo ed il battito del mio cuore accelerava. Mi slanciavo assieme a Johnny in una fuga disperata, col cuore in gola. Scartavo cespugli e arbusti, saltavo tronchi e ostacoli d'ogni genere; mi gettavo a rotta di collo e senza fiato, giù per la china ripidissima, lasciandomi scivolare lungo il fianco del calanco, uno dei tanti che corrugano il Cuneese. Braccato come una volpe da un drappello di fascisti ostinati; infangato e sfinito, ma non disposto a cedere, mi spingevo ancora più avanti, caparbiamente. Grida infami e latrati rabbiosi laceravano rapidamente l'aria fredda e umida del primo mattino, propagandosi fino a raggiungermi e a trafiggermi dolorosamente i timpani. Senza tregua - in quel miscuglio d'italiano e inglese caratteristico della lingua fenogliana - pensavo freneticamente a se e come avrei trovato scampo; a quale fortunosa via d'uscita m'avrebbe salvato da quella trappola che stava per condurmi a sevizie prolungate e morte certa. Al mattino la sveglia suonò alla solita ora. Ero stanco, ma felice di esserci ancora. Come sempre andai al lavoro, portandomi addosso le impressioni notturne e la stanchezza dovuta al sonno troppo breve. Mai prima d'allora un libro aveva avuto un impatto così fisico sulla mia persona e mai più m'è capitato di trovarne un altro capace di un simile effetto. Non lo dimenticherò mai più. Grazie, Fenoglio, per averlo scritto.

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Franz
Recensioni: 3/5

Confesso che le prime 100 pagine sono state molto difficili. La lingua di Fenoglio é sperimentale, si é parlato di Fenglese perché é un italiano inframmezzato da parole inglesi e spesso da intere frasi in inglese. Il libro é fondamentale per conoscere l'esperienza partigiana, assolutamente privo di retorica ed infatti inizialmente non piacque molto alla sinistra italiana. Alla fine però preferisco un altro libro sulla resistenza: Piccoli maestri di Meneghello che é ancora meno retorico del partigiano Jonny. É comunque un libro da leggere con dei momenti bellissimi, soprattutto gli ultimi capitoli che descrivono la solitudine del partigiano. É stata una lettura difficile che forse potrà piacere di più ha chi ha una maggiore dimestichezza con l'inglese perché questo continuo cambio di lingua, soprattutto all'inizio, rende il libro poco fluido e un po' singhiozzante

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Beppe Fenoglio

1922, Alba

Beppe Fenoglio nacque ad Alba il 1 marzo 1922 e vi trascorse quasi tutta la vita, esclusi i mesi del servizio militare a Roma. L'8 settembre ritorna sulle Langhe, dove combatterà tutta la guerra partigiana, sino alla Liberazione. Si era fatto una profonda cultura letteraria sui poeti e sugli scrittori inglesi, e sulla civiltà anglosassone nel suo complesso, che ammirava come antidoto e rivalsa sulla meschina realtà provinciale del fascismo. Dopo la guerra si impiegò in una ditta vinicola di Alba, per cui tenne la corrispondenza estera. Nell'estate 1962 fu colto dal male inguaribile che lo spense a Torino l'8 febbraio 1963, e che sopportò con stoica fermezza.Esordí nel 1952 con I ventitre giorni della città di Alba (Einaudi) cui seguí...

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