Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica

Marcello Pera

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Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 25 novembre 2008
Pagine: 196 p., Rilegato
  • EAN: 9788804588313
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Marcello Pera

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Gaia la libraia

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"Perché dovremmo dirci cristiani? Oggi siamo liberali, e perciò non c'è bisogno di rivolgersi al cristianesimo per giustificare i nostri diritti e libertà fondamentali. Siamo laici, e perciò possiamo considerare le fedi religiose come credenze private. Siamo moderni, e perciò crediamo che l'uomo debba farsi da sé, senza bisogno di guide che non derivino dalla sua propria ragione. Siamo figli della scienza, e perciò ci basta il sapere positivo, provato e dimostrato. In Europa stiamo per unificarci, e dunque dobbiamo evitare di dividerci menzionando il cristianesimo fra le radici dell'identità europea. In casa nostra stiamo integrando milioni di islamici, e dunque non possiamo chiedere conversioni di massa al cristianesimo. Dentro le nostre società occidentali stiamo attraversando la fase della massima espansione dei diritti, e dunque non possiamo consentire che la Chiesa interferisca e ne ostacoli il godimento. E così via. Questo libro intende rifiutare tutti questi perciò e dunque. Non c'è dubbio che siano diffusi: li leggiamo sui libri e sui giornali, li sentiamo alla televisione e nelle aule universitarie, li ascoltiamo dalla voce di tanti intellettuali, li vediamo all'opera nell'azione di tanti politici. Ci bombarda da così tante parti, questa negazione della religione, in particolare questa apostasia del cristianesimo, che c'è solo da meravigliarsi che qualcuno ancora si opponga." Il volume è introdotto da una lettera inviata all'autore da papa Benedetto XVI.
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    lois76

    17/11/2009 20:38:03

    Ottimo libro.Da leggere sicuramente.

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    Paolo

    03/04/2009 22:22:16

    Come sempre Marcello Pera ha il dono della chiarezza di pensiero ed esposizione. Il suo pensiero e la critica alla società attuale è quanto mai precisa e basata su evidenti dimostrazioni. Parte dalla Costituzione Italiana, fondamentale nostro testo che forse qualcuno vuole cambiare. (Art. 2: La Repubblica riconosce i diritti inalienabili dell'uomo). Cioè la Repubblica riconosce che preesistono allo Stato dei diritti non negoziabili, propri dell'essere umano. Da dove vengono tali diritti? E' così che il laico è cristiano perchè è da Dio che provengono tali diritti e la nostra speranza

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    Tony Bianco

    18/01/2009 22:06:37

    Definire come “anacronistico” il libro in oggetto è un complimento! Se seguissimo le indicazioni proposte nel libro ci ritroveremmo in un guaio davvero grosso: la cosa peggiore che uno Stato moderno possa fare oggi è “ufficializzare” una religione (qualunque essa sia)! Siamo nel 2009, non nel 1600! La storia non ci ha insegnato nulla? Completamente fuorvianti le numerosi citazioni presenti nel libro, decontestualizzate e strumentalizzate fino all’inverosimile! Per non parlare del concetto di “relativismo” e quello di “laicità” completamente travisati. Una cosa è certa: il grande Thomas Jefferson, (citato numerose volte nel libro, probabilmente ateo e non deista) laico vero e libero pensatore, non si sarebbe mai sognato di scrivere un libro come questo! E poi ancora.. Benedetto Croce un genio? Proprio lui, il grande disprezzatore della scienza, e in particolar modo della matematica.. un genio? Suvvia non scherziamo! In un altro passo l’Autore tenta addirittura un paragone più o meno serio tra “religione” e “scienza”.. ma stiamo scherzando? Ma la cosa che lascia davvero a desiderare si trova nel paragrafo “Fondamentalismo islamico e dialogo inter-religioso” l’Autore cerca di “dimostrare” la superiorità dell’etica cristiana rispetto a quella islamica, riportando alcuni versetti a “valenza morale positiva” estratti dalla Bibbia, e altrettanti versetti questa volta però a “valenza morale negativa” estratti dal Corano, e il gioco è fatto! Roba da non credere! Una vera e propria caduta di stile, di buon senso e obiettività, che rischia di scatenare, nel migliore dei casi, un “incidente diplomatico”! (Inquisizione, Indice, crociate cristiane, conquistador, già tutto rimosso? E che dire dei numerosi passi immorali presenti nella “nostra” Bibbia?). Oggi le religioni non convincono più neppure se stesse: sono in contraddizioni con la ragione, con la scienza e con l'esperienza umana (Da dove viene il male? Chi ha creato Dio?), e su queste “basi” vogliamo costruire l’Etica dell’Uomo del terzo millennio??? Suvvia.....

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    Luigi Murtas

    15/01/2009 09:13:23

    Un libro da non perdere: unisce la chiarezza e la facilità di lettura a un discreto livello di approfondimento, e così riesce a cogliere due piccioni con una fava. Da un lato offre contenuti e motivazioni forti per un pensiero positivo e per un'idea di Europa seria e non relativista (e quindi davvero umana), dall'altro consente al lettore di elevarsi intellettualmente, come preannuciato dall'autore nell'introduzione. Le cose belle e vere esigono un minimo di sforzo e di impegno, quelle troppo facili non lasciano traccia. Commovente la lettera di Benedetto XVI che ne rivela ancora una volta la bontà e la semplicità d'animo, per nulla ostacolata dal suo elevatissimo spessore intellettuale.

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    Gabriele Martufi

    07/01/2009 13:16:25

    Indice: Il bisogno e le ragioni della speranza, Lettera di Sua Santità Benedetto XVI I) Liberalismo, equazione laica e questione cristiana II) Europa, cristianesimo e questione dell'identità III) Relativismo, fondamentalismo e questione morale, Note, Bibliografia. Il libro si apre con una bella frase di Immanuel Kant «La speranza comincia soltanto con la religione», già, ma è altrettanto vero, come disse Thomas Alva Edison, che «La fede, per quanto benintenzionata possa essere, deve basarsi sui fatti e non sulla fantasia: la fede nella fantasia dà false speranze che devono solo essere condannate». Il libro è interessante ma spesso contraddittorio. L'Autore si pone le domande giuste, cita le risposte giuste formulate da altri grandi pensatori e oggi unanimemente condivise, e poi propone le sue idee, rispettabilissime, ma a mio modesto parere insostenibili, in primo luogo perché già confutate dalla storia. «Coloro che in buona o in male fede cercano di imporre l'idea che, affinché gli esseri umani abbiano un'etica, è necessario che credano in un Dio, presentano una concezione fallace e inestricabilmente impregnata di errori e illusioni. In millenni di riflessione umana, una gran quantità di pensatori hanno prodotto obiezioni e argomentazioni volte a smascherare tali errori e illusioni, ma esse non sembrano servite a molto. Esse semplicemente sono state accantonate in buona o mala fede. Eugenio Lecaldano» (cit. Eugenio Lecaldano, Un'etica senza Dio). Per una confutazione della tesi del libro in oggetto o semplicemente per saperne di più e/o per avere una visione diversa, da leggere: "Eugenio Lecaldano, Un'etica senza Dio", "Giulio Giorello, Di nessuna chiesa. La libertà del laico", "Michel Onfray, Trattato di ateologia".

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    samuele

    07/12/2008 18:26:51

    Analitico, puntuale e preciso come sempre, profondo nei richiami ai Padri fondatori del liberalismo e ai classici della migliore filosofia (vedi Platone). Da avere per chi già possiede idee convergenti, consigliato se non altro come spunto di riflessione a chi "sta dalla parte opposta" per principio, almeno a titolo di spunti per la propria riflessione e a titolo di cultura personale a chi di Storia sa poco o nulla e improvvisa teorie HYPPIE che nessun'altra base hanno se non l'incoscienza della propria mancanza di conoscenza.

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