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Il persecutore

Julio Cortázar

Traduttore: C. Vian
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
Pagine: 103 p.
  • EAN: 9788806165017
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Recensioni dei clienti

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    Marco D

    15/11/2013 14.33.19

    Come la musica di Charlie Parker la scrittura di Cortazar non si accontenta dell'appagamento immediato, della facile soluzione che accontenti immediatamnte. Entranbi cercarono nuovi linguaggi e finirono per essere (uso una espressione del libro stesso)la mano che volta la pagina, che crea un nuovo punto di partenza. Stilisticamente Il persecutore è molto più vicino al vertiginoso meccanismo narrativo del Gioco del mondo che non ai racconti fantastici e se non do il punteggio pieno è solo per una mia mancanza. Non conoscendo a pieno il personaggio Charlie Parker non ho forse goduto interamente della rappresentazione che ne fa lo scrittore argentino. Ma al termine della lettura ho cominciato ad ascoltare alcuni suoi brani sulla rete e a ritroso ritrovo nelle parole del racconto quella luce nera, quel povero diavolo alla ricerca di qualcosa che mancava, che neanche sapeva cosa fosse, ma che sentiva che indiscutibilmente mancava e che si rifiutava di scendere a patti con la vita senza averlo almeno intravisto (come l'Horacio Olivera del Gioco del mondo). inutile poi dire che quando Dio prende una penna in mano assume le sembianze di Cortazar,

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    Massimo F.

    28/02/2010 23.35.46

    Troppo stringato e asciutto per rendere la grandezza di un genio. “Bird” vola via troppo veloce anche per Cortázar.....

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    michela

    19/09/2006 13.18.15

    E' proprio un bel libro, veloce ed elegante, che colpisce dritto al cuore. E' un Charlie Parker tenero quello che ci viene raccontato da queste immagini scritte, un "genio" che viene dipinto con estrema dolcezza quale uomo malato,a tratti indifeso, coinvolto e generato da un mondo troppo 'aldilà'. Ne esce un ritratto di grande umanità, che più che raccontare la travagliata biografia di Jhonny...,fotografa un meraviglioso volo di un Uccello.....

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    Elianto84

    17/01/2005 14.05.57

    Adoro lo stile di Cortàzar. Quel suo approcciarsi alla narrativa così spoglio di cliché, così poco europeo. La delicata fluidità dei racconti brevi, uno più inquietante dell'altro (cfr. "Tanto amore per Glenda" e "Uno che passa di qui"). "Il persecutore" è fondamentalmente un romanzo impiantato sulla sperimentazione di un differente punto di vista. Proprio per questo risulta, perlomeno in prima lettura, meno pungente dei capolavori di Julio (Rayuela in primis), scontando forse il fio di una traduzione a tratti incerta. Ma la vita del jazzista Johnny non si fa ignorare facilmente. E' un Cortàzar vicino tanto al Kerouac del bepop quanto alla gioventù di G.Marquez. Da prendere e conservare.

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