Il pistarolo. Da Piazza Fontana, trent'anni di storia raccontati da un grande cronista - Marco Nozza - copertina

Il pistarolo. Da Piazza Fontana, trent'anni di storia raccontati da un grande cronista

Marco Nozza

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Editore: Il Saggiatore
Collana: Nuovi saggi
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 30 novembre 2006
Pagine: 383 p., Brossura
  • EAN: 9788842814290
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Li chiamavano pistaroli, dal francese pistard, un gruppo di giornalisti d'inchiesta che non cercava lo scoop a ogni costo, ma la verità dei fatti, quelli scomodi, spesso insabbiati dalle autorità politiche o dai servizi segreti. In anni complessi e bui della storia italiana, Marco Nozza si è messo sulle tracce di piste nere e piste rosse, ha raccolto dati, indizi, interviste, documenti processuali. Attraverso i suoi appunti e la sua voce, questo libro è la ricostruzione di trent'anni di storia italiana: dalla strage di piazza Fontana alla bomba dell'Italicus, dal processo di Catanzaro alla Rosa dei venti, dalla strage della stazione di Bologna ai delitti delle Br e del terrorismo. Una testimonianza che il giornalismo è o dovrebbe essere una professione civile al servizio dell'informazione. Come scrive Corrado Stajano nell'introduzione: "Piazza Fontana e quel che ne seguì fu un evento che fece da cesura alla vita di tutta una generazione. Ci fu un prima e un dopo. Una riscoperta del mondo e di se stessi. Anche per i giornalisti. I questori, i prefetti, i procuratori della Repubblica, i commissari della polizia, abituati a essere ascoltati dalla stampa amica, erano esterrefatti di dover render conto di quel che facevano e dicevano, non soltanto ai "sovversivi" dei fogli di opposizione, ma ai giornalisti della stampa borghese, inquietati da quel che era accaduto: le verità ufficiali che non corrispondevano ai fatti, se si andava soltanto a dare un'unghiata sotto sotto la vernice dell'apparenza".
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    MAURIZIO ZANGANI

    09/05/2008 21:17:01

    Affermano alcuni psicologi che in ogni società e in ogni tempo il sentimento più diffuso sia il conformismo. Il libro di Nozza, scritto alcuni anni fa, rompe (o tenta di rompere) un certo conformismo intellettuale sui cosiddetti anni di piombo. Come il libro della Cederna su Pinelli rimane un punto fermo dal quale partire e riflettere. E suprattutto la ricostruzione della vicenda Valpreda che rimane, forse, una delle pagine meno edificanti della Repubblica italiana. Da confrontare con i numerosi (e conformisti) saggi su stragi e terrorismo degli anni settanta.

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    nandokan

    15/02/2008 11:54:37

    Bello, bello davvero. Ti prende e ti coinvolge. Ti proietta dentro un mondo di giornalismo di inchiesta, come non se ne fa più, di professionisti che girano gli angoli più remoti, gli ambienti più inconsueti o più inquinati, con tenacia, base documentativa, "tigna", coraggio spesso confinante con l'incoscienza, consapevoli del fatto che nulla, nemmeno la documentazione più accurata, nemmeno le imbeccate dei mille soggetti istituzionali, possono sostituire l'intuitu personae, l'olfatto, l'osservazione di una mimica, di un silenzio, di una parola gettata lì apparentemente per caso. Narrativamente, in certe parti è troppo minuzioso nella ricostruzione di fatti ed in altre, per converso, altrettanto sbrigativo. Concordo pienamente sul fatto che si debba già essere a conoscenza di quegli anni oscuri per apprezzare le memorie nozziane, ma del resto non è un libro di vicende storiche in senso stretto, bensì una narrazione di vicende vissute. Concordo assai meno con chi, come altri che prima di me hanno postato la loro recensione, ritiene il libro eccessivamente ideologizzato. Con i canoni attuali è un giudizio che appartiene ai tempi. Ciò che spinge a formulare un tale giudizio, però, non è la posizione ideale e culturale del nostro autore, bensì la mancanza di abitudine che oggi tutti noi abbiamo verso il Giornalismo, quello vero, con la "G" maiuscola, fatto di sudore e sangue. Oggi, il giornalismo è in grandissima parte l'articolo di retroscena sulle manovrine delle segreterie partitiche, con notizie graziosamente fornite sotto ricetta del politico medesimo. E' difesa ideologica dell'indifendibile a prescindere dai fatti. E' sterilizzazione della realtà per non contrariare la propria parte politica. Nozza e i pistaroli come lui avevano una ben precisa posizione di partenza, ma almeno cercavano senza sosta tra i fatti, tra le pieghe, per spiegare un'Italia terribile e di un periodo storico che, anche se talvolta può accadere, non è per nulla da rimpiangere, anzi. Un commosso saluto ai pistaroli.

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    Luca

    23/05/2007 15:36:51

    Un tantinello ideologizzato, ma comunque un ottimo libro. Che consiglio però a chi già conosce le vicende descritte, altrimenti rischia di non seguire il filo.

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    Stefano

    09/04/2007 21:11:40

    Un libro appassionante che si legge davvero tutto d'un fiato. E' bello vedere un giornalista muoversi fra le cose terribli che sono successe qui da noi dalla strage di Piazza Fontana in poi, in questo rincorrersi di nomi (sempre quelli) e la voce di un giornalista che vive nella sua quotidianità tutte queste cose. Uno stile velocissimo di scrittura vi tirerà dentro. Molto bello

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    Massimo

    23/12/2006 21:12:14

    Grande Marco Nozza. Un autentico libro di storia da leggere e commentare nelle scuole superiori (o secondarie di secondo grado che dir si voglia).

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