Portando Clausewitz all'estremo

René Girard

Traduttore: G. Fornari
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 15 ottobre 2008
Pagine: 313 p., Brossura
  • EAN: 9788845923074
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
I rovinosi contagi dei terrorismi e dei fondamentalismi del nostro tempo epoca di ostilità totale e imprevedibile, in cui gli avversari mirano al reciproco annientamento - testimoniano in modo definitivo, afferma René Girard, che la violenza "mimetica" è la legge dei rapporti umani. Una legge che trovò inopinatamente la sua più radicale formulazione, poco tempo dopo la caduta di Napoleone, in un ufficio della Scuola Militare di Berlino, dove Carl von Clausewitz lavorava alla stesura di un trattato sulla guerra destinato a vedere la luce dopo la sua morte. Nel desiderio di affrontare l'argomento in modo più razionale rispetto agli strateghi che l'avevano preceduto, il generale prussiano arrivò in realtà a toccare il nucleo di un fenomeno assolutamente irrazionale: quello di uno scontro fatalmente portato all'estremo. Ma indietreggiò di fronte alla sua folgorante intuizione. "Che cosa succede quando si arriva alle estreme conseguenze, di cui Clausewitz intravede la possibilità prima di dissimularla dietro considerazioni strategiche?". Questa è la domanda che bisogna porsi oggi. "Dobbiamo dunque" dice René Girard "portare Clausewitz all'estremo, andando fino alla fine del tragitto che lui stesso ha interrotto". Girard lo fa nella forma dinamica di un lungo colloquio con Benoît Chantre, volgendosi anzitutto "a testi che nessuno sembra più leggere, in primo luogo quello di Clausewitz, quindi gli scritti apocalittici".

€ 23,80

€ 28,00

Risparmi € 4,20 (15%)

Venduto e spedito da IBS

24 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Max Ponte

    04/07/2009 23:07:39

    Un libro che aiuta ad abbattere il pregiudizio pacifista. Una pace che, infondo, non è che l'altra faccia della "krieg". La vita come lotta e come guerra, non solo fisica ma estesa a tutti gli ambiti del reale. Un'opera che dovrebbe aiutare a rileggere e a rispettare le opere fortemente intuitive dell'avanguardia futurista. Senza dimenticare Yukio Mishima. Coloro che, da intellettuali, percorsero quella pulsione senza opportunismo e ipocrisia. E ne scorsero l'energia e la catarsi. Il libro di Girard può essere un ottimo strumento per affrontare anche i conflitti economici e mediatici che costituiscono oggi il vero campo di battaglia.

Scrivi una recensione