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Carlo Lucarelli

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2015
Pagine: 219 p., Rilegato
  • EAN: 9788817083812
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Recensioni dei clienti

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    Nicola Intrevado

    07/01/2016 12.55.19

    Conosco Lucarelli. E' stato nostro didatta in alcuni incontri al Macrif III della " Carlo Cattaneo " alla Liuc di Castellanza nel Master di Criminologia forense. Poi, l' ho incontrato alle giornate di Scienze forensi a Varese ed infine qui' a Termoli in una cena-estiva a mo' di incontro con l'autore dove presentava un libro per ragazzi ma illustrato ai genitori potenziali acquirenti del medesimo. Persona ammodo, molto disponibile, molto preparata e pervasa da una timidezza che mi risulta difficile catalogare per chi e' in continuo contatto con i media e simili. Dunque. In premessa del testo : quando uno scrittore non sa cosa scrivere scrive un libro su Pasolini e meglio ancora sulla sua morte. Lucarelli ha un' ipotesi, molto seducente e nel mare magnum delle stesse, udite udite : nuova e quindi inedita. E intende lanciarla con uno scritto. Infine lo fa. Ma l' ipotesi e' racchiudibile in 2 cartelle sole, tuttavia Lucarelli ha una libro da scrivere quindi il concentrato va diluito in una soluzione che non alteri la composizione e che non l'assorba fino a renderla irriconoscibile e confusa. E, allora non puo' fare a meno di ripescare il gia' noto, gia' detto, ridetto, scritto, e quindi edito e vecchio. A questo ci aggiunge di suo, i suoi ricordi adolescenziali, i suoi contatti con il protagonista del tema e tutto un resto di tutto. Un po' troppo per un poco e molto di tutto un po'.

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    francesco v

    28/10/2015 20.11.23

    la scala del carattere e gli ampi margini pagina (220 pagine che in un qualunque libro edito da Rizzoli si ridurrebbero a 120) lasciano pensare, all'inizio, ad un libro un po' "tirato", scritto più' per esigenze commerciali che altro. Le prime 150 pagine confermano l'impressione anche nei contenuti. L'ultima parte del libro, quella in cui Lucarelli tira un po' le fila, è invece interessante. Originale lo sforzo di inquadrare il delitto in un contesto sociale di cui abbiamo perso memoria (o del quale semplicemente non abbiamo fatto parte) , naturalmente portati a interpretare l'evento con gli occhi di oggi. Il delitto Pasolini oggi, forse, non sarebbe stato commesso. Nel complesso un brodo con molta acqua e poca carne, ma saporita

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    gianni

    26/10/2015 14.50.25

    Più che un'indagine, il libro è un'autoanalisi dell'incontro e della passione di Lucarelli per Pasolini. Sullo sfondo la convinzione che il poeta sia stato vittima di un'aggressione maturata in un clima di odio. Un delitto politico, quindi. Lettura piacevole. Originalissima e divertente l'impostazione "in diretta" della bibliografia.

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