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Adam Haslett

Traduttore: G. Granato
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 222 p., Brossura
  • EAN: 9788806180980
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Recensioni dei clienti

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    cristina

    20/12/2013 12.36.07

    Scritto bene, mi ha ricordato altri autori americani che scrivono allo stesso modo e con le stesse tematiche, ad esempio, tanto per dirne una che mi viene in mente, la Homes di "La sicurezza degli oggetti". Ma alla fine tutti i racconti si somigliano un po': tutti i personaggi e le loro vicende si confondono come se si trattasse di tante apparizioni fugaci di cui intuiamo per un attimo la sofferenza del loro dolore. Più di tutto, ciò che mi ha colpito è il forte impatto che sempre reca la sofferenza psichica delle persone, soprattutto quando queste vivono in contesti di marginalità sociale.

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    paolo

    20/10/2013 21.00.57

    Ennesimo figlio letterario di David Leavitt e di Alice Munro, l'autore riempie i suoi racconti di malati, di pazzi, di sfigati, di vecchi addolorati, di gay emancipati e discriminati insieme, tutti presenti nel suo mondo in dosi assai più massicce che in quello reale. Sofferenza, inadeguatezza, paura di vivere e di morire sono la trave portante di questi pezzi scritti magnificamente, anche se lo stile sa un po', innegabilmente, di già letto e sentito, come se fosse uscito dalla stessa scuola di creative writing di molti suoi colleghi coetanei. Su tutti, secondo me, il racconto Un bravo medico, in cui il giovane medico protagonista crede di riscattare la perdita di senso della sua esistenza attraverso l'"altruismo" implicito nella sua professione, salvo poi accorgersi di essere lui ad aver bisogno di ascoltare i dolori dei suoi pazienti per riuscire a tirare avanti.

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    valentina

    28/12/2006 10.39.16

    Questo libro dona la netta sensazione che la propria pazzia, il proprio senso di inadeguatezza e disadattamento al mondo, siano condivisi e condivisibili con tanti altri esseri umani. Ma soprattutto che condiviso e condivisibile possa essere il dolore. In tutte le sue sfumature, il dolore di essere diversi, il dolore di vedere ciò che gli altri non vedono, il dolore che non trova espressione e quello che non trova giustificazione, il dolore di non riuscire a fermare il dolore degli altri, il dolore di amare chi prova dolore. E questi racconti lo descrivono attraverso un caleidoscopio di personaggi sempre vivi e vibranti sulla pagina, che diventano persone vicine, persone che alla fine conosciamo intimamente e che ci aiutano forse a conoscere più intimamente noi stessi.

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    stefano

    11/02/2006 10.21.03

    freddo come un iceberg, doloroso come una lama che trafigge, meraviglioso come solo le opere che giungono al cuore e parlano di noi sanno fare. Di noi, come ultimi abitanti di un pianeta sempre più disperato; noi, lontani dagli altri anni luce; noi, ultime fiammelle di passione in un freddo che ci destina all'estinzione. Haslett sa raccontare il malessere, la gioia, le piccole speranze disilluse che fanno di noi i piccoli eroi tragici di una Storia che non ci riguarda. Racconti incantevoli, per uomini dalla sensibilità stuprata dal Dio Volgare e Indifferente che ci governa indiscusso.

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    Christian

    05/12/2005 22.22.18

    Ci sono tre racconti bellissimi, mentre gli altri sembrano grandi opportunità mal sfruttate. Comunque si lascia leggere con scorrevolezza. Però, per carità, non gridiamo al capolavoro!

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    Ennio

    30/08/2005 22.54.36

    Si tratta di un libro di racconti che ha come filo conduttore il dolore. Il dolore fisico e mentale. Sono storie molto diverse fra loro, tutte pregevoli, ben orchestrate e talvolta appassionanti. Haslett, che con questo libro è alla sua opera prima, dimostra di possedere un grande talento narrativo, soprattutto quando si addentra con misura ed efficacia in territori la cui esplorazione non risulta per nulla agevole.

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    Libetta

    07/04/2003 17.19.25

    Gran bei racconti con elemento horror raffinato, possono ricordare McEwan se vogliamo, la malattia mentale o quanto meno squilibri presenti e devastanti ma descritti con delicatezza. Dal sarcasmo di Appunti per il mio biografo, alla facile disperazione di Premonizione, al bellissimo Il volontario i personaggi tutti accomunati dal dolore, appunto. Trasmette inquietudine e lascia convinti.

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