Recensioni La prosivendola

La prosivendola Daniel Pennac Feltrinelli
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    13/09/2014 15:49:48

    Più introspettivo e riflessivo rispetto ai primi due capitoli della saga e forse un po' meno scorrevole. Nonostante questo, un'altra ottima prova letteraria di Pennac.

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    21/04/2014 14:29:48

    A mio parere questo libro è la perla della saga Malaussène. Interessante il primo, ma ancora acerbo nello stile, eccellente La Fata Carabina, ma secondo me ne La Prosivendola Pennac si supera e raggiunge l'apice (che riuscirà a eguagliare con Monsieur Malaussène); richiamandosi a classici come il Gadda del PASTICCIACCIO, realizza un'opera che ha tutti i crismi del capolavoro. Lo si può considerare ripetitivo rispetto ad alcuni temi trattati nei precedenti, ma la trama è assolutamente geniale, specialmente nei momenti in cui si cimenta nella descrizione dello stato di morte cerebrale. La frase: BASTA CON IL CEREBROCENTRISMO! mi ha fatto sussultare. Ci si può leggere uno stimolo alla riflessione sulla crisi della civiltà occidentale, del nostro stile di vita, una provocazione, e comunque prende spunto da un tema di rilevanza sociale e medico-scientifica come il fine vita che viene trattato previa una evidente e accurata preparazione dell'autore sull'argomento. Posso capire i detrattori di quest'opera solo dal punto di vista estetico, di stile (si può imputare a Pennac un certo "narcisismo"...). Ad ogni modo dopo oltre 10 anni dalla mia prima lettura lo trovo ancora tra i libri imperdibili.

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    teo
    18/03/2014 00:18:21

    La definizione perfetta del Pennac "scrittore" è mutuabile da questo pseudo romanzo: un prosivendolo. Collettore di banalità assortite tutte rigorosamente all'insegna del politicamente corretto. Un misto indigeribile di buonismo in salsa progressista. Una scrittura sciatta e presuntuosa. Indigeribile! Per ignoranti che si credono intellettuali.

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    22/03/2012 19:39:22

    Terzo libro della saga. Riletto a distanza di 12 anni. Sempre bello e divertente. Forse la trama gialla non sarà all'altezza degli amanti del genere, ma indubbiamente i libri su Malaussene sono gialli sui generis, che mira più a sorprendere nei personaggi e a intrattenere ironicamente.

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    28/09/2011 11:05:45

    Terzo capitolo della saga di Malaussène. Il libro comincia con uno spassosissimo Ben nella sua veste di capro espiatorio per le Edizioni del Taglioni contro un energumeno che gli sta sfasciando l'ufficio per sfogarsi dell'ennesimo rifiuto del suo manoscritto. Il seguito è tutto da leggere. La trama l'ho trovata migliore del libro precedente, più da libro giallo a tutti gli effetti. I personaggi come al solito sono ben caratterizzati. Maggior spazio, rispetto ai libri precedenti, l'avrà la regina Zabo, direttrice delle edizioni del Taglione e "prosivendola", quindi a tutti gli effetti protagonista del libro. Mi è piaciuto molto, soprattutto per i colpi di scena in cui vittime e carnefici si intrecciano strettamente. Solo due note leggermente negative: nella parte iniziale viene dato secondo me troppo spazio a Ben che non vuole che la sorella Clara si sposi...alla seconda o terza pagina avevamo capito il concetto invece lo tira avanti un bel po' ma forse per entrare nell'ossessione del personaggio. Nella seconda parte poi ho colto una polemica contro la donazione degli organi che mi ha dato fastidio perchè io sono accanita sostenitrice. Per il resto è un bel libro da leggere sicuramente ma solo dopo aver letto i due precedenti. Ho letto su internet alcuni commenti negativi, quasi tutti di persone che hanno iniziato a leggere Pennac da questo libro. Ma come si fa a iniziare una saga dal terzo libro e pretendere di apprezzarlo a pieno????

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    03/10/2009 15:21:39

    Pesante, pesante…per fortuna è stato breve. Non mi è piaciuto per niente. Premetto che forse gli ho dedicato poca attenzione, la mia lettura è stata abbastanza superficiale ma non ho potuto fare altrimenti; lo stile il modo in cui è scritto, l’ho riscontrato troppo pesante, e ciò ha determinato la difficoltà che ho avuto nel seguire non solo l’andamento cronologico dei fatti, ma anche la trama. Proprio quest’ultima un po’ confusionaria e poco curata. Ho rilevato anche alcuni tratti di traduzione non corretti, diverse frasi con scarso senso logico. Come battesimo di lettura con Pennac, non è stato ottimo, forse in futuro cercherò di leggere qualcos’altro ma senza fretta.

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    15/02/2008 14:42:47

    Questo libro mi è piaciuto moltissimo; la storia, come sempre, è forse troppo irreale però lo stile è veramente fantastico e geniale. La trama è molto contorta dato che non c’è più Malaussene che raccontando fa da filo conduttore, ma se si legge con attenzione è veramente molto divertente e coinvolgente.

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    11/09/2007 11:10:10

    A mio parere un gradino al di sotto rispetto ai primi 2 capitoli della saga ('Il paradiso degli orchi' e 'La fata carabina') ma comunque molto piacevole. Nuovi personaggi si aggiungono alla già numerosa tribù di Malaussène, nuove vicende che vedono coinvolto il capo tribù Benjamin! Da leggere dopo i 2 precedenti per apprezzare a pieno ogni piccola sfumatura dei personaggi.

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    14/03/2007 22:11:48

    il migliore! qualcuno forse non è d'accordo, ma per me la Prosivendola è il migliore tra i primi tre libri della saga. Durante la lettura avevo una sensazione, un'agitazione interiore da quanto il libro mi emozionava e convolgeva...superbo! qualcuno faceva notare la "mancanza" di Benjamin...non si sente proprio, anche perchè lui in pratica c'è sempre e con una visione molto particolare, grande idea di Pennac!

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    14/09/2006 15:21:11

    Io ho trovato il libro fantastico, come i primi due del resto. E' scritto benissimo, racconta una storia che , pur essendo troppo irreale, è geniale.Il Piccolo è sempre il mio personaggio preferito.Bello!Leggetelo, solo se prima avete letto "Il paradiso degli orchi" e "La fata carabina".

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    01/08/2006 11:44:47

    Come ben detto in un commento precedente, anche se la storia può sembrare fine a se stessa, non ha molto senso leggere questo libro senza aver letto i due precedenti. Con questo bagaglio alle spalle, infatti, abbiamo già imparato a conoscere i caratteri dei vari personaggi che popolano la banda Malassuene.. che in questo "capitolo" della saga vengono già dati per noti. Per quanto concerne la storia, divertente come al solito, con Benjamin che c'è e non c'è... ma che riesce comunque a far sentire la sua presenza. Forse con meno colpi di scena dei precedenti e più riflessivo, merita comunque il massimo dei voti.

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    21/06/2006 13:35:07

    a prosivendola - La petite marchande de prose del 1990, terzo libro della Saga Malaussène, a questo punto si conoscono gia' i perosnaggi e ci si lega indissolubilmente al modo di scrivere di Pennac ed alle vicende della famiglia. Ha logicamente poco senso leggere questo libro svincolato dai precedenti, non so quanto possa coinvolgere, ma e' una peculiarita' di tutte le saghe o comunque delle serie di libri con lo stesso o gli stessi protagonisti. La trama gialla in questo caso regge molto piu' dei precedenti e la prosa di Pennac e' sempre indescrivibilmente coinvolgente, solo leggendolo, almeno una volta nella vita si puo' comprendere, perche' e' difficile darne una descrizione o una spiegazione. La rilettura e' ugualmente edificante, anche a distanza di tempo dalla prima uscita.

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    17/04/2006 03:01:07

    Chi si è permesso di criticare questo libro NON SA LEGGERE!!!!!!!!!!!!!! Spero che con il mio voto la media si alzi. Comunque la saga del capro espiatorio mantiene la sua originalità, la sua verve e come gli altri due è stato un piacere leggere anche questo terzo episodio...e ora avanti col quarto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    28/09/2005 14:33:06

    Non avevo mai letto niente di Pennac: ho iniziato questo libro al mare e l'ho divorato...sono rimasta affascinata dallo stile e dal mix di sensazioni che l'autore riesce ad evocare.Sono tanti generi letterari in un unico volume e sono felice di aver "conosciuto" questo scrittore...ho già letto La passione secondo Therese e leggerò sicuramente le altre avventure della strampalata tribù! P.S. attenzione a Verdun...

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    31/08/2005 18:48:57

    Mi dispiace ma questo romanzo non è assolutamente comparabile con i primi due della saga Malaussène (il paradiso degli orchi, La fata Carabina). Non basta infatti lo stile divertente di Pennac se non vi è ritmo e soprottutto se non vi è storia: la trama è inconcludente e l'avventura ospedaliera del protagonista è tanto strampalata da sembrare messa giù a caso, come se l'autore neanche avesse riletto il tutto.

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    K.
    08/07/2005 10:08:34

    Ho trovato il libro abbastanza divertente, curioso, a tratti con un pizzico di originalità. Non è certo un capolavoro ma è comunque un romanzo che, se si è in cerca di un libro spensierato e leggero, merita sicuramente una lettura. Non ho ravvisato la confusione nei dialoghi segnalata da qualcun altro, a me sono parsi abbastanza chiari. La lettura è rapida, la storia più o meno coinvolgente riserva qualche colpo di scena. Poteva certamente essere qualcosa di meglio, ma tutto sommato non è un brutto libro, potrebbe essere una lettura da estate.

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    stefano
    30/06/2005 12:28:20

    ho letto questo libro un paio di mesi fa e devo dire che è stata più una tortura che un piacere.. il testo è spesso poco chiaro in particolare nei dialoghi dove non si capisce quasi mai di chi sono le parole... complessivamente questo libro è una noia unica e lo sconsiglio a chiunque abbia un po' di buon senso

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    gigi
    03/01/2005 10:07:42

    non mi è piaciuto, peggio della fata carabina

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    13/08/2003 13:38:19

    Fantastico! Anche se devo segnalare un errore,presumo di traduzione,perchè non penso che Daniel Pennac sia caduto in questo banale errore. Si fa cenno ai Carabinieri ma in Francia non esitono i Carabinieri!

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    Edy
    07/08/2002 20:35:59

    Fantastico... anche questo davvero geniale... Pur in mancanza del mio amato Ben la storia prosegue tutta d'un fiato, come sempre... Sono felice di aver scoperto Pennac, ne sono diventata pazza!

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    21/07/2000 20:10:36

    Secondo me questo è il miglior romanzo di Pennac, soprattutto perchè deve rinunciare al protagonista per metà del libro. é piacevole immergersi nella lettura di questo giallo ironico, scritto da un maestro unico nel suo genere

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