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Peter Mayle

Traduttore: S. Cherchi
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
Pagine: 351 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788811740780

Da un punto di vista amministrativo la Francia sudorientale, da Arles a ovest fino alla frontiera con l'Italia a est, si chiama Paca, che sta per Provence-Alpes-Côte d'Azur. Peter Mayle, inglese che mangia, beve, scrive e vive in quella zona, già autore di Un anno in Provenza e Un'ottima annata, ci parla delle bellezze di questa terra, qui identificata con l'area dei tre départements di Bouches-du-Rhone, Alpes-de-Haute-Provence e Vaucluse. Lo fa attraverso un dizionario della Provenza dalla A alla Z, nel quale cerca di condensare tutto lo splendore del paesaggio, in un piccolo puzzle autobiografico fatto di interessi, fobie e scoperte personali.
Mayle parte dall'accento e dalla parlata dei provenzali: il liquore pastis che diventa pastaga, la toilette che lì chiamano pissadou, è tutta un'altra lingua rispetto al francese. Poi c'è l'aglio, il "bulbo divino" che non si può evitare, perché lì lo mettono in tutti i piatti, dalla minestra alla carne, nelle salse e nell'insalata. Restando al buon gusto, della Provenza sono rinomate le mandorle, la ratatouille di verdure, le olive, la purea di acciughe, i carciofi, le piccole lumache saporite, i pomodori di quelle colline, oltre ai piatti forti quali il cinghiale, i salumi e i formaggi di capra. L'amore tutto provenzale dell'autore per l'aneddoto, per il lavoro di ricamo della conversazione, e per le storie poco credibili, ci conduce ai modi di dire tipici, alle ricette della cucina, ci fa assaporare il marc de Provence, una bevanda robusta: 50 per cento d'alcol, più forte del brandy, del whisky o del gin.
Il racconto si sofferma a lungo sugli artisti della Provenza, terra più che generosa con gli scrittori (Daudet, Giono, Camus, de Sade), con i poeti (Frédéric Mistral) e con i pittori paesaggisti (Van Gogh, Cézanne, Ziem). Passando da una voce all'altra di questo curioso dizionario si entra così in sintonia con quest'angolo di Francia affacciato sul Mediterraneo, lo si scruta attraverso i rideaux de porte, le tendine ventilate a misura di porta in listelli di legno, o bambù dipinto (oggi anche stringhe di plastica); si sente l'odore tipico della lavanda, si entra nelle botteghe dei cappelai di Avignone, si immagina il maestrale soffiare su Marsiglia, ci si ritrova all'originale Museo dei cavatappi. Non mancano, infine, le passeggiate: sulle alture del Luberon tra sentieri a zig-zag folti di ginestre, o sulla panoramica Route des Cèdres, morbida come un tappeto e sospesa tra Aix-en Provence e le Alpille.

Recensioni dei clienti

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    CRISTINA

    29/04/2009 21.22.53

    Come amante fino all'inverosimile di tutto quello che è provenza, provenzale, colori, profumo e paesaggi, direi che molte delle cose scritte e descritte dall'autore corrispondono al vero. Certo potersi trovare di persona in questi luoghi è tutta un'altra cosa, ma in queste pagine si rende abbastanza l'idea di quella che è l'atmosfera tipica provenzale, dei suoi abitanti con tutti i suoi pregi e difetti, ma per apprezzarne veramente il contenuto consiglio vivamente di programmarsi un viaggio possibilmente in estate, che a mio parere è la stagione veramente "provenzale" per eccellenza, per godersi appieno tutto ciò che può offrire. Buon viaggio!!

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