Uno psicologo nei lager - Viktor E. Frankl - copertina

Uno psicologo nei lager

Viktor E. Frankl

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Traduttore: N. Schmitz Sipos
Editore: Ares
Collana: Anima & psiche
Edizione: 21
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 15 maggio 2012
Pagine: 160 p.
  • EAN: 9788881555581
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Gaia la libraia

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Solo i "consumatori" della cultura - scrisse Gabriel Marcel nella prefazione all'edizione francese - potrebbero scambiare questo libro per un'ulteriore e ormai tardiva testimonianza sui campi di concentramento. C'è molto di più: avendo vissuto personalmente l'estrema abiezione dei Lager, l'autore insegna che se vivere è sofferenza, sopravvivere è trovare il senso di questa sofferenza. È questa l'esperienza che lo condusse alla scoperta della logoterapia, il trattamento psicoterapeutico che l'ha reso famoso in tutto il mondo. Frankl, credente e ottimista, che a sedici anni interessò Freud, il quale ne pubblicò un saggio sul Giornale internazionale di psicanalisi, con olfatto sano annusa il senso della vita anche là dove lo si nega, e invita a vincere nell'oggi, insieme con il relativismo ideologico assolutista, che è stato il "male del secolo XX", ogni cieco determinismo scientifico-naturale, difendendo la libertà umana in una splendida fenomenologia dell'amore. Di una felicità narrativa quasi insospettabile in uno psichiatra, il libro è stato tradotto in tutto il mondo (oltre 10 milioni di copie vendute) ed è stato dichiarato per quattro volte libro dell'anno dalle università degli Stati Uniti.
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    Juraj

    11/11/2020 12:41:11

    Bellissimo e molto profondo come analisi psicologico-esistenziale della vita umana a partire dall'esperienza di molte vite vissute nella battaglia costante tra morte, sopravvivenza, senso, speranza, sofferenza, coraggio ecc.

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    Gregorio

    16/05/2020 07:21:09

    Un testo brevissimo, una testimonianza nuova dell’esperienza dei lager scritta di getto dal dr. Frankl, padre della logoterapia. Non ho mai trovato in nessuno dei libri letti sull’olocausto, sulla deportazione degli Ebrei o sui campi di concentramento una descrizione precisa, un’osservazione attenta della trasformazione della psiche dei prigionieri. Un vero e proprio percorso evolutivo, culminante nell’emergere della risorsa che è fonte di salvezza e che egli stesso ha invocato nei suoi compagni di sciagura: la volontà. Anche in circostanze estreme, deduce e afferma convintamente l’autore, come quelle dei campi di concentramento, è possibile decidere di non lasciarsi andare, è possibile mantenere la propria umanità ,dignità , valore, se lo si desidera. È sempre possibile scegliere, anche nella disperazione più totale. Un libro che sa di rivelazione, di disvelamento della natura umana.

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    katia

    15/05/2020 08:18:14

    Libro che non puó mancare nella libreria di nessuno! Una storia vera di un sopravvissuto ai campi di concentramento. Ti insegna a dare un senso ad ogni situazione senza arrenderti mai! Consigliatissimo!

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    carezzedicarta blog

    28/01/2020 05:12:49

    Troppo poco ricordare solo oggi Troppo poco Ci sono anni del nostro passato in cui non c'è stata traccia di umanità, anni bui, bestiali. L'uomo ha dato voce alle sue più bieche volontà, la scala dei valori è stata sovvertita. Per non dimenticare di cosa siamo capaci, si continua a scrivere, parlare e ricordare. Si continuano a spolverare testimonianze che ci atterranno, che mettono a nudo quanto in basso si possa cadere, quanto si è capaci di calpestare. Victor Frank è stato un uomo di grande cultura. Insegnante, appassionato di climbing, amante della musica, dedito alla recitazione. La sua mente eccelsa ha ricevuto i riconoscimenti meritati. Questo piccolo libro ha un contenuto che pesa come un macigno. Un'ennesima testimonianza dell'inferno che l'uomo ha costruito per i suoi simili. "Uno psicologo nei lager" In ogni casa ci dovrebbe essere sempre un posto dedicato a questo argomento, un testo da toccare con mano, da leggere, sfogliare, catturare con gli occhi per poter tenere vivo il dolore che c'è stato e non permettere che succeda neanche in altre forme. Per non dimenticare dobbiamo ricordare

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    Federico Merlotti

    01/12/2019 17:07:24

    Dal modo in cui un uomo accetta il suo ineluttabile destino e con questo destino tutta la sofferenza che gli viene inflitta e dal modo in cui la prende su di se come la "sua croce", sorgono infinite possibilità di attribuire un significato alla vita....A seconda se uno resta coraggioso e forte, dignitoso e altruista...a seconda di ciò che accade, l'uomo realizza o perde i possibili valori morali che la sua dolorosa situazione e destino gli consentono e quindi è "degno del suo tormento", o no. Certo, solo rari uomini sono in grado di raggiungere un tale livello etico....ma se non vi fosse stato che un uomo solo, basterebbe per asserire che l'uomo può essere nel suo intimo più forte del destino che gli viene imposto dall'estero. Profondissimo, commovente, illuminante. Da leggere e rileggere e rileggere......

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    Livingrid

    02/10/2019 19:31:46

    Un libro profondo, le parole di uno psicologo di un'altra epoca, che racconta la propria esperienza di sopravvivenza nei lager tedeschi e le strategie inventate ed adattate al contesto drastico attuate per poter sopravvivere alle barbarie e resistere sino alla liberazione.

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    Sabbo

    24/09/2019 20:45:24

    Un libro che insegna molto. La storia dei sopravvissuti nei lager dovrebbe essere presta più in considerazione. La voglia di vivere è ciò che trasmette questo libro

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    n.d.

    27/03/2019 10:55:38

    Profondo. Commovente. Un inno alla vita. \nNon fa parte del genere di libri che leggo abitualmente, ma è assolutamente consigliato!

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    cam

    11/03/2019 07:30:36

    Si tratta di un classico, e come tutti i classici porta con sé una serie di aspettative, nate dal passaparola, o dal sentito dire. Questo libro mantiene quello che promette, e tuttavia riesce a sorprendere. Meraviglia, prima di tutto, la pacatezza con la quale Frankl rievoca la propria esperienza nel lager. Ancora di più, tuttavia, e ancora più importante, riesce a far capire subito due cose fondamentali: la prima è che non esiste una specificità del lager - ovvero, molte delle dinamiche all'interno della struttura sono, ovviamente, estreme, e tuttavia nella sostanza non sono dissimili da quelle che molti di noi possono trovarsi ad attuare, anche inconsapevolmente, nella vita di tutti i giorni. Nel lager sono "solo" più incisive, più evidenti (per esempio, il proprio margine di programmazione che si riduce alle ventiquattro ore, o il ricorso alla religione per trovare conforto), e a renderle tali è soprattutto il pensiero (e la presenza) costante della morte. E dunque, e questa è la seconda cosa, il lager diventa un enorme laboratorio per lo studio di queste dinamiche. Mi correggo: diventa "anche" un laboratorio. Perché nel libro non si perde, ovviamente, mai di vista la denuncia (a volte resa ancora più forte proprio dalla pacatezza di Frankl) di quello che la Shoah è stata. Perché, non dimentichiamolo, è stata. Per questo, è un libro sulla Shoah, ma soprattutto un libro sull'uomo e sulla sofferenza, inflitta e patita. Scritto per tutti, anche per lettori senza esperienza nelle questioni e nel linguaggio delle scienze psicologiche.

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    Joe

    08/03/2019 10:57:19

    Un testo brevissimo, una testimonianza nuova dell’esperienza dei lager scritta di getto dal dr. Frankl, padre della logoterapia. Non ho mai trovato in nessuno dei libri letti sull’olocausto, sulla deportazione degli Ebrei o sui campi di concentramento una descrizione precisa, un’osservazione attenta della trasformazione della psiche dei prigionieri. Un vero e proprio percorso evolutivo, culminante nell’emergere della risorsa che è fonte di salvezza e che egli stesso ha invocato nei suoi compagni di sciagura: la volontà. Anche in circostanze estreme, deduce e afferma convintamente l’autore, come quelle dei campi di concentramento, è possibile decidere di non lasciarsi andare, è possibile mantenere la propria umanità ,dignità , valore, se lo si desidera. È sempre possibile scegliere, anche nella disperazione più totale. Un libro che sa di rivelazione, di disvelamento della natura umana.

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    Salvatore Palma

    16/01/2012 07:46:53

    119.104 è il numero di matricola nei campi di concentramento di Viktor Emil Frankl, psicologo austriaco che, tra il 1942 e il 1945, trascorse molti mesi in quattro diversi Lager. Un'esperienza di inenarrabili stenti e sofferenze che ha consentito all'Autore di esaminare dall'interno e di misurare sulla propria diretta esperienza, le motivazioni profonde che hanno portato alcuni detenuti a sopravvivere in una realtà estrema dove tutto appare senza senso e senza prospettive: dallo choc di accettare il nuovo status di reclusione e di abiezione, alla vita quotidiana di morte e di privazione, alla riscoperta dell'interiorità. Ed è proprio sul convincimento che si salva solo chi ha motivazioni profonde che Frankl fonda la propria teoria: "dal modo in cui un uomo accetta il suo ineludibile destino e con questo destino tutta la sofferenza che gli viene inflitta, dal modo in cui un uomo prende su di sé la sofferenza come la 'sua croce', sorgono infinite possibilità di attribuire un significato alla vita, anche nei momenti più difficili, fino all'ultimo atto di esistenza". Una pubblicazione poco conosciuta e tradotta solo da pochi anni in Italia ma che merita una più attenta considerazione.

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    Anna

    16/02/2011 17:36:31

    Ho un ricordo stupendo di questo libro, che a 18 anni mi ha affascinato, tanto da citarlo in un compito in classe di filosofia, dove misi a confronto il pensiero di Frankle sulla ricerca di un senso come molla che ci spinge a vivere anche nelle situazioni più estreme e Freud ... un 9 con elogio del prof!

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    Davide

    04/05/2008 19:36:09

    Ottimo libro. Poche pagine per definire il senso della vita. Notevoli le ultime pagine, dove mi ha dato l'emozione piu' grande; che la vita esiste, solo perchè "noi" esistiamo.

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    Giancarlo Pietri

    27/12/2006 22:49:43

    E' un libro la cui lettura consiglio regolarmente ai miei pazienti perché si rendano conto che solo la ricerca di uno scopo nella vita li può aiutare a vedere nella giusta dimensione ciò che loro accade nella vita quotidiana. Di solito la lettura li aiuta a relativizzare i loro problemi, applicando la frase di Nietzsche: "tutto ciò che non mi uccide, mi rende più forte".

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    claudia

    17/01/2006 10:34:16

    bellissimo ,lo consiglio per poter riflettere su come siamo fortunati nel vivere questo periodo storico,con la nostra libertà e potendo disporre della nostra libertà (non a tutti è permesso).In sintesi un libro che può essre d'aiuto

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    ilenia

    29/08/2005 12:56:25

    il libro tratta di un esperienza di vita alquanto doloroso e insopportabile all' interno dei lager durante la seconda guerra mondiale. ci fa conoscere come le persone arrivino a un punto tale da non provare più alcuna sensazione davanti a situazioni per loro quotidiane come la morte e o il declino di persone proprio come loro. si arriva ad un certo punto che l'uomo per non crollare definitivamente e per cercare di non impazzire cerca di distrarsi in qualsiasi modo in modo tale che la mente non degradi saempre di più. ci aiuta a riflettere su come l' uomo spesso si lascia trascinare dal destino accettandolo cosi com' è e subirne le conseguenze, positive o negative che siano..

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    Phormula

    03/01/2005 11:54:36

    E' un libro che raccomando a tutti di leggere, riflettendoci sopra.

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    Vito

    22/11/2004 14:14:12

    Ottimo libro. Tra l'altro lo si legge tutto d'un fiato. Consigliabilissimo.

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    ELEONORA VEZZANI

    10/06/2004 15:44:05

    Non mi è proprio piaciuto...veramente uno schifo!!

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    mike

    28/08/2003 01:11:49

    Semplicemente stupendo. Una sintesi vissuta di cosa sia la "FORZA D'ANIMO", in qualsiasi circostanza ci troviamo. Assolutamente da non perdere.

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