Remi Tot in Stunt

Martoz

Editore: MalEdizioni
Collana: ConSequenza!
Anno edizione: 2015
Pagine: 320 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788897483120
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Sarà una deformazione personale, ma a sfogliare il primo fumetto lungo di Martoz la memoria mi è andata alle prime volte in cui mi imbattei nella funambolica estetica del fumetto postmodern anni 80.
Non fraintendetemi: Remi Tot in Stunt
è un tipico prodotto del sottobosco indie anni 2000, sgangherato quanto basta per stare comodamente accanto ai vostri minicomics underground preferiti (anche se in questo caso parliamo di un volume di 300 pagine).

Ma a colpire è innanzitutto il citazionismo spinto dei disegni, la paletta dei colori sempre così accesa e fredda assieme, la costruzione delle tavole a metà tra decostruttivismo (perdonatemi, non lo dico più) e schizzo vagamente street art. A evocare i tempi belli di roba come Raw o il Frigidaire a cavallo tra prima e seconda maniera, è innanzitutto l'inesauribile sequenza di
furti presi dal bagaglio delle avanguardie storiche del '900: Martoz traffica con citazioni vorticiste, futuriste, cubiste, dada, e le spiattella su prospettive distorte, stiracchiate e non lineari come l'assurda trama con protagonista un matematico intelligentissimo che si trasforma in stuntman della realtà” e che si produce in complicati calcoli per anticipare (e partecipare a) catastrofi sempre più pirotecniche.

Se Carpinteri e Jori fossero cresciuti a hip hop anzich
é a post-punk, è probabile che avrebbero tirato fuori un fumetto così.