Traduttore: S. C. Perroni
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 533 p., Brossura
  • EAN: 9788806181048
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Recensioni dei clienti

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    Ross

    28/02/2014 15:11:49

    E' incredibile come lo stesso libro possa indurre reazioni così diverse nei lettori (in realtà sono quasi tutti concordi nel definire l'autore e questo romanzo il massimo della genialità)...eppure, in questo caso (normalmente sono d'accordo con la maggioranza) devo uscire dal coro: "la scopa del sistema" mi ha annoiato talmente da non essere neanche riuscita a finirlo (caso rarissimo!). Spero vivamente di essere folgorata sulla via di Damasco, come un collega lettore intervenuto in precedenza, e finalmente trovare anche io la "stanza a me riservata" (bellissima immagine metaforica), ma finora.....

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    Ugo

    28/10/2013 13:31:27

    So di andaer controcorrente, ma a me francamente non è piaciuto per nulla. Come ha scritto un altro lettore : "Sembra che Wallace cerchi di essere unico in tutti i modi". Concordo in toto, Wallace cerca davvero di stupire il lettore, coi suoi artifizi, con le sue "derapate". Nel mio (modesto) caso non c'è affatto riuscito; mi ha solo sinceramente annoiato a morte.

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    dfw

    28/05/2013 19:12:09

    L'ASSOLUTO. Non aggiungo altro.

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    Gondrano

    09/04/2013 11:25:19

    Primo romanzo scritto da DFW, e primo suo libro che leggo. Ho avuto un rapporto strano con quest'opera. L'ho abbandonata e ripresa più volte, senza entusiasmo, senza voglia; poi è scoppiato l'amore, improvviso e violento. E' stato come se all'improvviso fossi agganciato ad un segnale, come se finalmente avessi trovato la chiave per entrare in quella stanza che Wallace aveva preparato per me. Ho ricominciato da capo, ed ho realizzato che Wallace potrebbe diventare uno dei miei artisti preferiti di sempre. Questo è un romanzo divertente, permeato da un umorismo ficcante, da momenti di lirismo buono da assaporare come una colata di cioccolata, sempre "colto" nell'esposizione e nei contenuti anche quando stanno dialogando due idioti, che non obbliga a, ma merita, pause di riflessione, perché spunti sotterranei ne dà. E' senz'altro geniale oltre ogni dubbio, e se proprio vogliamo trovargli una pecca potremmo dire che a tratti è ridondante: c'è quasi troppa carne al fuoco per potersela mangiare tutta, meriterebbe tempi di lettura molto più lunghi di quelli che almeno io sono stato disposto a dargli. E forse è proprio quello che quest'autore voleva, essere degustato piuttosto che tracannato, lasciando ampi spazi per riflessioni che, pur essendo un romanzo quasi "leggero" (non so ancora, ma non credo, se per quest'autore quest'aggettivo sia appropriato), non mancano mai. Ottimo e consigliato.

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    elisa

    19/02/2013 16:48:53

    Libro difficile da classificare. Geniale sicuramente, insolito, diverso da quello che probabilmente la maggior parte dei lettori sono abituati a leggere, innovativo. Quello che più mi ha colpito è l'aspetto nevrotico dei personaggi, forse un po' eccessivo per i miei gusti (o le mie abitudini) che forse riflette i tormenti interiori dell'autore. Non ho letto Infinite Jest e non credo che ce la farò mai, la sola vista di tutte quelle pagine mi scoraggia. La scrittura di Wallace non è propriamente scorrevole, per chi non lo conosce consiglio di cominciare dai racconti o dalla chicca "Una cosa divertente che non farò mai più".

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    mario

    02/09/2012 15:00:07

    Bellissimo pur nella sua follia e contenutistica e di scrittura. Un libro che avvince, lascia senza fiato in certi passaggi arditi e inusitati. Una rappresentazione unica dell'America strampalata e consumista, dei suoi tic, delle sue manie(l'esaltazione mistico religiosa di certe Chiese evangeliche, l'amore per le terapie, la droga, i campus universitari...) Personaggi indimenticabili dalla protagonista Lenore all'uccellino Vlad l'Impalatore, al bulimico Bombardini, ai minori ma pur significativi Peter Abbot e Candy e la centralinista dal nome impronunciabile. Impagabili le descrizioni dei centralini impazziti, del deserto dell'Ohio artificiale, delle smanie amorose di Lang,delle sedute psicanalitiche, di... tutto. Grande geniale Wallace.

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    alida

    18/06/2012 11:49:20

    dunque. ho iniziato a leggerlo e sono stata tentatissima dal lasciarlo intorno a pagina 90. alla fine l'ho letto tutto, un po' per sfida. ci sono pagine meravigliose, altre inutili. c'è un enorme autocompiacimento della scrittura (mirabile scrittura eh), che a volte sovrasta la trama. bellissime le parti in cui rick racconta una storia a lenore. non è una lettura agevole, si vede eccome se si vede che davide f.w. è un genio della scrittura, sicuramente nella versione tradotta in italiano ci siamo persi un sacco di cose. però a conti fatti a me non ha fatto impazzire. a me piacciono molto le storie e qui la storia non è l'elemento più importante, è solo un pretesto. però sono felice di esserci arrivata in fondo e mi sento arricchita. una cosa che mi è piaciuta da matti: il modo di scrivere i dialoghi, le battute, precise, come se fossero davvero parlate. quasi quasi ... sull'onda di questo semi entusiasmo e allenamento mi leggo infinite jest?! ma temo anche infinite jest avrà, come la scopa del sistema, un finale incomprensibile e poco soddisfacente.

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    tristan

    13/03/2012 18:13:07

    Terminato a mia insaputa - almeno inizialmente - prima che la mancanza di ulteriori righe successive all'ultima me lo confermasse....  Sono entrato - "permeato" sarebbe più appropriato... - nella storia, nella vita dei personaggi e per quanto assurde entrambe fossero, il senso di coinvolgimento è stato tale da sentirle reali, ma non so se sia stato per merito dello scrittore o demerito mio, se così possiamo definire la capacità - se tale possiama considerarla, scusate la ripetizione in (quasi) puro stile DFW - di immergermi in un universo talmente surreale..... Forse un giorno lo rileggerò - un po' come avviene con la nostra di vita, spesso la comprendiamo soltanto guardandoci indietro, rivedendo il nostro passato - e chissà, forse così riuscirò a vedere questo libro attraverso lo specchio, come suggerito in una delle recensioni.... Credo che i lettori statunitensi avranno colto meglio di me l'ironia che ne permea le pagine - elettroniche e non, io l'ho letto su un Kindle Touch - e non il non poterla apprezzare è forse l'unico appunto serio e sensato che gli si possa imputare..... Chissà che non fosse proprio questa l'Infinita Beffa, nel qual caso ci troveremmo di fronte ad un prequel - in termini intenzionali - di quell'Infinite Jest che un altro lettore consigliava di leggere, appunto, dopo LSd(S)..... o sotto? Voto cinque per gli americani, uno per tutti gli altri, media - assolutamente NON Trilussiana... - tre....

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    Pasquale

    09/11/2011 11:21:02

    Fenomenologia del racconto. Personaggi davvero inverosimili conducono un'esistenza strampalata fino a quando scoprono la loro funzione nel sistema e abbandonano così le loro vite, narrate da un mirabile scrittore di nome D.F.Wallace. Il romanzo parte dalla scomparsa della nonna di Lenore che con le sue Ricerche filosofiche Wittgensteiniane ha surriscaldato le linee telefoniche/fasci nervosi della città/sistema di Cleveland.Prosegue nella fuga nel D.I.O., le ricerche Blentneriane sulle membrane viventi dell'Io permeate dall'Altro, la focalizzazione della volontà individuale, la pantomima sui membri-della-famiglia Spaniard, estratti pineali da commercializzare e la partecipazione straordinaria in uno show televisivo di un uccello che annuncia la grande Rivelazione . Un romanzo che al di là della bizzarria contiene un messaggio di salvezza per un'umanità confinata dalle parole in un guscio tri-dimensionale di dolore impotente e di desiderio.

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    Leo

    26/07/2011 15:31:36

    Mah, forse mi aspettavo troppo...La trama sembra un pretesto per presentare personaggi strambi e nevrotici. Che sia uno scrittore postmoderno, dallo stile schizofrenico e a tratti geniale si intuisce. Ok che è un'opera di gioventù, ma se devo leggere 100 pag noiose per leggerne 5 geniali allora preferisco leggere qualcosa di altrettanto pazzo ma più scorrevole e costante (tipo Palahniuk per citare il primo che mi viene in mente). Abbandonato dopo 250pag per sopraggiunta noia (libri che ho abbandonato si contano su una mano). Forse proverò a leggere qualche racconto sperando che in questa forma ristretta riesca a condensare meglio la sua sostanza.

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    Linda

    14/01/2011 10:30:37

    Il mio libro preferito. Geniale, assolutamente originale, folle. Lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di osare un po'. E peccato che l'autore non ci sia più.

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    Luca Stringara

    17/11/2010 16:14:16

    Insomma, certo che scrive bene. Pirotecnico, originale, simpatico. Se Wallace fosse stato uno chef, probabilmente avrebbe creato ricette indigeste, mi immagino un risotto con centoventicinque ingredienti, cose così. Ma fortunatamente era uno scrittore, e sulla carta è più facile godere della fantasia altrui. Dovendomi ancora avventurare nelle successive opere di fiction wallaceiane, non so se in seguito a questo primo romanzo la sua arte sia stata affinata oppure lasciata così, un concentrato di bravura atomica con sbavature qua e là. Senz'altro alcune pecche ci sono, e la più importante riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Troppi, almeno tre o quattro, sono quelli che pensano parlano agiscono nello stesso modo. Come avesse trovato un buon sentiero da seguire nella definizione degli attori in gioco e avesse fatto un imbarazzante copia e incolla.

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    Alberto

    25/04/2010 12:01:51

    Il genio di Wallace trasuda da ogni pagina; il suo modo di scrivere è diverso da tutto quello che si vede in giro.Entri in una storia che si espande in tante altre, a volte pervade anche un po' di noia ma finito il libro... quando troverai altro di simile?

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    kz

    18/12/2009 14:57:31

    Un libro diverso,geniale.

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    Elio

    07/11/2009 11:31:00

    Certamente è un libro molto particolare e profondo,anche complicato a suo modo. I momenti divertenti non mancano ma comunque il mio voto è un 3 più orentato sul 4. Sembra che Wallace cerchi di essere unico in tutti i modi con uno stile sempre variegato differente. Alla fine però il libro ti lascia qualcosa. La potenza della parola e del racconto,quindi,trattate in maniera esplicita specialmente in un finale strano,che lascia l'amaro in bocca ma se ci pensiamo è giusto cosi. Lenore adesso creerà la propria vita senza che gi altri la creino per lei. Peccato che a tratti sembri un accozzaglia di troppi personaggi e troppa monotonia. Poteva anche durare 100 pagine in meno.

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    Stefano

    29/09/2009 14:55:33

    E' indubbio, Wallace era un genio. E ce ne danno prova i contenuti e lo stile di questo romanzo: profondo, cerebrale, filosofico, logico-matematico, ironico, a tratti comico. ok, lo scrittore è un genio e ha una vena creativa spropositata. ma perché farcelo pesare? il romanzo parte bene, ma un po' dopo la metà mi son ritrovato a supplicarne la fine. in alcuni paragrafi si rasenta l'illeggibilità, dovuta forse al troppo compiacimento dell'autore nei propri mezzi. ho un solo rammarico: essermi ostinato a voler arrivare fino in fondo (tra l'altro il finale è a dir poco imbarazzante, credo sufficiente di per sé per poter richiedere il rimborso all'editore). ottime le divagazioni dei racconti paralleli, davvero geniali, esempio di come a volte le reclame siano più interessanti dello spettacolo principale. in definitiva, libro sopravvalutato ed ennesimo successo editoriale causa suicidio dell'autore. purtroppo per lui, Wallace era troppo geniale.

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    Stefano Mecca

    27/09/2009 10:41:28

    "La scopa del sistema" è un capolavoro. Una lettura divertente ed emozionante. I lettori dalla mente strutturata in caselle ed etichette potrebbero trovarlo difficile o anomalo, in realtà è la prova letteraria di un genio.

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    Marco

    02/09/2009 11:46:36

    Geniale. Leggetelo prima di Infinite Jest.

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    Nicola Mosti

    30/08/2009 16:19:03

    Devo sicuramente riconoscere l'abilità tecnica di questo scrittore ed una indubbia vena creativa. Tuttavia, per quanto alcuni fanatici possano considerarlo sacrilego, debbo pur aggiungere che "LA SCOPA DEL SISTEMA" è uno di quei libri in cui si nota uno spiacevole sforzo dell'autore: Wallace mostra infatti una inopportuna tensione verso quell'artificiosa originalità, ovvero verso l'agognata stupefazione del lettore, che egli suppone generata dalla "novità ad ogni costo". Ebbene, questa impropria tensione non conferisce alcun beneficio allo stile, né alla tenuta della storia. Ed è l'autore stesso, di recente prematuramente scomparso, ad esprimere in forma neppure troppo velata questo timore, in alcune interviste rilascite poco prima del suicidio. Se cercate qualcosa di innovativo ed al tempo stesso interessante e - perché no - piacevolmente leggibile, provate a rivolgere la vostra attenzione al FIGHT CLUB di Chuck Palahniuk (uno fra i migliori scrittori contemporanei) od - al limite - se proprio vi piacciono le stramberie insulse, a quel bislacco di Daniel Pennac. Saluti!

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    Vincenzo

    27/03/2009 17:45:58

    La scopa del sistema si deve leggere "attraverso lo specchio" perché solo in questo modo si riesce a capire o meglio ad arguire un significato che possa assomigliare a noi in qualsiasi forma. Se non si dispone di uno specchio o della lena giusta per attraversarlo meglio lasciar perdere perché sarebbe una lettura inutile.

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