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Romana Petri

Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2015
Pagine: 590 p. , Brossura
  • EAN: 9788854510944
Disponibile anche in altri formati oppure usato:


Vincitore Premio Mondello 2016, sezione Opera italiana.

"Certe volte si fermava, gli chiedeva una pausa, non c'era mica nessuno che gli stava correndo dietro, no? E Mario gli rispondeva che non lo sapeva se qualcuno gli correva dietro o no, ma certo qualcosa dentro ce l'aveva, e non solo in quel momento, sempre. Era come una fretta, anzi, una specie di emozione, un brivido, un'attesa".

Un romanzo che è un impeto, un appiglio alla vita, un gancio destro ben dato, di quelli che solo il Ciclone sa assestare così bene. Di quelli che stendono. Una figura ingombrante, quella di Mario Petri, uomo voluminoso nelle spalle e nello spirito, padre scostante e ammaliatore, dall’animo gentile e cortese, dalle movenze drammatiche e dagli sguardi severi.
Ma questo libro, scritto da una figlia per il proprio padre, non è una resa dei conti. Romana Petri racconta la storia di Mario Petri – all’anagrafe Mario Pezzetta – celebre baritono e attore italiano, che è sì la storia di un padre attraverso gli occhi stregati di una figlia, ma è anche la vicenda di un uomo in corsa contro gli anni cruciali della storia d’Italia. Un’Italia piegata in ginocchio dal ventennio fascista e dalla guerra, e nuovamente pronta a rinascere, in un arco di tempo che ricopre sessant’anni di storia del nostro Paese. E in un ampio spazio narrativo, falciando le intemperie di questi anni bui, si erge lui, imponente, colossale: il Ciclone.

Mario viene al mondo nella campagna di Cenerente, in provincia di Perugia, dopo aver quasi ucciso sua madre, la Terzilia. Mario è forte e robusto: cresce in una cesta in mezzo ai campi, si nutre con le uova dell’Olimpia e prende un centimetro di altezza per ogni botta che riceve dal padre, l'Attilio, uomo violento e codardo. Mario cresce così tanto che raggiunge quasi i due metri. Ha l’argento vivo in corpo: lo chiamano Ciclone perché mena così forte e veloce da non farsi star dietro da nessuno. Ed è lì, tra una Perugia assopita nelle strade e animata nei baretti, e Cenerente, luogo magico in cui la natura scandisce la vita e i solchi sul viso di ogni contadino, che Mario scopre la sua strada: il canto, la lettura, l'amore per il cinema, il suo animo spesso, vivace e nostalgico. Arrivano gli anni della guerra e si portano via molte cose, le speranze si paralizzano, gli animi delle persone mutano. Solo i sogni di provincia rimangono gli stessi e Mario lì tiene lì, senza lasciarli mai andare:

Ma è che stava pensando alla morte e gli era venuta una gran paura. In quel momento, non l’avrebbe saputo dire quanta vita aveva ancora davanti, e gli sembrava addirittura che fare tanti giuramenti portasse male. In quei giorni la giovinezza era una cosa strana, c’era e non c’era. E in quell’ambiguità si mostrava il volto dell’Orlando, a poco più di vent’anni, nell’imbrunire che ormai s’era inghiottito la stanza dove loro due pensavano in silenzio e Paolo si dormiva tutta la prematura fine dell’infanzia.

La guerra finisce. All’improvviso, Roma: troppo grande, troppi sogni tutti insieme, troppa vita che brucia, nelle balere, sul ring degli incontri di pugilato, tra le lenzuola che sanno di donne. E da questo momento in poi la vita s’incendia: prima arrivano i successi, il canto lirico, la Scala, il cinema, poi la famiglia e infine la caduta e l’illusione di un tempo che non tornerà più. Ciclone è cresciuto e da Perugia ha conosciuto la gloria, e da figlio è diventato padre. Il padre di una ragazzina incendiaria come lui, polvere da sparo in un rapporto viscerale che commuove e strazia fino all’ultima pagina. Ormai Cenerente è lontana, tutta quell’esplosione di giovinezza se n’è andata con l’odore dei campi, viale Vannucci, la pipa del Damino e il sugo di rigaglie... Eppure è una giovinezza eterna, quella del Ciclone, riportata in vita così intensamente dalla Petri, quasi da sembrare indomabile.
Romana Petri ci regala le immagini di personaggi indimenticabili, un affresco della campagna umbra e di tutte le stagioni che si susseguono, la forza di una natura che coincide con la forza di Mario. Con una dolcezza quasi melanconica, la scrittrice racconta la storia di un'Italia lontana, attraverso la campagna rurale, la fame e la guerra, la povertà e la commozione per un letto fatto di frumentone, di un uovo ancora caldo, da bere, degli anni del boom economico, della dolce vita, di quando i sogni di un giovane scapestrato come Mario potevano tradursi in vita vera; bastava tenerli stretti nelle mani. La scrittura quasi magica della Petri rende questa storia impensabile senza il dialetto di cui è colorita: una lingua costante e insidiosa, che è un tutt’uno con i suoi personaggi. Un idioma eloquente e frenetico che si sparge nel realismo vivace dei dialoghi, così come nell'indugio descrittivo dei luoghi e dei pensieri intimisti. La scrittura di Romana scivola nelle pagine con la stessa dolcezza delle note emesse dalla voce del padre. Un dialetto che celebra questo racconto generazionale. Un affanno d'immagini che fanno fatica ad abbandonare il lettore:

Il babbo non era mai riuscito a vivere un solo giorno nel presente, era sempre proiettato nel futuro, come se la vita non avesse fine.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Lorso57

    10/10/2016 08.54.09

    Opera interessante nella quale Romana Petri narra la vita e il suo rapporto specialissimo con il padre Mario. La parte migliore del libro risulta comunque a mio parere quella in cui Romana narra l'infanzia e la giovinezza del padre, un formidabile concentrato di prodezze giovanili, rapporti familiari problematici, in particolare con il padre, fino al dramma della Prima Guerra Mondiale. La seconda parte è più intima e riguarda il rapporto padre-figlia. Ben scritto, si legge avidamente e rapidamente nonostante la mole.

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    federica

    28/06/2016 09.20.34

    Davvero bello, quasi 600 pagine "volate" in pochi giorni. Romana Petri ci parla in questo libro della vita del padre, il famoso cantante-attore Mario Petri, e lo fa con amore e devozione, scrivendo pagine davvero belle. Personalmente ho preferito la prima parte del libro, quella in cui si descrive la giovinezza di Mario, comunque anche nella seconda parte il libro scorre piacevolmente fino all'ultima pagina. Sarebbe stato un 4,5, ma per non rovinare la media mettiamo pure il voto massimo.

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    enza

    13/06/2016 12.19.29

    Un libro straordinbario: era da tempo che non leggevo un libro cosi magistralmente scritto ed emozionante; ogni pagina ti avvolge e ti trasporta nel mondo e nella vita di Mario e perdi quasi la cognizione del tempo. Se fossi l'editore lo proporrei per il premio Strega. LEGGETELO LEGGETELO LEGGETELO.

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    Lol

    22/05/2016 09.09.43

    Magnifico romanzo di un'autrice che già conoscevo attraverso Ovunque io sia e Tutta la vita. Questa volta l'emozione sale ancora più in alto perché si mettono in gioco anche storie private, come quella del padre, Mario Petri, famoso cantante e poi anche attore degli anni della Dolce Vita. Una figura meravigliosa quella di Mario-Ciclone. Una storia che va dal giorno della sua nascita 1922 al giorno della sua morte 1985. E alla vita di un grande artista fa da sfondo la storia italiana. Romanzo scritto magistralmente, come ben poche volte accade di leggere, senza una sola caduta di stile. Petri sa scrivere come pochi e la forza narrativa di questa storia tra un padre e sua figlia è travolgente. Lasciatevi travolgere dalla bellezza di questo avventurosissimo romanzo che tocca ogni argomento dell'umano vivere, in tutte le sue sfaccettature. In un romanzo così, leggendolo, si finisce col dire: NOI. Consigiatissimo

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    patrizia franchina

    04/03/2016 12.14.20

    La difficoltà di scrivere del proprio padre è oggettiva, si rischia sempre di mentire per proteggerne la memoria. Romana riesce ha descrivere un personaggio vero, ingombrante, tenebroso, un leone nella vita e sulle scene con un cuore buono e sensibile. Mario è venuto sù da solo, come solo sanno fare i ragazzi di strada, basta pensare alla scazzottate tra bande nella Perugia di quegli anni; un ragazzo bello, un gigante buono che si costruisce un codice d'onore al quale resterà fedele per tutta la vita, e che lo guiderà sempre nella vita e nel lavoro di artista, ma si tratta di un gigante con dei piedi d'argilla. Ha la fortuna di avere una grande la voce, una grande presenza scenica che gli permettono d'imporsi come cantante lirico e l'attore così da raggiungere il successo: erano quelli gli anni del boom economico, quand'era lecito e facile sperare in un futuro migliore, quando tutto sembrava possibile. Quest'uomo affronta i palcoscenici dei teatri, i set cinematografici con la baldanza e la sicurezza della gioventù, senza accettare mai compromessi, quasi con arroganza, a fronte alta, incurante delle conseguenze dei suoi gesti, sempre proiettato verso il futuro come si trovasse ancora nelle strade i Perugia dove a capo di una banda di giovinastri, si regolavano i diverbi a scazzottate... Padre e figlia sono uniti da un amore profondo e viscerale; sono due personalità leonine, molto simili, con un'intesa profonda, sembrano muoversi su una melodia identica in una simbiosi; non sempre però il rapporto è facile, gli scontri sono titanici ma alle volte sembra che i ruoli siano invertiti e sia Romana a fargli un po' da mamma!

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    Alina Laruccia

    03/03/2016 13.34.31

    Il romanzo di Romana Petri è straordinario. Una lettura senza fronzoli. Raccontare un padre, il proprio padre, non è facile. Si può scivolare nel sentimentale, forse se ne hanno anche i diritti, ma Romana Petri non l'ha fatto. E nel libro lo si legge tutto, ci sono ancora ferite aperte, a ricordarlo. 53 anni fa Mario Petri girò un film a Turi(BA), " Il segno di Zorro". 53 anni fa c'era un giovane turese tra le comparse del film. Due anni fa due donne, una scrittrice e una libraia, si incontravano negli stessi luoghi in cui era Mario Petri, il padre della scrittrice, e Donato Laruccia, il padre della libraia, mio padre, avevano girato il film. E' vero che mi sento coinvolta ma vi suggerisco la lettura di questo libro per incontrare Mario Petri. Le sue debolezze, la sua grande anima, il suo talento.

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    mario

    27/02/2016 14.12.37

    Mi è stato consigliato da un amico. Gli ho dato fiducia e ho letto questo meraviglioso romanzo italiano. Dico italiano perché dopo una serie di delusioni mi ero dato solo alla straniera da tempo. Questo, invece, è stato un sorpresa bellissima. Da tempo (italiano o straniero) non leggevo un libro così importante: per la storia (magnifica) la lingua (eccellente), il ritmo (mai un istante di noia) il fiato (lunghissimo) Questo è un vero capolavoro. Non sapevo che Mario Petri fosse il padre della scrittrice. E che padre e che rapporto importante! La storia è trascinante, non ti fa staccare gli occhi dalla pagina, mai, non dà tregua, si seguono le vicende-avventure-sventure-successi di questo magnifico personaggio affezionandosi anche a tutti i personaggi minori. Primo libro di Romana Petri che leggo. Ora, prima di passare a un altro straniero, vedrò di leggere i suoi. Brava! Talmente brava che per la prima volta scrivo una recensione. Consigliatissimo!

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    Daniele Curlante

    17/02/2016 22.45.08

    Il libro è meraviglioso, scritto in maniera magistrale. E' stato solo un piacere leggerlo. Dopo aver descritto le varie amanti/fidanzate, mi ha fatto molta tenerezza la descrizione della donna che poi sarebbe stata la moglie del Ciclone. Si percepisce immediatamente l'amore di una figlia, la normale soggettività e il naturale trasporto che ha nel descriverla; Non conoscendo la Storia e non sapendo chi fosse la madre dell'autrice, sin dall'inizio ho cercato di indovinare chi fosse la moglie perfetta per il Ciclone in quel mare di donne! Vorrei anche fare un elogio alla casa editrice, perché la rilegatura è impeccabile e rende la lettura calda e familiare.

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    Fabio cercolani

    07/01/2016 19.59.47

    Un libro bellissimo,avvincente.La storia di un Uomo,un Padre ,un Eroe scritto dalla stessa figlia; narrato prima tramite il sentito familiare e poi attraverso i propri ricordi. Una persona con i suoi pregi ed i suoi difetti ma comunque straordinaria. Quasi 600 pagine da leggere attentamente dove niente è di troppo anzi il lettore vorrebbe sapere ancora qualcosa di più. È' anche uno spaccato di vita italiana di buona parte del secolo scorso. Una scrittura fluente,chiara e poetica. Per riassumere il tutto con un solo aggettivo.:"EMOZIONANTE". Fabio

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    marta

    21/12/2015 17.06.45

    Avevo già letto parecchi libri di questa autrice che apprezzo moltissimo. Non saprei dire quale dei suoi preferisco, ho sempre l'impressione che sia l'ultimo che ho letto. E queste serenate, sono qualcosa di veramente straordinario. Ho finito il libro che ero esausta di tante emozioni e di tanto bel scrivere, tanta musica in questa prosa così piena, così calda. Una storia bellissima quella di Ciclone, un giovanotto bello e spavaldo che nel ricordo della figlia diventa un eroe epico. Che bello leggere di un sentimento così puro dopo tanti libri sui padri (qualcuno anche della Petri stessa)nei quali questa figura veniva, e giustamente, molto criticata. Qui c'è l'amore filiale, argomento credo piuttosto nuovo nella narrativa, un amore assoluto anche nei momenti di contrasto più difficili. Ho amato questo prezioso romanzo degli affetti. La Petri sa scavare nel fondo dell'anima umana come pochi. Scruta, e questa volta di materiale ne aveva tanto, perché questo bel Ciclone... era suo padre. Brava! Libro che consiglio davvero perché, come hanno detto in un altro commento, a non leggerlo si perde molto.

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    elena

    08/12/2015 13.46.52

    Di Romana Petri avevo già letto Ovunque io Sia, Figli dello stesso padre e Giorni di spasimato amore. E a questa autrice mi sono affezionata perché di rara bravura e sempre nei suoi libro ho trovato l'autentico talento che deve coesistere tra narratore e scrittore. In lei questi due elementi ci sono tutti. Questo ultimo romanzo è a dire poco sbalorditivo, forse uno dei più belli che abbia mai letto. è per questo che ne scrivo qui su ibs anche se non ne ho l'abitudine. Che storia intensa, quanta Italia, quanto amore filiale e amor paterno, quanto mito e quanta quotidianità(del mito!), quanto eroismo d'altri tempi e quanta giovinezza prorompente. Questo è un romanzo sulla bellezza della vita, sulla riconciliazione con i dolori perché vivere è più forte che morire. mi sono appassionata di questo personaggio principale, Mario Petri detto Ciclone, ma anche di tutti quelli secondari, del dialetto umbro che non conosco, ma mi mette allegria, delle situazioni avventurose, del Kid, personaggio di grande importanza, dell'amicizia, quella con la A maiuscola che trasuda in questo romanzo ambizioso e conseguito. In tutto, la fa da padrona, la bellissima lingua che fa di questo romanzo un gioiello e della Petri una grandissima. ho pianto, ho riso, ho partecipato ad ogni pagina, ed ero lì, con tutti quei meravigliosi e indimenticabili personaggi. Lo consiglio davvero. Libro che è bene leggere.

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    telma

    06/12/2015 10.03.05

    Primo libro che leggo di questa autrice e mi cospargo il capo di cenere perché è quanto di meglio abbia letto negli ultimi tempi. A mio avviso l'autore migliore che abbiamo. Ecco, una prova in più per non lasciarsi condizionare dal mercato. SOno andata in libreria, il libro, effettivamente, era ben esposto, la copertina bellissima e l'ho comprato. Ci sono rimasta sotto dalla bellezza, questa storia è magnifica e pare di starci dentro, di far parte di quel mondo, essere quella gente. E poi il linguaggio usato!!! Finalmente una che sa scrivere. ultimamente ho letto anche nomi noti che fanno di quegli strafalcioni. Questa, invece, una lingua bellissima, musicale e una storia, quella di Mario detto Ciclone, che ti rimette in circolo la vita, la tua, ma pure quella che non ti appartiene, proprio la vita, e alla fine, nonostante tutti i successi di questo giovane artista e poi tutte le traversie dell'età matura, ti riconcili pure con la vita. Consigliatissimo!!!! Stupendo, da non perdere assolutamente. ho scoperto una grande scrittrice!!!

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    Erremme

    06/11/2015 18.39.45

    Non la conoscevo questa scrittrice. Sono entrato in libreria e mi ha colpito la copertina (bellissima!):un uomo enorme che tiene per mano una bambina simpatica. E poi vedo che è una foto di famiglia, la bambina è la scrittrice e l'omone suo padre. Leggo, in piedi in libreria, le informazioni sulla trama. Poi tutta la prima pagine e lo compro. Una rivelazione. Non ho mai scritto nulla sui libri che leggo, ma questo merita davvero perché è forse uno dei più belli che abbia letto negli ultimi anni (e leggo parecchio).Una storia d'amore struggente tra un padre e una figlia, un padre-mito perché bello, forte e alla fine pure un cantante e un attore famoso (anni 50/60) della nostra Italia che in questo romanzo fiume fa da sfondo e magnificamente. Una storia sui valori della famiglia e dell'amicizia. Un padre forte (fisicamente) e una figlia forte nell'anima che lo sa proteggere anche da bambina. Mi sono commosso tanto leggendo questo libro "musicale" in tutti i sensi. Sì, perché di musica si parla, ma è musica soprattutto nel leggerlo, perché questa bellissima che la Petri usa, proprio fa musica dentro le orecchie. Ho partecipato a ogni pagina, alla fine mi sembrava di starci proprio dentro a questo magnifico libro. Ora mi leggerò altri suoi libri. Sono andato a curiosare e pare siano belli altrettanto. Questo mi ha incantato. Ma come si fa a scrivere così bene? Tanta leggerezza in tanta profondità. Lo consiglio proprio. A me ha dato molte emozioni. Alla fine mi sono ritrovato pure a piangere. Bellissimo, lo consiglio davvero. Questo libro non si può perdere perché è davvero una rivelazione. Da leggere senz'altro. A non leggerlo si perde molto.

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    rosy

    26/10/2015 14.50.18

    Lo aspettavo da tanto questo libro, L'ho comprato il 22 fresco di stampa e l'ho divorato nonostante sia bello corposo. Si comincia e non si può smettere più, come non capita quasi mai (soprattutto con gli italiani). Libro profondo, intendo, avventuroso che attraverso la vita di un grande artista Mario Petri (il padre della scrittrice) ci fa scorrere davanti agli occhi 60 anni di vita nel nostro paese, dalla campagna Umbria del primo fascismo(1922 nascita di Mario detto poi Ciclone) fino al 1985, anno in cui muore. Un romanzo di amore filiale, e dunque un romanzo unico, perché sempre abbiamo letto romanzi di maternità (il suo bellissimo Ovunque io sia con il quale l'ho conosciuta) o di paternità, oppure romanzi in cui si parla di padri o madri che non ci sono più e con i quali si fanno i conti. Qui c'è un rapporto di amore-amicizia che commuove. Un romanzo potente, sontuoso, con una lingua bellissima che passa dall'arcaismo della campagna umbra alle grandi città in cui Mario canterà nei teatri più importanti. Un finale davvero sconvolgente, anche se la morte di Mario era scontata, ma una morte che lascia il segno in chi legge, pervasa sempre dell'amore della figlia che anche in quella circostanza trova il modo di tenerlo con sé, di congedarlo senza abbandonarlo, aiutandolo anche lì dove non potrebbe. Non dico altro perché la storia bellissima la lascio a chi lo leggerà. Consiglio questo libro vivamente, come uno dei più belli che abbia mai letto e che dovrò presto rileggere perché davvero l'ho divorato senza trovare pace.

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