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Colin Bruce

Traduttore: M. Poli
Collana: Scienza e idee
Anno edizione: 1997
Pagine: 332 p.
  • EAN: 9788870784749

scheda di Tozzi, M., L'Indice 1998, n. 5

Se vi fa orrore la matematica, ma non la logica, se alle dimostrazioni algebriche preferite l'argomentazione raffinata e la costruzione mentale per paradossi, questo è il libro per voi. Se poi siete appassionati dei racconti gialli di un tempo acquistate subito il libro di Colin Bruce e apprestatevi a divorarlo in pochissimo tempo. Del resto è noto che Holmes si considerava uno scienziato e che la sua risoluzione dei delitti e dei misteri era tutta imperniata su un metodo che può, a ragione, definirsi scientifico. La falsificazione - già baconiana e poi popperiana - è una delle regole di indagine di Holmes, quella che più di altre ci guiderà nella risoluzione dei paradossi della fisica, accompagnata dall'aria scanzonata di Bruce che sembra considerare relativamente bizzarra la ricostruzione del mondo naturale operata dai suoi colleghi scienziati. Non solo particelle elementari o forze di legame, ma anche gatti in amore e traiettorie di pallottole, mondi possibili e memoria dell'acqua - dove si svela l'impossibilità di dare un fondamento scientifico all'omeopatia -, riflesso attuale di una recente "querelle" su "Nature". Alla fine dei racconti ne sapremo di più su quante molecole dell'ultimo respiro di Giulio Cesare ognuno di noi inspira attualmente, avremo imparato che sono le rivoluzioni scientifiche a generare un incremento delle conoscenze (come si sente Kuhn...) e che, in fondo, il progresso scientifico dipende essenzialmente dalla pigrizia dell'uomo, e non dal suo sfrenato attivismo.

Recensioni dei clienti

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    Maurizio Froldi

    07/11/2001 23.07.54

    Il voto è un compromesso. Lo sherlockiano esperto di scienze troverà in questo libro il massimo della vita. Lo sherlockiano digiuno delle nozioni base della fisica non riuscirà a capire dove diavolo si agitano i suoi adorati protagonisti. Per il resto nulla da dire. Holmes e Watson sono loro, per cui l'ennesimo apocrifo da Conan Doyle è tecnicamnete riuscito.

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    Massimiliano

    23/11/2000 15.33.58

    Nel 1887 nasce il mitico personaggio ideato da Conan Doyle, Sherlock Holmes. Colin Bruce riprende i racconti del famoso investigatore privato e, questa volta, oltre all'esperienza investigativa, la scienza lo aiuta a risolvere i complessi casi che incontra insieme al suo fedelissimo amico Watson. E' proprio grazie alla formula di Einstein, alle teorie odulatoria e corpuscolare della luce, la gravitazione universale di Newton, e non solo, che Sherlock Holmes riesce a spiegare i dodici casi del libro. Colin Bruce, fisico inglese, vuole riproporre, in questo libro i rompicapi su cui si sono soffermati i più importanti scienziati di questi ultimi tre secoli. La bravura di questo scrittore è appunto presentare questi difficili problemi sottoforma di un vero racconto poliziesco.

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