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Steven Pressfield

Traduttore: S. Castoldi
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 394 p. , Brossura
  • EAN: 9788817016803

Recensioni dei clienti

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    disposablehero

    15/05/2013 12.06.23

    Valido ma non all'altezza di "Le porte di fuoco", tanto nello stile quanto nel costrutto.

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    claudio72

    27/04/2011 22.21.00

    ottimo libro, anche se le Porte di fuoco rimane inarrivabile,bella l'ambientazione e la trama, molto triste il finale, che ti lascia con un po' di amaro in bocca

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    Salvatore

    03/09/2010 17.03.52

    Superbo...secondo me il più bel libro di Pressfield insieme a Le porte di fuoco!

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    massimo

    25/04/2010 13.08.20

    Pressfield è sempre una garanzia. Racconta asciutte storie di guerra ambientate, nella maggior parte dei casi, nell'antica Grecia. Rende ottimamente situazioni ed emozioni, anche se in questo caso racconta una storia "minore", molto "vietnamita" di sangue e sudore, imboscate e stragi. Piccola guerra, quasi guerriglia, senza fanfare e stendardi al vento. Non grandi battaglie ma nemici crudeli e sfuggenti. Mettete una mimetica addosso ai fanti macedoni e un fucile d'assalto al posto della lancia corta (visto che la tradizionale sarissa in quel contesto era praticamente inutile) e avrete una storia dei giorni nostri.

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    andy63

    13/07/2009 14.13.11

    Semplicemente affascinante. Sembra di vivere a fianco e dentro l'anima di questi soldati macedoni nella realtà dei loro giorni in Afganistan. Non scontato nè banale.

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    memphe

    09/09/2008 17.16.33

    Bel libro, interessante e avvincente. Pressfield nn mi delude mai. Cmq il suo capolavoro resta "Le porte di fuoco".

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    mimmo

    07/09/2008 15.32.35

    Ovviamente anch'io ho letto "Le porte di fuoco" e chiaramente sarà difficile trovare un romanzo di pari livello a quello. Il soldato di Alessandro resta comunque una pietra miliare per comprendere a fondo sia l'esercito di Alessandro il Macedone e sia la difficoltà di chiunque di imporre una diversa cultura ad un popolo con il solo strumento delle armi. In sostanza quindi è un'ottima descrizione storica, la trama si rianima solo sul finale in cui si mette in evidenza la storia d'amore tra il soldato e Shinar. Di seguito il commento che ho messo sul mio blog: Bel personaggio Alessandro Magno, il mondo non sarebbe bastato a soddisfare il suo bisogno di conquiste. In questo romanzo Pressfield descrive la campagna afghana di Alessandro Magno dagli occhi di un soldato. Come al solito con una descrizione magistrale lo scrittore riesce a rendere benissimo l'idea della campagna e i sentimenti dei soldati. Il finale è tragico e raccontato con ottima enfasi. A voi le ultime parole: "La bellezza dell'Afghanistan risiede nella luce e nelle distanze. Il massiccio dell'Hindu Kush, lontano centocinquanta chilometri, sembra così vicino da poterlo toccare. Ma prima di arrivare laggiù, chicchi di grandine grossi come proiettili bersaglieranno il nostro bronzo e il nostro ferro; inondazioni trascineranno via uomini e cavalli che amiamo; il sole ci arrostirà come i mattoni dei diecimila villaggi di questo Paese. Siamo tanto felici di lasciarlo, quanto lo è lui di vederci andar via. Una volta lo deridevo il dio di Ash (di un afgano). Eppure ci ha sconfitti. Silenzioso, indifferente, inesorabile, il dio degli Afghani non concede nulla. Invano lo si invoca. Eppure egli protegge coloro che si proclamano suoi figli, che si strappano a forza di che vivere da questa terra arida e spietata. Sono arrivato a temerlo, il dio degli Afghani. E questo ha fatto di me un guerriero, proprio come loro".

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    dama

    25/12/2007 17.56.08

    Avevo letto Le porte di fuoco ed ero rimasta folgorata dalla capacità narrativa di questo autore che invece in questa prova mi ha profondamente deluso. Manca una bella storia da inserire sulla Storia. L'unico dato più interessante è qualche spunto storico sulla situazione militare dell'epoca in esame.

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