Sorgo rosso - Mo Yan - copertina

Sorgo rosso

Mo Yan

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 maggio 2014
Pagine: 476 p.
  • EAN: 9788806222154
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Scelto da IBS per la Libreria ideale perché leggere i grandi autori internazionali vuol dire aprire gli occhi sul mondo. Un romanzo epico nel quale le microstorie dei personaggi si srotolano insieme alla grande storia della Cina, tanto che viene da chiedersi chi sia il vero protagonista: gli uomini o la Cina? E poi la domanda è inutile, perché sono la stessa cosa.

La storia epica, grandiosa di questo capolavoro della letteratura cinese contemporanea, si staglia sullo sfondo degli sconfinati campi di sorgo «che in autunno scintillano come un mare di sangue». Dal banditismo degli anni Venti, alla cruenta invasione giapponese degli anni Trenta e Quaranta, fino al periodo che precedette la Rivoluzione culturale, Sorgo rosso racconta le avventure e gli amori del bandito Yu Zhan'ao e della sua famiglia, in un affresco che ritrae un intero popolo, tutto un Paese. Un Paese dalle campagne brulicanti di anime sperdute - contadini, soldati, monaci buddisti, maghi taoisti - in cui «un vento maschio spazza una terra femmina» e il sangue versato è «morbido e liscio come piume d'uccelli».
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    11/03/2019 21:23:36

    Esteticamente non so trovare un difetto a Mo Yan, che per me è uno scrittore al di fuori e dunque al di sopra di tutte le manfrine su “Lo scrittore oggi”. Mo Yan scrive in maniera inconfondibilmente sua, innovativa senza darci peso, potrebbe aver scritto le sue opere mille anni fa, tanto si potranno leggere con immutato piacere tra altri mille anni e passa.

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    belfiore95

    09/03/2019 18:01:34

    È il secondo romanzo che leggo di Mo Yan. Il primo che ho letto "I Quarantun Colpi" mi aveva positivamente colpito per la varietà delle descrizioni e la ricchezza dei luoghi e dei personaggi. "Sorgo Rosso" invece mi ha lasciato un po' tiepido, nonostante il libro sia violento e sin troppo crudo. L'appendice critica inclusa nel libro parla di epopea, di epica di una regione della Cina, in cui il tempo lineare del romanzo può anche farsi benedire. Il libro si lascia seguire ma ciò che ti lascia non è una storia compiuta, un finale preciso ma sono tanti frammenti crudi così come si ricorda una scena epica. Personalmente comprendo questa visione, ma nel concreto ciò che mi era piaciuto nell'altro romanzo di Mo Yan che ho letto, qui mi è risultato meno incisivo, resta però il fatto che è un ottimo prosatore.

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    Federico

    20/09/2018 14:15:58

    Un libro non di facile lettura ma molto bello. Una storia intricata che a me ha ricordato molto cent anni di solitudine. Scene splatter molto suggestive

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    Andrea

    16/09/2018 18:07:15

    Un romanzo grandioso, crudo e bellissimo. Da leggere.

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    Nihil

    15/03/2018 08:52:06

    anche questa grande storia di eroi e vittime, scritto in modo coinvolgente, forse troppo ripetitivo con le descrizioni "sanguigne".

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    Laura

    13/03/2018 13:50:20

    Bellissimo

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    Vladimir

    21/08/2017 17:11:54

    Certamente uno dei romanzi più crudi e meglio scritti che abbia mai letto.

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    Manuela

    16/06/2017 10:52:44

    Romanzo dai tratti molto cruenti, volutamente angoscianti,ma reali. La lettura non sempre risulta scorrevole: non ci si rilassa mai, si sa, abbiamo tra le mani un Nobel e dobbiamo affrontarlo con l'adeguata consapevolezza. Va gustato poco a poco. non divorato...

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    Annarita

    18/02/2016 23:16:41

    Difficile valutare questo romanzo. La scelta di intercalare i tempi della storia rende la lettura non scorrevole, aggravata anche dal fatto che l'autore si riferisce raramente ai personaggi chiamandoli per nome ma preferisce piuttosto indicare il legame di parentela, lasciando al lettore lo sforzo di collocarli nel quadro narrativo. Eppure questo romanzo ha una grande forza descrittiva ed evocativa. E' forte e crudo e allo stesso tempo ricco di fantasia e di immagini mitiche. Racconta di un tempo relativamente recente ma l'impressione è di leggere le avventure epiche di un'era buia, lontana e magica. Le immagini sono vivide e veramente efficaci, l'atmosfera pulp, i personaggi tenaci e forti di quella forza che è innata nelle antiche società rurali, schietti, ingenui e al tempo stesso banditi navigati e crudeli. Protagonista del libro, al pari degli uomini e delle donne, è il sorgo nelle sue molteplici vesti e funzioni, alimento, nascondiglio, campo di battaglia e giaciglio, sempre rappresentato in maniera mirabile al punto di renderlo presenza viva e parte attiva nella storia.

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    Marco

    15/10/2014 22:22:22

    Sono stato in Cina per lavoro alcuni mesi fa, per lavoro. In questo libro ho ritrovato i visi, i nomi ed il carattere giocoso, fiero e ruspante dei cinesi che ho conosciuto. Una storia molto forte che appassiona e respinge allo stesso tempo. Alla fine del libro ho avuto la sensazione di aver compiuto un viaggio straordinario, come se fossi sopravvissuto ad una battaglia feroce in compagnia del bandito protagonista e di tutti i personaggi di questa storia emozionante. Un'esperienza di vita.

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  • Mo Yan Cover

    Pseudonimo dello scrittore cinese Guan Moye.Mo Yan significa, «colui che non vuole parlare» ed è una sorta di risposta scherzosa alla nonna che lo zittiva sempre.Fondatore del movimento letterario «Ricerca delle radici», è considerato il più rilevante scrittore cinese contemporaneo. Dalla sua scrittura evocativa e potente emerge l’anima senza tempo della grande civiltà cinese, impregnata di poesia, di violenza, di sentimenti primigeni.Mo Yan, originario di Gaomi nella provincia dello Shandong, nasce da una famiglia numerosa di contadini poveri e, dopo aver terminato i cinque anni delle scuole elementari, smette di studiare. In principio porta al pascolo mucche e pecore e i suoi rapporti con questi animali sono più frequenti di... Approfondisci
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