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Marco Malvaldi

Collana: La memoria
Anno edizione: 2014
Pagine: 208 p. , Brossura

84° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838932281
Usato su Libraccio.it € 7,02

Da queste parti, cioè nella zona di Pineta, una ridente cittadina sul litorale toscano, quando si vuole conferire alle affermazioni più vaghe il carattere di verità assoluta, si parla sempre all’impersonale: “dice”. Ovvero in italiano corretto: “si dice”. Sul vocabolario questa affermazione viene spiegata in questo modo: “più di una persona lo riporta”. Ma al BarLume il termine “dice” ha tutto un altro significato: “ecco spiegato com’è la faccenda”. Questione di lessico, piccole sfumature di significato. Del resto siamo in un posto in cui il massimo grado di fiducia che l’interlocutore può accordare al tuo racconto è dato dall’espressione “pol’esse”… Benvenuti in Toscana, ovvero nella patria del dubbio.
Basta soggiornare cinque minuti al bancone del BarLume, magari per sorseggiare un buon cappuccino del barrista Massimo, o un centrifugato dietetico ed energetico dell’avvenente cameriera Tiziana, per capire che in quel posto non c’è bisogno di acquistare i giornali locali. Ci pensano i vecchietti, Aldo, Ampelio, Gino e Pilade, una tribù stanziale di giocatori di briscola, ad informare tutti su quello che succede in paese… e anche su quello che non succede. Il loro metodo di indagine e di diffusione delle informazioni, che si potrebbe definire ipotetico-deduttivo-inventivo, è talmente insensato e controproducente che nella maggior parte dei casi genera una serie di eventi nefasti a catena, compresi decessi e custodie cautelari in carcere. Eppure, con buona pace di Massimo, nel tempo sono riusciti a conquistare, non diciamo la fiducia, ma quanto meno la simpatia della giovane commissaria Alice Martelli che, nel retro della BarLume, dà lezioni di biliardo a tutti ma, soprattutto, raccoglie indizi per risolvere l’ultimo caso di cronaca che sta facendo chiacchierare tutto il paese.
Questa volta tutta l’attenzione si concentra su una coppia di coniugi, anzi di ex coniugi visto che hanno divorziato per motivi fiscali, che dall’Umbria si sono trasferiti a Pineta per aprire un agriturismo. A quanto pare da qualche giorno la moglie, Vanessa Benedetti, è scomparsa. Nel senso che gli ospiti tedeschi dell’agriturismo non l’hanno più vista, mentre nel cuore della notte qualcun altro, non meglio identificato, avrebbe visto l’auto di suo marito accostare sull’argine di un fiume. Infine, la prova principe che dà avvio ai sospetti dei vecchietti, è la predizione, in diretta su una tv locale, del mago Atlante il Luminoso, il quale conferma che la donna è stata gettata in un dirupo. Il materiale per azionare la macchina da guerra speculativa dei vecchietti è sufficiente. L’assassino è il marito, ovvio. A nulla servono le raccomandazioni alla prudenza della commissaria, che ancora non ha ricevuto nessuna denuncia di scomparsa, non ha trovato nessun cadavere e, di conseguenza, non ha avviato nessuna indagine.
Gli ingredienti, tutti decisamente genuini, per imbastire il nuovo episodio della divertente serie del BarLume, sono tutti qui. Un linguaggio più che dialettale, colorito, tratto dalla vita quotidiana e degno della migliore commedia all’italiana, una trama accattivante in cui la ricerca dell’assassino sfuma nella descrizione di luoghi e personaggi, e infine una serie di caratteri che appaiono sempre più delineati e complessi mano a mano che si procede nel racconto. In questo episodio assistiamo al gradito ritorno dietro al bancone del bar di Tiziana, ma anche al riscatto del personaggio di Aldo, che da quarto giocatore di briscola, diventa socio di Massimo in una nuova attività, il ristorante Bocacito. E poi, naturalmente, c’è la bella commissaria Alice Martelli, che per ora per Massimo è solo una simpatia.. Ma, come sappiamo bene, a volte una simpatia può far parlare tutto il paese.

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    nanni

    04/05/2016 17.55.30

    Nonostante che resti una lettura piacevole in generale, quest'ultimo romanza è mi è piaciuto meno. Probabilmente il filone è divenuto un po' ripetitivo per aver ricalcato gli stessi schemi e i personaggi non hanno più la vivacità derivante dall'originalità. Credo che la votazione sia un po' più bassa del dovuto per un po' di delusione rispetto alle aspettative.

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    Giacomo Bellini

    20/11/2015 10.29.23

    Non condivido i giudizi negativi. Malvaldi è abile a rendere ancora vivo il mondo di Pineta, con i quattro vecchietti e il barista Massimo. Il giallo nei suoi romanzi non ha mai avuto grandi pretese, si tratta di un romanzo simpatico da leggere, e ci riesce benissimo. E' positivo peraltro che lo scrittore non si fossilizzi solo su questi personaggi, ma scriva anche altri romanzi (particolarmente interessanti i gialli storici). Fenomenale come si destreggia con il dialetto toscano.

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    Susanna

    07/11/2015 12.15.12

    Sempre deliziosi i portatori di protesi del bar Lume, sempre acuto e divertente il barrista Massimo. Un libro piacevolissimo

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    patrizia b.

    01/09/2015 12.06.39

    Aggiungere un'altra recensione dopo trentaquattro mi sembrava inutile, però perché non dire anche la mia? Piattissimo nella prima metà, si risveglia un poco nella seconda parte, solo per lo svolgimento della storia e crcare di capire fra le curve gaussiane ed altri matematicismi com'è che si arriva alla soluzione, che però si capiva in anticipo. Forse un poco di riposo occorre, come a tanti altri scrittori che scrivono in serie (cito, ad esempio, De Giovanni, Gazzola ed altri che mi sono rifiutata di leggere per la seconda volta). Chiedo scusa a Marco Malvaldi, perché lui è davvero simpatico.

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    Valentina

    02/08/2015 11.24.43

    Do voto pieno perché questo é il primo libro di Malvaldi che leggo e per me è stato moooolto bello. Le battute fantastiche e i quattro vecchietti con la commissaria sono uno spasso, per non parlare dello strano Atlante il Luminoso che nel corso del libro viene rinominato svariate volte con dei nomi improbabili!!! Consigliato di tutto cuore, un gialletto a cuor leggero!!

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    archipic

    20/05/2015 18.51.41

    Gli ingredienti ci sono tutti; sempre i soliti, qualcuno potrebbe dire, ma sono quelli per cui si torna a leggere un nuovo episodio del Bar Lume. L'ho trovato godibilissimo e dal punto di vista dei dialoghi ho notato un certo miglioramento nello stile. La trama è solo un pretesto per far ingranare la macchina, che questa volta mi pare che scorra meglio di prima. A me è piaciuto molto.

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    TG

    17/04/2015 14.23.54

    Dò un voto medio a questo libro,nonostante ,gli ottimi giudizi dei precedenti! Il racconto nonostante i soliti simpatici protagonisti,non è all'altezza dei precedenti! In certi punti quasi noioso e ripetitivo.

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    luciano

    05/04/2015 22.58.35

    I quattro vecchietti, Ampelio, Pilade, Gino e Aldo, sono dei simpatici impiccioni che si fanno " i 'azzi di vell'altri"; le battute di Massimo, nipote di Ampelio e gestore del BarLume, sono molto divertenti. Nonostante questo il racconto non mi convince, va a strappi, ogni tanto si inceppa e non è bene oliato, per cui la lettura non è piacevole così come lo era stata nei primi racconti.

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    giuseppe

    13/03/2015 15.59.03

    Credo che l'originalità dei primi libri abbia lasciato ormai spazio ad un esercizio letterario decisamente mal svolto. Anche la schiettezza dell'ambientazione toscana non riesce più a risollevare l'andamento "piatto" del libro. Da NON leggere.

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    Paolo Pallanti

    23/02/2015 16.52.50

    Forse adoro troppo Malvaldi e i suoi personaggi per darne un giudizio equilibrato. Sicuramente mi piace il contesto dei fatti, la semplicità delle vite dei protagonisti, il ritmo mai ossessivo del racconto. Mi piace anche quel sano e graduale innamoramento tra Massimo e la nuova commissaria; mai volgare, tenero, così cerebrale da sembrare impossibile al giorno d'oggi. Un tuffo in un mare di tranquillità nonostante i fatti di cronaca nera, tutto sommato quasi superflui. Continua a piacermi ed a concedermi qualche ora di sana e spensierata leggerezza.

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    tom

    31/01/2015 22.54.16

    Questo nuovo capitolo della saga di Malvaldi mi ha piuttosto deluso. La trama è artificiosa e poco convincente, trovo l'uso del dialetto quando è eccessivo un po' stancante (anche quando è il mio) e questo innamoramento barista-colto-genio della matematica con poliziotta figa-colta-superintelligente molto banale.

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    Arya

    19/01/2015 12.05.26

    Adoro questo romanzo come gli altri, i vecchietti sono sempre brillanti, la trama non è per nulla scontata, fare un giro nel cervello di Massimo Viviani è sempre una bella esperienza, e soprattutto non vedo l'ora di leggere ancora di loro.

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    Kwadwo

    09/01/2015 09.02.01

    Ci siamo: Capolinea, si scende!!! Questo ultimo libro certifica che per il Bar Lume è arrivata l'ora di abbassare la serranda... Scritto con puro mestiere, e sicuramente per onorare un lauto contratto, quest'ultimo romanzo non si può nemmeno accostare ai primi tre della serie. Massimo, i vecchietti, la barrista... personaggi, situazioni e dialoghi ormai già visti e sentiti. Come già detto Adieu caro Marco Malvaldi.

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    Alessandro Giaconi

    29/12/2014 14.41.24

    Che delusione! Delle storie frizzanti dei vecchietti del Bar Lume, pare non essere rimasto quasi niente. Dei dialoghi conditi dal feroce umorismo toscano dei primi romanzi non c'è traccia. Sembra quasi che Malvaldi vada avanti per forza d'inerzia e senza alcuna ispirazione. Lo stesso barista Massimo pare un altro. Per non parlare della trama. Di giallo in questo romanzo non c'è niente. La cosa migliore è la struggente dedica del libro al grande Carlo Monni. Forza Malvaldi riprenditi.

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    zia dahlia

    25/12/2014 18.53.53

    Dialoghi scoppiettanti, una galleria di personaggi per niente scontata, interessanti riferimenti alla fisica e alle scienze matematiche,insomma, il mondo del BarLume rappresenta sempre un'oasi divertente e di evasione. Consigliatissimo.

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    NADIA3

    22/12/2014 12.44.24

    I libri di Malvaldi si leggono solo per i dialoghi tra i personaggi, che sono molto simpatici, e che adesso mi sembrano meglio caratterizzati dal dialetto toscano e quindi ancora più godibili. La storiellina è molto scarna e di giallo non ha niente, forse oltre che puntare sui battibecchi, l'autore potrebbe provare ad imbastire delle trame un po' più articolate che farebbero fare sicuramente un bel salto di qualità alla narrazione e anche a noi lettori.

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    Lina

    14/12/2014 19.47.49

    è innegabile che chi ama Malvaldi adora soprattutto i suoi personaggi e la sua ironia. ovviamente i veri "gialli" sono altri...

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    lino

    03/12/2014 21.21.58

    Probabilmente il libro meno entusiasmante di Malvaldi. La trama in se è abbastanza noiosa e nonostante un finale incerto fino all'ultimo, non mi ha mai tenuto veramente incollato al libro! Per contro, si confermano molto buoni le descrizione e i dialoghi dei protagonisti!

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    Alessandro

    23/11/2014 23.20.30

    Primo libro che leggo di Malvaldi. Storia banale e piatta.

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    Giuliano

    22/11/2014 14.53.34

    Inferiore agli altri precedenti della serie ma comunque più che dignitoso; affrettato il finale. Come giallo lascia il tempo che trova, Malvaldi non è né la Christie né Ellery Quinn.La scrittura è sempre comunque scorrevole e si lascia leggere volentieri. Unico appunto: squadra vincente non si tocca, Maigret ha sempre avuto le sue pipe, una moglie anonima ed i soliti collaboratori collaudati, Poirot al massimo aveva Hastings, ma le loro vite private sono sempre state un punto fermo mai variato col proseguimento degli anni; l'inserimento di nuovi personaggi in questo libro, la nuova commissaria e Marchino, che stante le premesse pare diventeranno punti fermi delle prossime puntate, fanno pensare a sviluppi che privilegeranno le "storie" personali rispetto all'intreccio del giallo stesso, e questo per me è un male perché i personaggi tenderanno a prenderti la mano e non saranno più gialli ma saghe.

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