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Caterina Bonvicini

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2016
Pagine: 196 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811689041

Tutte le donne della vita di Vittorio si ritrovano allo stesso tavolo alla vigilia di Natale. Moglie, ex moglie, madre, sorella, figlia adulta e figlia adolescente, amante: tutte lo stanno aspettando impazienti, sperando che non ritardi come al solito, facendo scuocere la cena. Mandare avanti il risotto o aspettare ancora? A sciogliere ogni dubbio ci pensa Vittorio, che si fa vivo con uno scarno messaggio, informando le sue donne che starà via per un po’, prendendosi “un anno sabbatico dalla vita” (p. 27), lontano da tutto ma, soprattutto, lontano da tutte loro. E ora? In un clima tragi-comico, si accende il dibattito tra chi immagina una fine drammatica e vuole avvertire i carabinieri, e chi più diplomaticamente accetta questa scelta, sapendo che Vittorio ha i suoi limiti, e che piuttosto che affrontare una situazione preferisce darsi alla fuga.

La vita di ognuna di queste donne sembra ruotare intorno a Vittorio, tanto che al momento della sua fuga tutte si ritrovano spiazzate e sperdute. Lo scrittore Vittorio Fumagalli, “il Vittorio”, è il centro di un universo attorno al quale gravitano queste donne, unite tra di loro in rapporti fatti di conflitti, incomprensioni, piccole cattiverie, maldicenze e gelosie. La scomparsa di Vittorio spinge le protagoniste a ritrovare se stesse, portandole a ridefinire i legami del gruppo. Costrette ad appoggiarsi l’una all’altra, nasce inaspettatamente tra di loro una grande solidarietà che determinerà, mese dopo mese, il consolidarsi di una forte un’alleanza tutta al femminile. Le protagoniste imparano a guardare le cose in un modo diverso, ridendo insieme dei difetti di Vittorio, godendo dei benefici dell’amicizia e di un’inattesa libertà: “Da quando è stata dichiarata l’assenza – Vittorio non c’è! Non c’è! – non solo abbiamo smesso di aspettare, ma anche di litigare. In fondo l’attesa era più logorante le estati precedenti. Intorno all’arrivo di Vittorio – che veniva sempre posticipato, con una scusa o con un’altra – a quanto pare si concentrava tutta la tensione. Adesso sembriamo liberate da ogni aspettativa, meno dipendenti sia dal passato che dal futuro. Addirittura capaci di goderci una giornata.” (p. 155).

Commedia ironica, divertente, intelligente e caustica: Tutte le donne di è un libro molto coinvolgente, scritto con uno stile fluido e maturo, con arguzia ed eleganza. In ogni capitolo ci parla una di queste sette donne, ci permette di entrare nella sua vita, condividendo con noi desideri, paure, sogni, frustrazioni. Caterina Bonvicini sa immedesimarsi completamente in tutte le sue protagoniste femminili, cambiando il linguaggio, assumendo un punto di vista diverso sia nello sguardo verso le altre persone che verso la città, Milano, l’ottava protagonista femminile, raccontata e vissuta in tutte le sue affascinanti contraddizioni da questa borghesia snob e modaiola.

Romanzo breve ma di grande impatto, Tutte le donne di parla dell’amore e della sua assenza, parla di famiglia e di libertà, mettendo chiaramente in luce quante imposizioni gravino sulla nostra libertà personale, siano esse determinate dai rapporti familiari o dalle convenzioni della società. Divertente, brillante ed intrigante: un romanzo capace di stupirci pagina dopo pagina, fino ad un finale spiazzante e d’effetto che vi farà, c’è da scommetterci, simpatizzare almeno un po’ per Vittorio!

Recensione di Chiara Barra

Recensioni dei clienti

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    Sara

    07/05/2016 17.08.16

    Nonostante le recensioni positive questo libro non mi ha fatto impazzire. O meglio, e' scritto benissimo, i personaggi sono caratterizzati molto bene, solo che in tutta sincerita' nn mi ha coinvolto e ho fatto fatica a terminarlo. Il tanto acclamato colpo di scena finale non mi ha stupito particolarmente. In generale ho trovato i personaggi talmente tristi e soli che anche quando poi le loro storie si sono intrecciate ho faticato a empatizzare con i loro sentimenti e le loro storie. Insomma un libro perfetto x quanto riguarda lo stile, il lessico e la forma ma che nn mi e' proprio piaciuto come trama. Che peccato.

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