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Hanif Kureishi

Traduttore: A. Silvestri
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2013
Pagine: 302 p. , Brossura
  • EAN: 9788845270918
  Il nuovo romanzo di Hanif Kureishi va a indagare il senso della scrittura, della biografia, dei fantasmi della memoria, e di come sia possibile plasmare, costruire o manipolare il senso della vita attraverso la materia verbale. Harry, un giovane scrittore, riceve l'incarico di scrivere la biografia di un famoso romanziere e saggista di origine indiana, Mamoon, il quale si è rifugiato con l'eccentrica moglie italiana Liana nella pigra campagna inglese. Il compito di Harry si tramuta gradualmente in una sorta di viaggio nelle pieghe della vita dello scrittore indiano, soprattutto alla ricerca dei suoi amori, attraverso diari, ricordi, sentimenti, ma parallelamente per il giovane biografo funziona anche da espediente per una profonda meta-riflessione sul proprio lavoro e sulla propria esistenza, nonché sui rapporti con il padre (psichiatra) e con l'algida moglie Alice. La storia si dipana sullo sfondo dell'etica della scrittura, cioè se e in quale misura lo scrittore/autore (i piani narrativi e metanarrativi sottilmente si confondono) è autorizzato a ricostruire una vita "altrui", e quali confini sia importante rispettare o valicare. Mamoon stesso, parlando con il suo biografo, afferma di apprezzare "l'idea di diventare un'opera di fantasia". Harry sviluppa un interesse ossessivo per Mamoon e viene progressivamente fagocitato dal suo magma di ricordi, sogni e misteri, ma allo stesso tempo vede frantumarsi la propria esistenza, prima con una relazione clandestina con Julia, la domestica tuttofare di Mamoon, e poi con la fine del matrimonio con Alice, che nel frattempo diventa madre. Al di là della battuta brillante, inserita quasi come un aforisma, e del taglio talvolta teatrale, il romanzo è sottilmente percorso da fantasmi (spesso personaggi femminili, come l'ex moglie di Mamoon, morta suicida, o la madre di Harry, che a un certo punto abbandona la famiglia) e da profonde inquietudini che ammantano tutti i temi kureishiani, già affrontati nella sua articolata produzione che include romanzi, racconti, testi teatrali, film (l'amore e la sessualità, i rapporti familiari impossibili, la dimensione psicologica), in classica contrapposizione fra ambiente rurale (visto anche con tonalità di degrado e corruzione) e metropolitano (una Londra dinamica e multiculturale). Vi sono anche un paio di parentesi d'oltremare, quando Harry va dapprima in India per conoscere la famiglia del grande artista, e poi in America per parlare con Marion, una sua vecchia fiamma, "colombiana di madre ebrea inglese", con cui visse insieme per parecchio tempo per poi lasciarla frettolosamente. Nel primo caso, il giovane "sentì dire a vari anziani che Mamoon non era mai stato un 'vero' indiano, e che era alienato nel subcontinente tanto quanto lo sarebbe stato in Inghilterra", e qui come in altre parti il testo forse suggerisce un'identificazione di Mamoon con V. S. Naipaul. Il romanzo non rappresenta una svolta nell'opera di Kureishi, ma bisogna riconoscergli la raffinata capacità di introspezione nella mente dei suoi personaggi: decadenti, grotteschi, seducenti e un po' folli, come il mondo in cui vivono e viviamo.   Esterino Adami  

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    Carla

    22/07/2014 13.25.27

    Ma l'ha scritto Kureishi, così attento ai moti dell'animo in "Nell'intimità"? Sconnesso. Superficiale. Giovinezza. Morte. Bilanci. Sesso. Vita. Tutto appena accennato e neanche ben descritto. C'e davvero di meglio. Non consigliato.

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    Alberto

    27/01/2014 14.24.00

    Romanzo superfluo, costruito su una storia che non riesce mai a svilupparsi. Null'altro che una frammentaria e imbarazzante carrellata di personaggi, tutti pateticamente caricaturali e sopra le righe. Nessun dramma, nessuna commedia, forse una inconsapevole farsa. Sconsigliatissimo soprattutto a chi avesse apprezzato "il Buddha delle periferie"

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    Federica

    04/11/2013 19.47.18

    Il ritorno di Kureishi è davvero sorprendente! Un grande romanzo all'insegna degli intrighi sessuali, ambientato nella lussuosa casa di campagna di Momoon, anziano scrittore indiano in odore di Nobel. Henry, il protagonista, è lo scrittore incaricato di scrivere la sua biografia. Pieno di battute, come sempre in Kureishi, e di leggerezza, ma anche di piccole grandi riflessioni sulla vita, la vecciaia, la morte, la passione, la fedeltà. Da leggere.

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