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Alessandra Sarchi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 271 p. , Brossura
  • EAN: 9788806207076
  Violazione racconta una storia attuale, perché tratta di speculazioni edilizie, disastri ambientali, amministrazioni corrotte e sfruttamento degli immigrati clandestini. Ma, oltre al tema trattato, che pure è importante, Violazione è anche un libro scritto bene: senza sciatterie, senza frasi fatte o aggettivazioni inutili, senza anacoluti spacciati per trovate sperimentali. La frase è precisa, non definisce uno scenario mentale (come nella prosa di Calvino), ma cerca la lettera fisica del testo: chi racconta, e chi legge, rivive l'esperienza che sta dentro alle parole (un esempio: "Stare in attesa, dietro una porta, è come farsi escludere due volte: dai medici e da qualunque cosa stia avvenendo dall'altra parte, vita o morte che sia"; la scena è il dispositivo formale prevalente, e Sarchi è un'ottima costruttrice di scene, come già nel primo libro di racconti, Segni sottili e clandestini, pubblicato nel 2008 da Diabasis). Passando poi alla capacità di costruire un racconto, quel che riguarda il lavoro di taglio, la costruzione del punto di vista e la trama, colpisce anzitutto la scelta di ambientare una storia di abusivismo e vandalismo ambientale, praticamente la storia contemporanea dell'Italia, proprio nel luogo fisico e sociale che più disturba il nostro civile buon senso, perché Violazione non è ambientato a Scampia, o in Sicilia, o nei quartieri dormitorio della periferia di Milano, per nominare i riferimenti più abituali della geografia benpensante, ma in Emilia, nel cuore dell'Italia più efficiente, nella patria della solidarietà e del rispetto delle regole (e, storicamente, con merito). Eppure anche qui il patto di civiltà e il senso dello stato sono saltati, e proprio qui allora ha senso raccontare, guardare. Senza gli anticorpi del moralismo, ovvero senza un plot rassicurante che attraverso le antitesi proceda verso la sintesi. Il racconto – che si apre e si chiude con due soliloqui in notturna − costruisce, attraverso due famiglie di personaggi che si contrappongono, un sistema di reciproche smentite da cui alla fine nessuno esce davvero incolpevole. Rispetto alla possibilità di un reale ritorno in contatto con l'ambiente, con la terra, l'estetica della campagna reinventata dai cittadini new age della domenica (in pagine davvero divertenti) non è poi molto meno artefatta ed estranea alla natura (la natura vera: con risonanze leopardiane e zanzottiane) di quella di chi devia i letti dei fiumi o distrugge una vallata per costruirci un campo da golf. Violazione è un romanzo pieno di personaggi che entrano in scena risvegliandosi, riemergendo da un sonno abitato dall'indistinto della coscienza e delle forme (le prime pagine del libro sono tra le più belle della narrativa contemporanea); a vari livelli – tematico, narrativo, temporale, etico – il romanzo riflette e fa riflettere continuamente sugli stati di soglia e sul senso del limite. Il concetto di disponibilità illimitata attribuito dagli esseri umani alla natura ha fatto credere a un tutto che adesso è giunto al termine, e resta una feroce bugia. Un po' come in certi racconti di Flannery O' Connor. Daniela Brogi

Il romanzo d’esordio di Alessandra Sarchi è articolato in tre sezioni: Il mondo, La casa, La frana e si costruisce sull’innesto di tre storie differenti che hanno come protagonisti rispettivamente Primo e Genny Draghi, Natasha, la loro domestica rumena, e suo figlio Jon; Alberto e Linda.
Linda e Alberto sono sposati, hanno due figli, vivono in pieno centro a Bologna ma sono stanchi della città; da anni cercano una casa in campagna e tuttavia non troppo isolata. Si imbattono casualmente nell’annuncio di un privato, proprietario di una tenuta immersa nel verde a sei chilometri dalla città. Fissano un appuntamento per vistare la casa. Tutto funziona alla perfezione: nessuna falla sembra intaccare il microcosmo della tenuta I Cinque Pini, eppure Linda e Alberto restano perplessi di fronte a tanta armonia domestica, all’immensa azienda agricola, agli allevamenti e colture biologiche costruiti in così pochi anni…
Jon, figlio di Natasha, è da poco arrivato in Italia, è clandestino. Sua madre ha ottenuto da Genny il permesso di tenerlo in casa in cambio di lavori domestici. Tuttavia egli non rappresenta il prototipo del ragazzo dell’est; al contrario, grazie alla sua natura intelligente e sveglia, si rende presto conto di alcune irregolarità.
Dopo alcuni accertamenti Alberto scopre che Primo ha urbanizzato un’area geologica protetta attuando una serie di abusi edilizi. Tuttavia decide, insieme alla moglie, di non rinunciare al proprio sogno: acquista la casa e si trasferisce in campagna, fino a che un evento luttuoso, l’ultima inaccettabile “violazione”, interverrà a sconvolgere irrimediabilmente la vita di tutti.
Alessandra Sarchi delinea, sin dall’attacco, la personalità di un uomo spietato, di un arrivista senza scrupoli, disposto a tutto pur di non rinunciare ai propri interessi personali, persino ad uccidere; ma racconta anche le dinamiche interne di una famiglia ‘normale’, o, ancora, una storia di emigrazione come tante. Così, attraverso il carattere dei personaggi e uno stile piano e raffinato, l’autrice mette in forma alcuni dei meccanismi che muovono la società contemporanea, in un contesto in cui violazione e abusi sembrano ormai appartenere al “dominio della norma”.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    nadia

    29/06/2015 17.20.09

    Il romanzo è ricco di spunti interessanti e l'autrice dà vita ad alcuni personaggi davvero ben caratterizzati, tuttavia a volte ho avuto l'impressione che gli argomenti affrontati fossero troppi: speculazione edilizia, handicap, clima, rapporti famigliari, immigrazione clandestina, omertà, morte... insomma, davvero tanta carne al fuoco! Forse troppa, visto che si tratta di un romanzo di neanche 300 pagine. Inoltre condivido l'opinione di chi ha osservato che talvolta la scrittura della Sarchi risulta un po' didascalica... si poteva tranquillamente procedere più sciolti e spediti, tralasciando spiegazioni inutili e dedicando magari una cura maggiore allo sviluppo di certi aspetti della vicenda (la figura di Vanessa, il passato di Jon...) che rimangono come in sospeso. Nel complesso resta un romanzo interessante, ma sicuramente non privo di limiti.

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    alida airaghi

    23/01/2014 07.25.44

    Alessandra Sarchi ha ideato un plot narrativo di indiscutibile interesse, che sfiora diverse e impegnative tematiche: rancori familiari e ambizioni di riscatto sociale, arrivismo e corruzione, sfruttamento dell'immigrazione e cementificazione delle campagne, abusi edilizi e compromessi politici. Ma la resa stilistica che ne deriva risulta piuttosto deludente. Il tono è spesso involontariamente didascalico, quasi che l'autrice si sentisse in dovere di spiegare al lettore vicende storiche, evoluzioni di costume, scoperte scientifiche, tesi filosofiche man mano che i protagonisti del romanzo si presentano sulla pagina con le loro specifiche professionalità e ideologie. Così della neurologa Linda veniamo a conoscere le ipotesi di studio sui "segnali intrasinaptici" e sulle scoperte di Mc Culloch e Pitts; di suo marito Alberto scopriamo che si tormenta sulla "dicotomia sviluppo umano-rispetto dell'ambiente", pronto tuttavia ad abdicare ai suoi ideali per opportunistici interessi di carriera; dal costruttore edile Primo Draghi, fedele al motto "urbanizzare e vendere", recepiamo formule di successo basate su un realistico buon senso capitalistico: e contemporaneamente veniamo catechizzati da allarmanti e fosche previsioni sul surriscaldamento terrestre, sullo smaltimento dei rifiuti tossici, sulla disumanizzazione della medicina, sulla corruzione morale scaltramente inoculata dai media nelle anime più indifese. Anche i dialoghi paiono del tutto costruiti e artefatti, con giardinieri che parlano come libri stampati, immigrati clandestini eloquenti, ragazzini insopportabilmente saccenti e poco credibili. Forse una vicenda ricca di stimoli e provocazioni come quella ideata da Alessandra Sarchi meritava un restyling maggiormente accurato, per evitare ingenue o noiose banalità che possono infastidire anche il lettore più bendisposto.

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    Elena

    11/03/2013 18.35.32

    molto bello questo romanzo dalla inappropriata copertina

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    marinella

    06/12/2012 12.28.24

    Una storia fatta di storie. Personaggi che cercano dentro di sé la Natura e sono spettatori, spesso impotenti, di quanto accade intorno. Una scrittura meravigliosa e poetica. Un bellissimo romanzo d'esordio. Brava, Alessandra!

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