Editore: Aìsara
Collana: Yakamoz
Anno edizione: 2010
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788861040496

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    Daniele Assereto

    27/06/2010 20:07:59

    Il passato torna sempre. E' questo che insegnano i libri di storia, anche se sono oramai un ricordo sopito nella memoria di anni perduti dietro uno squallido banco scolastico. E' a questo che la memoria e lo studio dovrebbero mirare, quando si decide di dedicare l'esistenza al miglioramento di noi stessi. E' questo che alcuni temono più della falce che sappiamo presto o tardi cadrà dal cielo privandoci di tutte le piccole certezze quotidiane. Il passato torna sempre. C'è chi lo evita, chi lo teme, chi lo sa affrontare, chi ne ride con disprezzo, chi lo ignora fino a quell'istante in cui sarà troppo tardi per tornare indietro. C'è chi alza le spalle nella convinzione di poter crescere anche senza imparare, quando invece decresce fino a quella retta orizzontale il cui limite ultimo è la dissolvenza eterna. C'è chi lo ammira al punto tale da impedire al proprio corpo di andare avanti, oramai perso nelle illusioni che quello che è passato non ritornerà e nella convinzione che i magici momenti svaniti sono il massimo a cui potrà mai giungere. C'è chi lo patisce, chi lo vorrebbe dimenticare, chi lo chiama amico e assolutore. E poi c'è chi al passato dedica un libro. Prendete una persona che vi ha segnato nel profondo, e confinatela in una pagina bianca. Prendete una persona che vi ha lasciato cicatrici indelebili, che non svaniranno come per incanto al sorgere della luna nuova. Prendete una persona che si colma talmente di boria per il solo essere stata, e iniziate a sillabarla. Lettera dopo lettera, frase dopo frase, le parole andranno a comporre versi che cadranno come incudini su quel passato che non si può e non si deve cancellare, su quel passato che torna sempre ma che ha avuto il solo fine di renderci quello che siamo adesso, e che quindi al suo comparire nuovamente non si troverà di fronte il medesimo carattere di qualche anno fa. Il passato torna sempre. E Chiara Daino l'ha attaccato al muro.

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    michele mobili

    23/06/2010 13:07:06

    vivisezioni e pugni nello stomaco, nello stile non facile della Daino. poesia di vita, sfondo del palcoscenico quotidiano, svelato in un libro denso di attimi sublimi.

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