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Italo Calvino

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 5
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: XLV-92 p., Brossura
  • EAN: 9788804667896
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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ....

    19/02/2016 13.32.08

    Non avessi avuto grandi aspettative, forse l'avrei apprezzato di più.

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    Cristiano Cant

    08/09/2015 08.24.39

    L'inganno di una perfezione monca, l'illusione che il germoglio malvagio possa dirigere, ordinare e muovere i gesti migliori, la gioventù come un assoluto eroico che dirige l'azione, l' incompletezza come tema perfetto a cui ognuno dovrebbe ispirarsi.Medardo, il dimezzato, dirà al nipote:"Se mai diventerai metà di te stesso, e te lo auguro, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi.Avrai perso metà di te e del mondo,ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa, perchè bellezza e sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che è fatto a brani.Potesse ognuno uscire dalla sua ottusa e ignorante interezza".Finchè l'esperienza,lentamente,lavorerà nelle grotte dell'animo come un minatore paziente e via via lascerà affiorare il lato in ombra di quella condizione, la carenza assetata che libera i suoi lamenti.Il bene che sfonda quei cuori duri come portoni di bronzo inizia a penetrare nel troncone rimasto e lo rigenera, lo completa, lo salva nell'amorevole volto di una pastorella.E' il colpo d'ala fiabesco che Calvino sa maneggiare con grandezza ineguagliata, il giro di manubrio che sovverte ogni pensiero deciso.Pamela è l'incastro che pareggerà quel corpo crudele e darà a Medardo la coscienza del proprio spirito mutilato, dei limiti di un cuore cupo; l'amore veste la mutilazione, riallinea i sensi, completa le parti.Senza tuttavia spegnere il male, che urlerà sempre le proprie ragioni fino ai momenti più alti di condivisione,fino all'altare.E ancora una volta, geniale trovata,sarà il duello fra le due vite a ristabilire l'ordine,le risse di un mosaico a due lati che finalmente respirano fraterne. "Così mio zio ritornò uomo intero, né cattivo né buono, un miscuglio di cattiveria e bontà. Ma aveva l'esperienza dell'una e dell'altra metà rifuse insieme, perciò doveva essere ben saggio".Ma forse la sola verità nascosta è nella chiusa che ci dona l'autore:"Alle volte uno si crede incompleto e invece è soltanto giovane".Capolavoro.

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    moreno

    14/05/2015 22.06.35

    Appena terminato di leggerlo: credo che d'ora in poi avrò qualche difficoltà a leggere qualcosa che non sia "il visconte dimezzato". E mi dispiaccio di averlo fatto solo così tardi. Una fantastica (di nome e di fatto) storia che, frutto di un affascinante, potente, efficace e raro potere immaginifico, si dipana con egual trasporto tra violenze e tenerezze di pari intensità.

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    Francesca

    14/09/2014 11.21.51

    Parla di un visconte di nome Medardo che si trovava in guerra contro i turchi; un giorno viene colpito da una cannonata che gli taglia metà corpo. Si salva e quando torna a casa diventa cattivo. Chiunque lo incontrava si nascondeva per sottrarsi alle sue cattiverie. Questo libro l'ho trovato un po' noioso e sinceramente consiglierei qualche altra lettura.

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    Mattia Benini

    07/09/2014 18.18.35

    La storia narra di un visconte il cui nome è Medardo che si arruola in guerra. Durante una battaglia viene colpito da una palla di cannone che lo taglia a metá. Nonostante la ferita riesce a sopravvivere.Quando torna dalla guerra il visconte diventa cattivo e quindi brucia le case, nasconde i bambini nel bosco e tutti quando lo vedono arrivare si nascondono per paura di essere tagliati a metà. Finale non aspettato e fantasioso. Storia ricca di aggettivi e di particolari,questo libro lo consiglierei a ragazzi delle medie e meno a quelli delle elementari.

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    Antonio

    27/11/2013 20.46.50

    Capolavoro di rara bellezza, la cui simbologia ha fatto storia. Chi cercava "realtà" o verosimiglianza o addirittura l'ha trovato noioso, non credo abbia alcuna dimistichezza - nemmeno elementare - con i grandi classici della Letteratura Italiana.

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    Greta

    07/09/2013 09.37.04

    Insomma..... non c' è una parola che lo descriva... dico solo che non mi è piaciuto per niente! Era surreale e poco scorrevole, non lo consiglio a nessuno!

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    Simone

    17/09/2011 14.22.51

    Bella storia, sovrannaturale e delle volte un po' cruda. Altamente consigliato.

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    alessandro

    24/08/2011 21.16.22

    Sarà che non amo Calvino e i suoi romanzi,che trovo esageratamente surreali,ma poche volte mi è capitato di annoiarmi così tanto leggendo un libro.L'ho trovato noioso,assai prevedibile e alquanto banale nel contenuto.Una delle opere secondo me più sopravvalutate all'interno della letteratura italiana.

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    Luigi

    16/11/2010 20.45.22

    Come quasi tutti i libri di Calvino anche questo risulta molto piacevole. La scrittura è semplice e il libro scorre velocemente. Dietro la semplicità narrativa si nasconde una riflessione molto profonda sulla personalità umana che rende il libro molto interessante. Non do il massimo solo perchè, a mio parere, non raggiunge i livelli del "Sentiero dei nidi di ragno". Consigliato

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    pg88

    25/06/2010 21.46.37

    Semplicemente meraviglioso. Ironico, surrealista e a tratti crudo e graffiante. Straordinario Calvino!

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    Galateo di Pratofungo

    14/06/2010 14.17.19

    Della trilogia è forse il più grottesco, per colpa della Malvagia Metà di Medardo, questo almeno fino alla metà del libro.. finchè non appare l'altrettanto insopportabile metà buona.. insomma ci vuole il giusto equilibrio..

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    Francesco Madeo

    16/02/2010 17.17.21

    Come giustamente sottolineato da Renzo prima di me, “Il visconte dimezzato” è un libro che primo fra tutti ha l’obiettivo di divertire, di far sorridere. E’ evidente però che non sarebbe corretto esimersi dall’analizzare anche il messaggio più profondo che tra le righe emerge: quello dell’incompletezza, quale condizione umana tanto ineluttabile quanto sgradita. E’ incompleto il visconte Medardo sia quando è tutto intero, sia quando si trova a vivere dimidiato nel Gramo e nel Buono. La parte perfida e malvagia del visconte compie ogni genere di efferatezza ma non riesce nel suo fine ultimo: conquistare la pastorella Pamela; il Buona dalla sua, caritatevole nei confronti di tutti, viene preso a uggia per la sua misericordia incondizionata, che a volte sembra trasformarsi in semplice ingenuità. Una frase del libro descrive bene questo aspetto: “[…] ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane”. Gli altri personaggi che animano il racconto sono a loro modo simbolo di incompletezza e contraddizione: l’etica religiosa senza religione degli ugonotti è l’esempio paradigmatico. E' un libro da leggere, magari anche solo per perdersi tra le magiche fantasie di Italo Calvino.

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    06/02/2010 13.41.16

    Storia semplice quasi scherzosa,scorrevole da leggere con una bella morale:tutti noi abbiamo un lato oscuro e grazie a quel lato ci identifichiamo alle persone. Finale poco avvincente e scontato.

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    diego

    20/11/2009 13.57.33

    Una bella favola per ragazzi e adulti, un grande tema affrontato da Calvino il perenne confronto-scontro fra bene-male. Chi vincerà? Da leggere.

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    Renzo Montagnoli

    24/08/2009 12.40.34

    Per quanto questo romanzo possa essere soggetto a diverse interpretazioni, stante il senso metaforico di non poche parti della trama, sembrerebbe, di primo acchito, che il puro divertimento sia stato il motivo principale per scriverlo e del resto, nel prosieguo della lettera di cui sopra, alcune righe dopo si può leggere “Non sono solo io a pensarla così, ad esempio anche uno scrittore molto attento ai contenuti come Bertolt Brecht diceva che la prima funzione di un’opera teatrale era il divertimento. Io penso che il divertimento sia una cosa seria.”. La vicenda, oltre a essere paradossale, ha in una credibile incredibilità il pregio di assicurare un sorriso non fine a se stesso, ma che si smorza con una riflessione sul nostro stato. In ognuno di noi vivono due anime, o meglio due parti, una buona e una cattiva, che si mescolano, che a volte vedono prevalere l’una piuttosto che l’altra, in una sorta di eterno dissidio fra l’aspirazione al bene e la tentazione del male. Questa storia del visconte Medardo di Torralba, diviso perfettamente in due parti (la destra e la sinistra) da una cannonata turca ha quasi un sapore goliardico, una vena di fresca e incosciente gioventù che permea le righe e che in sordina finisce con il coinvolgere e addirittura travolgere il lettore. Eppure, se ci si sofferma ogni tanto a riflettere, non è difficile vedere nell’esasperazione non solo anatomica, ma anche psicologica dei due visconti, l’uomo moderno, ancor più schiavo che in passato della sua illusione di completezza, con una coesistenza in ognuno di bene e di male che sfumano fra di loro, in quell’eterno conflitto che spesso inconsapevolmente sosteniamo ogni giorno. Il visconte dimezzato è il primo dei tre romanzi della Trilogia degli antenati, quasi un’introduzione, uno stuzzicante antipasto di qualcosa di molto più corposo come Il barone rampante e Il cavaliere inesistente. Ne raccomando, per quanto ovvio, la lettura.

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    martino

    05/05/2009 14.47.47

    Un libro interessante ma con una fine molto prevedibile. Non mi è piaciuto tanto. E stata una lettura che mi ha obbligato la prof !!!!!!

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    Andrea

    23/04/2009 18.59.18

    secondo me è uno dei migliori libri di calvino, che in questo libro vuole fare ragionare sul fatto che senza il bene il male non può esistere e ¨viceversa. Leggeteloooo!!!

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    Deb

    11/03/2009 14.59.29

    Il Buono e il Gramo, due metà di uno stesso individuo...geniale, divertente, surreale. Da leggere assolutamente, i tre antenati di Calvino anticipano e descrivono gli uomini del nostro tempo.

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    DODO

    27/02/2009 18.29.15

    ho letto di recente questo libro e l'ho trovato divertente. soprattutto il finale. lo consiglio perchè è scorrevole, si legge in poche ore e non è pesante

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