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Amos Oz

Traduttore: E. Loewenthal
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2008
Pagine: 106 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017438

Recensioni dei clienti

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    Sweeney

    04/06/2012 14.08.59

    Gettato direttamente nella carta straccia. Una enorme presa per i fondelli. Continue divagazioni di uno scrittore su una miriade di di personaggi incontrati di qua e di là, attorno ai quali costruisce storie (assurde, per lo più)che si intrecciano; impossibilità di distinguere fantasia da realtà, ripetizioni a non finire; inoltre troppo compiaciuta e davvero eccessiva una sequenza erotica che dura ben dieci pagine in un libro che ne ha 102 circa. Negativo, una perdita di tempo.

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    Gianni

    27/01/2011 15.03.31

    Primo romanzo che leggo di questo autore. L'idea di identificare alcune delle persone che partecipano alla presentazione del suo nuovo libro e di altre che invece incontra per strada per poi descriverle come lui le sente e farle diventare protagonisti di un "libro immaginario"non mi ha entusiasmato. L'autore non ha saputo,nel mio caso, prendere il lettore e invogliarlo alla lettura sino all'ultima riga. Mi dispiace abbassare la media ma più di due stellette non mi sento di dare.

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    Riccardo Masciello

    22/11/2008 23.35.37

    Tel Aviv, calda sera d'estate. Lo Scrittore partecipa, presso una casa della cultura, alla presentazione del suo ultimo libro. Lo scrittore si annoia e per questo comincia a pensare alle persone poco prima viste al bar e ad alcuni dei presenti in sala. Costoro, poco a poco, diventano i protagonisti di un suo immaginario libro e vivono ed interagiscono con lui. Finzione e realtà si fondono (come ad esempio nell'incontro amoroso tra Ruchale e lo Scrittore) e solo alla fine scopriamo ciò che è realtà e ciò che è finzione.

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    clara lunardelli

    07/11/2008 12.00.33

    Secondo libro di Oz per me. L'autore ha una scrittura fluida, scorrevole, però attenta, descrittiva, ironica. Scalfisce tutto, persone e ambiente. Si vorrebbe qualche sosta, qualche profondità più larga sugli incontri, intorno agli animi. Invece no, lancia fotografie ricche e poi le abbandona, abbozza quadri magnifici e non li termina. Però ho letto il libro con smania, presa dalla stessa curiosità dell'autore che costriusce storie in piena libertà e dopo le abbandona frettolosamente, quasi impaurito egli stesso dalla vicinanza e dal coinvolgimento con le sue creature e i suoi fantasmi. In piena libertà, ma anche in piena follia.

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    gabri

    14/07/2008 16.09.54

    Racconto talmente denso di significati che alla fine questi finiscono un po' per sfuggirti. Per l'autore un vero scrittore è tale se per lui ogni attimo della propria vita è vissuto in funzione di ciò che egli può trasformare in letteratura. E il lavoro che lo scrittore compie è sotto quella sorta di fede religiosa (così ho sentito dire da Oz in un'intervista) che è la Precisione. Con tutta questa precisione Oz descrive la notte di uno scrittore di successo tra incontri casuali, storie immaginate e storie reali (in un intreccio indistricabile) in una Tel Aviv umida, afosa e pregna di odori sgradevoli. Il racconto che ne esce fuori è una sorta di romanzo 'poco romanzo', con personaggi e luoghi assolutamente al servizio di Oz, che dimostra come tutto si trasformi in letteratura, grazie alla sua sapiente scrittura. Precisione qui significa proprio cura del manufatto e quindi è l'esatto contrario di naturalezza. Tutto è descritto con dovizia di particolari e ricerca puntuale di un linguaggio assolutamente preciso. C'è un uso, a mio parere, spropositato di metafore, specialmente nella lunga descrizione dell'incontro sessuale con una donna, che trasmette un forte senso, forse voluto, di artificiosità alla scrittura. Forse meriterebbe più di due stellette, ma non ho un gran feeling con Oz e forse con buona parte della letteratura israeliana.

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    Sandra

    28/05/2008 18.20.29

    Ho comprato per affezione all'autore questo libro, ma non ne sono entusiasta, anche se non posso darne un giudizio del tutto negativo.Certo siamo molto lontani dalle sue prove migliori, che non si misurano necessariamente con la quantità di pagine. Si,in Una storia di amore e di tenebra l'autore ha forse dato il meglio di sé, e di sé ha molto svelato, compresa la sua tendenza ad osservare con attenzione la gente quando si trova ad esempio in un bar, o all'aeroporto o in fila all'ufficio postale; tale osservazione gli permette di trovare materiale per i suoi libri, attingendo a piene mani dalle persone che incontra tutti i giorni, e divertendosi a immaginare per quelle persone incontrate in situazioni quotidiane, delle storie e degli intrecci. Proprio questo fa lo scrittore stanco, annoiato, disincantato e seduttore protagonista dell'ultimo non proprio riuscito romanzo di Oz, personaggio di cui egli stesso, non sembra avere grande stima, descrivendolo come cinico e confuso, soprattutto nel suo commiato alla lettrice non attraente. (Ma l'avrà poi davvero sedotta o sarà stato un divagare dell'immaginazione, una eventualità non realizzata? Non cambia la sostanza.) Dunque storia inconsistente, materiale già visto, tipi umani già incontrati sotto diverse spoglie in altri romanzi da Fima a Non dire notte. E'stato scritto e sottolineato anche dallo stesso autore come in questo romanzo, rispetto ad altri, ci sia un'attenzione piuttosto dettagliata sulla scena di sesso tra la lettrice e lo scrittore. Non è tuttavia la prima volta, pensiamo a Fima, a Non dire notte, o a diverse situazione di Una storia...Forse é la parte più riuscita del romanzo, non c'é nessuna volgarità ed é interessante che si affronti un argomento ancora considerato delicato, come il "fluttuare" del desiderio maschile. In conclusione pare che, dopo lo sforzo immane che deve essere stato partorire, sia in senso letterario che emozionale Una storia...Oz abbia bisogno di trovare nuove storie e nuovi moduli per proporle, pur rimanendo fedele al suo stile.

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    enrico

    30/04/2008 11.21.58

    Un affascinante e coivolgente caleidoscopio di immagini e pensieri costruito con sapiente leggerezza ed insolita (diciamo accentuata,rispetto alle opere precedenti)passionalita'da uno dei massimi scrittori contemporanei,ben aiutato da un ottima traduzione.Il "grande scrittore"decide di liberarsi,di estraniarsi,dal rito della "serata in suo onore",con tanto di discussione e lettura di pagine della sua opera,e lascia vagare la fantasia costruendo mille ed una storie sui volti e gli atteggiamenti di alcune persone del pubblico e della stessa organizzazione.Un fluire ininterrotto di sensazioni,desideri e fantasie che di continuo si rimescolano e ridisegnano prospettive sempre differenti,con risultati spesso sorprendenti.Lo accompagnano nel suo viaggio quasi onirico i versi di un poeta semisconosciuto (dai quali il titolo del romanzo),anch'esso "ridisegnato ed immaginato" al calar della vita.La lettura e' lieve,mai banale ed estremamente piacevole,quasi in senso fisico.Avendo letto tutto di Oz,di fronte ad un "piccolo" libro,avevo osato pensare alla possibilita'di un'opera "minore" : non e' cosi'e Oz,ormai vicino ai 70,ci ha regalato invece l'ennesimo imperdibile gioiello.

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