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10.000 Days - CD Audio di Tool

10.000 Days

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Artisti: Tool
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Volcano
  • EAN: 0828768199121
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€ 25,50

Punti Premium: 26

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CD

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Disco 1
1
Vicarious
2
Jambi
3
Wings For Marie (part 1)
4
10000 Days (Wings part 2)
5
Pot
6
Lipan Conjuring
7
Lost Keys (Blame Hofmann)
8
Rosetta Stoned
9
Intension
10
Right in Two
11
Viginti Tres
12
Come Back
13
Inside Job
4,33
di 5
Totale 30
5
19
4
6
3
2
2
2
1
1
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    Heavypigeon

    29/11/2019 05:53:03

    Punto di arrivo dell'evoluzione della band californiana: suoni potenti e a tratti sognanti, con liriche che toccano punte di intimità profondissime. Non il mio preferito nella loro discografia, ma album che contiene sicuramente alcuni apici di tutta la loro produzione musicale: per me su tutte le due Wings e Right in Two. E poi c'è il packaging: sicuramente pacchianotto per certi versi, ma che mi fa ancora godere come una iena!!

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    daphne84

    21/09/2018 06:38:05

    Altro capolavoro dei Tool che si confermano unici nel loro genere. Maynard è probabilmente l'anti-rock star per eccellenza, frontman di alcuni dei gruppi più influenti degli ultimi 25 anni (Tool, A Perfect Circle e Puscifer), eppure uomo "normale" che a volte smette di fare musica e si mettere a produrre vino. Davvero un disco stupendo da parte di una band sorprendente.

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    Fede-Bologna

    08/10/2008 22:29:28

    Solo un metallaro puo' dire che cono questo disco i Tool sono regerediti,e lo posso anche capire...ma i Tool sono molto piu' che metallo. Grandissima Band, Disco superlativo, ogni volta che l'ascolto mi da nuove senzazioni e mi fa scoprire nuovi dettagli, se vosse un vinile ci sarebbe già il solco dalle migliaia di volte che è già salito sul mio lettore. DISCO INFINITO

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    erpland

    02/07/2007 02:51:00

    Un mezzo passo falso. Dopo cinque anni i Tool deludono le aspettative con un disco che sa di già sentito in ogni sfacettatura. Manca la fantasia per stupire e il manierismo la fa da padrone. Peccato.

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    Pech Valenza

    07/10/2006 14:09:33

    La cosa più sbagliata da fare su un cd dei tool è commentarlo dopo averlo ascoltato poche volte. Infatti è solamente dopo l'ennesimo ascolto che decido di scrivere due righe su questo cd. Beh che dire è STUPENDO, forse il migliore, io li ho tutti ma questo ha una marcia in +

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    Cohiba71

    30/07/2006 20:02:37

    "onirici" Tool! Splendida "right in two"....

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    luckas

    23/06/2006 21:51:29

    non ci sono parole per descrivere questa (opera)d'arte!!un lungo e meraviglioso viaggio mentale che ti porta con loro,dove vogliono loro...ho appena assistito al loro concerto a roma e e e...che gioia,che meraviglia...da pelle d'oca perenne!!la migliore ,almeno per chi scrive,band che abbia mai ascoltato.grandi,grandi davvero.smettetela di etichettarli in quel genere o in quell'altro...tanto non ci riuscirete mai!!!e se non e'grandezza questa!!!!

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    cristiano

    20/06/2006 11:27:45

    Ottimo disco (i tool sono sempre i tool, non c'è niente da fare) ma forse un pò al di sotto delle aspettative, almeno delle mie. Ero sicuro che avrebbero fatto qualche cambiamento, considerando che aenima e lateralus, seppur diversi, avevano un suond simile, ma avrei preferito un cambiamento non nelle colonne portanti dell'unicità di questa band. Mi spiego meglio: se prendiamo singolarmente ognuno degli strumenti, a mio avviso si sente un netto miglioramento della qualità dei suoni, ma vengono a mancare quelle atmosfere cupe, vertiginose e emozionanti che sono uniche dei tool, a discapito di qulcosa di sentito e risentito (purtroppo da altri gruppi contemporanei). La voce di Maynard ha qualcosa di diverso, mi sembra più strozzata e di conseguenza meno espressiva del solito. Tuttavia, mi sento di consigliare l'acquisto di questo disco in quanto rappresenta una evoluzione che, anche se può non essere condivisa, proseguirà nei prossimi lavori della più grande rock band degli ultimi anni.

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    marmar

    16/06/2006 18:55:23

    Ci deve essere qualcosa di soprannaturale che mi induce e ripremere il tasto play quando le note della siderale "Viginti Tres" chiudono il sipario, e l'unica spiegazione che posso dare è che ho bisogno di risentire questo capolavoro, di lasciarmi ancora "scavare dentro" da queste autentiche emozioni sonore, di perdermi nei Loro giri impossibili, nelle Loro ritmiche tribali, nei Loro arpeggi sospesi, nelle Loro fantastiche canzoni/non canzoni.... E lo dico da rockettaro vecchio stampo, da uno che ha superato gli 'anta e che da quasi trenta si crogiola nelle note dei Deep, dei Sabbath, degli Uriah, degli Iron e via discorrendo, ma che in questi 4 folli genialoidi dalla tecnica sovraumana riesce a trovare qualcosa di veramente nuovo, da amare con lo stesso spirito del ragazzino quattordicenne che allora scopriva album a nome "Iron Maiden" o "Made in Japan". Per certi versi poi i Tool mi ricordano i fantastici Rush degli anni '70/80, come loro un passo avanti a tutti, inconfondibilmente unici ed inimitabili, alfieri di un "Art Rock" che forse rappresenta il vero progressive degli anni duemila. E parlando dell'albun in questione, lo ritengo una logica evoluzione di "Lateralus"; molti angoli sono stati smussati, ma la qualità finale non ne ha risentito affatto. Ed ora speriamo solo che il prossimo album non si faccia attendere altri 5 anni....

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    Silvio52

    14/06/2006 12:24:38

    Commento non proprio entusiastico. I Tool sono immensi e forse è fin troppo facile osannarli; questo è in ogni caso un gran disco ma, analizzato oggettivamente mostra punti deboli e non mi seduce fino in fondo. 'Rosetta stoned' non riesce proprio a coinvolgermi, inizia a darmi qualcosa dopo 7 minuti e mi sa pure di già sentito, un vago deja vù che rimanda ad altra produzione tooliana (mi aspetterei che i Tool siano sempre in grado di sorprendermi)... insomma un pezzo che supera i 10 minuti e che dovrebbe essere epocale non mi piace granchè; meglio '10,000 days', anche qui ho però da ridire sugli effetti meteo poco originali e sull'andamento un po' ripetitivo, nonostante l'indubbia intensità; soprassediamo su 'Lipan conjuring'... l'idea del canto indiano non è eclatante, avrebbe potuto tirala fuori chiunque (tipo i Soulfly); poco da dire anche sui rumori inquietanti di 'Lost keys' e 'Viginti tres', la prima è poco utile, la seconda direi che è proprio inutile, certi rumorismi fini a sè stessi riescono meglio ai Fantômas; 'Intension' è musicalmente appagante, l'utilizzo delle percussioni e di alcuni spunti di elettronica sono molto buoni, però obiettivamente rischia di suscitare più noia che pathos; 'Vicarious' e 'Right in two' sono ottimi brani e mi piacciono molto, però per i Tool questa è ordinaria amministrazione; i due pezzi migliori dell'album per me sono 'Jambi' e 'The pot'. Il primo sposa la forza del metal con spunti di tribalismo, sperimentazione ed ottimi effetti e suoni mentre nel secondo è eccezionale (e diversa) la voce di Maynard e trascinante il basso di Justin Chancellor. '10,000 days' è un disco che si pone al di sopra di quasi tutta la moderna produzione musicale, è suonato con eccezionale tecnica e bravura... però vi noto le "pecche" sopraelencate: un livello di pathos e di capacità di coinvolgere e di dare i brividi un po' basse in alcuni punti e l'inserimento quasi a mo' di riempitivo di episodi quali 'Viginti tres' e 'Lost keys' che paiono sperimentali ed angoscianti fino a un certo punto.

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    enrico

    13/06/2006 04:45:10

    peggior disco dei tool, non stupiscono, suonano "normale", nessuna innovazione, solo involuzione

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    Red Rainbow

    17/05/2006 16:42:22

    ... Nessun dubbio, il miglior album dei Tool (e, a costo di attirarmi qualche ira divina, "Right in two" per me è da Gotha del rock recente^_^...) Però usciamo una volta per tutte dalle forche caudine del paragone coi Dream Theater, due giganti possono tranquillamente troneggiare in universi diversi senza che li si debba accusare a turno di boria, superficialità, manierismo, vendita di paccottiglia allegata al cd...

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    ale

    14/05/2006 19:27:00

    che dire... altro album altro capolavoro... come al solito quando ho a che fare con il nuovo album dei tool entro in pausa forzata e ascolto solo quello per almeno una settimana per circa 15/16 ore al giorno per poter assaporare le mille sfaccettature di ogni canzone.... a mio giudizio sono il miglior gruppo mai esistito, impossibile qualsiasi paragone con altri gruppi, passati e presenti.

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    NeuroFilosofo

    13/05/2006 19:44:35

    Ogni tipo di classificazione implica un pregiudizio. Ecco perché non credo che sia molto costruttivo definire un gruppo solo in base al genere, specie gruppi come i TOOL. Chi bazzica nel PROG, poi, dovrebbe sapere che la definizione di PROG non è una scatola chiusa, definita da criteri precisi, ma una costruzione mobile, eterea, fondata su tecnica, atmosfera e sperimentazione. E' questa la sua bellezza. Sotto la definizione di PROG si trovano gruppi fra loro molto diversi, come KING CRIMSON, GENESIS, JETHRO TULL, PINK FLOYD, SOFT MACHINE, PFM... Non perdiamo quindi tempo a cercare di classificare la musica: usiamolo per fare qualcosa di costruttivo, come spegnere la TV, andare fuori, leggere libri e ascoltare buona musica come quella dei TOOL. Questo 10,000 DAYS è qualcosa di veramente speciale, a partire dall'artwork. Posso capire che non sia un disco per tutti; ma se state leggendo queste righe molto probabilemente vi piacciono gruppi come TOOL e/o KING CRIMSON (come al sottoscritto) e quindi consiglio caldamente l'acquisto. Se cercate un disco che racchiuda in sé una vasta gamma di emozioni, una buona dose di tecnica e sperimentazione e riuscite ad apprezzare l'arte dei poliritmi e della dissonanza, è il disco che fa per voi. Più che un disco, un'esperienza sensoriale... capace di portarvi dovunque. Ciao!

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    davide

    12/05/2006 14:02:37

    cinque anni sono tanti. e 10,000 days non delude le aspettative. ma, purtroppo, neanche le esalta. eeeh, sì, perché questo cd è contradditorio in maniera quasi dolorosa. tanto aggressive le chitarre, quanto la voce noiosamente melodica. alcuni brani svettano supremamente su tutti gli altri, rendendo il disco meraviglioso, ma solo a metà. altri sono francamente buttati là, quasi a riempire uno spazio che forse era meglio lasciare vuoto; perché occorre ricordare che non è necessario riempire tutti gli 80 minuti del cd per fare grande un disco. e poi, qualcuno ha notato che le chitarre sono fastidiosamente avanti a tutto il resto? perfino la voce risulta in secondo piano, tanto indietro che spesso risulta inintelligibile. e ciò non è bene, soprattutto in una band per la quale il testo è sempre stato fondamentale e la ritmica granitica e a volte devastante. due ultime considerazioni volutamente un po' polemiche. primo: PROG(ressive: non abbiate paura di scriverlo per intero) non significa nulla. è solo una parola. credo che rock sia meglio, dato che di fottutissimo rock si tratta. come non significa nulla paragonare tool a dream theatre, king crimson o angra. è come paragonare carmen consoli a ornella vanoni, i timoria agli area, la pastasciutta al risotto alla milanese. tutti sono buoni, basta degustarli al momento giusto. secondo: avere tutto di un gruppo ed essere suo "vero" fan non significa accettare tutto quello che il gruppo pubblica perdendo la capacità critica, chiamando "oro" ciò che puzza di sterco (e non è questo il caso, beninteso). io ho tutto di fabrizio de andré, ma questo non significa che mi piacciano tutte le sue canzoni in egual maniera. anzi, ce ne sono alcune che mi risultano insopportabili. ascoltate e criticate con senno e discernimento: anche questa è una manifestazione d'amore. in ogni caso, i tool sono sempre e comunque una spanna al di sopra di tutti gli altri, che in silenzio dovrebbero ascoltare e imparare. buona musica a tutti.

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    10.000 days

    11/05/2006 13:41:20

    Per Narayan che non ha capito nulla, evita di postare sottolineando la tua incapacità. Se proprio devo spendere qualche soldo per comprarmi un nuovo cd i tool meritano fino all'ultimo centesimo. Riconfermano quindi la loro genialità, tecnicamente, sono migliorati tantissimo, parlo del loro excursus, dal primo album, fino alla loro ultima uscita, quando tutti gridavano al "miracolo" con lateralus, ed ora ci regalano quest'altro lavoro. Niente da dire a riguardo, non basta sentirlo una volta, a chi piacciono non rimarrà certamente deluso, e a chi ha la possibilità di vederli dal vivo, si precipiti al botteghino a comprare i biglietti, o se ne riparla fra tanto troppo tempo. Buon ascolto!

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    KARESHI

    10/05/2006 15:38:56

    Sto ancora ascoltando questo disco, non posso pronunciarmi ancora, non è nell'imediatezza che si giudicano i tool. Intanto ho paura di qualche "già sentito" e forse di un po troppo chitarrismo metal puro... mmh... ma continuo il viaggio. Maynard ha modificato il suo modo di cantare dopo le esperienze con gli A perfecy cirle, ma forse nei tool perdendo qualche punto, era molto più particolare prima. Mi spiace che il loro successo comporti il fatto che a Milano suoneranno al Pala(qualcosa) troppo grande, troppa gente, me li ero goduti tantissimo all' Alcatraz... Sul discorso "PROG" ci sarebbero ore da spendere, c'è il PROG inteso come genere, e allora mettetici pure tutti i gruppi tecnici tamarri metalloidi che volete, per me PROG è andare avanti, spanne davanti a tutti, PROG sono sempre stati i King Crimson, ed è l'unico nome che mi sento di accostare ai Tool. ciao a tutti

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    brando

    09/05/2006 15:41:39

    Qui non siamo all'Ikea, tantomeno alla sagra della pannocchia. I Tool sono i Tool. Stop E questo è un gran disco.

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    Nicholas

    09/05/2006 13:28:20

    Ragazzi che album! FO-TO-NI-CO!Sono ancora in "viaggio mentale" li seguo dall' inizio i Tool e devo dire che sinceramente non so se possono far meglio di così... forse lo faranno tra 5 anni! Per qualto rigurda il commento di quel "gentiluomo" lassù è meglio che se ne stia zitto và: i Dream Theater sono tutta un' altra cosa! Te lo dice un loro FAN vero visto che di loro ho tutto! Tra progetti, collaborazioni, video e tutto il resto di "normale" che si trova in giro in vendita ne so un bel pò! E i Tool non si possono proprio classificare sullo stesso piano " metafisico-trascendentale" dei Dream! Ergo: i Tool sono i Tool i Dream Theater sono i Dream Theater! Ciao a tutti i visitatori

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    Geddy Lee

    08/05/2006 19:22:25

    Disco stupendo ma purtroppo senza il terzo occhio è difficile capirne tutte le sfumature fiuguratevi senza cervello(NAraya)

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