1968. Le origini della contestazione globale

Marco Iacona

Editore: Solfanelli
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 1 gennaio 2008
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788889756393
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Descrizione
Il Sessantotto (autunno 1967 - primavera 1968) visto da destra. Con le sue luci e le sue ombre. Dopo quarant'anni si discute ancora di questa parentesi storica mai dimenticata che ha segnato per motivi diversi sia la sinistra sia la destra del nostro Paese (quest'ultima, a causa della "contestazione globale" soffre oggi di un senso di colpa in più). Un Sessantotto preceduto da eventi storici di enorme portata: la guerra nel Vietnam, la rivoluzione cubana, la rivoluzione culturale in Cina e poi ancora la decolonizzazione, il golpe militare in Grecia e la morte di Che Guevara in Bolivia. In questo libro vengono comparate due diverse letture del Sessantotto: quella del Sessantotto "di lungo periodo" che considera gli eventi principali verificatisi lungo l'intero arco degli anni Sessanta e l'altra che guarda ai problemi del mondo universitario italiano come cause dirette delle rivolte studentesche dell'anno accademico 1967-68.

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  • User Icon

    Antonio

    31/03/2009 11:37:23

    Molti particolari essenziali in questo libro, dei quali non si parla da tempo. Chi si ricorda, ad esempio, della mitica riforma universitaria (la 2314) chiamata, in quegli anni, 2-pi-greco?

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    Alessandra

    28/09/2008 10:59:24

    Mi sembra che in questo libro non manchi proprio nulla... compresa quella destra che un giorno sì l'altro pure litiga con se stessa e con le proprie idee. L'ultima? Fini antifascista contestato dai giovani fascisti. La storia della destra è colma di lotte intestine spesso silenti. E' un segno di libertà certo ma l'assenza di punti di riferimento per l'agire sociale conduce dritto per dritto al nulla. Tanto è vero che la destra in politica non può fare a meno del liberalismo che come si sa di destra non è. Nel 1968 la destra-politica tocca l'apice della propria incapacità di proporsi soprattutto ai più giovani. L'autore l'ha capito benissimo, tuttavia ha capito anche che stare dalla parte dei giovani, stare dalla parte della folla, non significa collocarsi sempre dalla parte migliore. Se la destra ha dei pregi è in quest'ultima direzione che bisogna guardare.

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