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1977 - David Peace - copertina

1977

David Peace

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Traduttore: Giuliana Zeuli
Editore: Meridiano Zero
Collana: Meridianonero
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 1 luglio 2003
Pagine: 368 p.
  • EAN: 9788882370428
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    Patroclo

    13/07/2012 07:20:28

    non che non apprezzi le trame aperte e una certa percentuale di innovazione - non che tutto debba essere lineare come nel giallo classico nel quale ogni tassello va al suo posto. peró pure Peace lascia un pó di amaro in bocca: dopo un martellare incessante di preparazione la trama si "liquefá come burro fuso" (citazione dal Blogger Frankie Machine) e il lettore ahimé non capisce niente - il lettore io, intendo, magari altri capiscono o almeno si sono fatti un'idea. rimane la descrizione disperata di uno Yorkshire scuro, sordido e dove anche la pioggia sembra contribuire alla sporcizia fisica e morale - per lo scioglimento temo dovró leggermi gli altri due romanzi della quadrilogia ... apprezzo le altre recensioni qui postate e aggiungo: forse é un limite mio il fatto di pensare e approcciare i romanzi di Peace in maniera troppo lineare, dovrei forse farmi un cicchetto di whisky in una pinta per entrare nello spirito giusto?

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    NeroPioggia

    16/12/2005 13:45:25

    Qualitativamente, un leggero passettino indietro rispetto al primo, devastante libro della quadrilogia, 1974. Però è comunque un 5 pieno, perchè Peace è il mio scrittore preferito ad oggi, divoro i suoi libri in due giorni, vivo per leggere i suoi libri, sono trascinato nell'orrore e nel grigio-nero delle sue atmosfere, senza possibilità di redenzione. In attesa di spiegazioni chiarificatrici sempre presenti ma difficili da scovare. In attesa di squarci di luce nelle anime nere che popoano i libri del red riding quartet. Squarci che ci sono, quando i protagonisti si fanno sopraffare dall'affetto per altre persone e aprono il loro cuore. Ma sono squarci sottile: nel mondo di Peace c'è poco spazio per la positività. A guardarmi bene attorno, capisco che il mondo di Peace non è diverso dal mondo attuale, anche se sono passati 30 anni. oscurita dei sentimenti tutto intorno a me, senza possibilità di redenzione....basta accontentarsi degli squarci di luce...Grazie David.

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    Francesco Pazienza

    02/12/2004 21:44:19

    Per Albys: sono d' accordo, potevi dargli 5 però, perché 1977 è un capolavoro.... David Peace vale James Ellroy, non so se esista complimento migliore........

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    Albys

    24/11/2004 19:28:00

    Terminata la seconda puntata della quadrilogia dello Yorkshire Ripper, lette cose turpi e assoluti deliri letterari, scosso la testa per la sorpresa e per il rintronare cupo provocato dai mantra sanguinolenti di Peace. Cosa resta dentro? Parecchio. Anzitutto la convinzione che l'opera di Peace sia quanto di più allucinogeno e sconvolgente esista al mondo. Peace ha creato un vero e proprio stile narrativo che credo segnerà in modo indelebile il mondo della scrittura noir. Un vero e proprio spartiacque fra quello che era e quel che sarà, uno sviluppo delle allucinazioni sociali di Ellroy che lascia stupefatti e sconvolti. Stilisticamente 1977 è una evoluzione del precedente 1974 ed è meraviglioso. Tolte di mezzo le forse eccessive complicazioni narrative di 74, qui Peace si concentra su una sola "storia", seppur narrata con una doppia prima persona assolutamente riuscita e schizzata. Ma Peace è un uomo dalle mille sorprese e nulla è scontato, anche in questo libro ad un certo punto si faticherà a capire cosa stia in fondo succedendo. Il punto forte dello scrittore inglese è giocoforza anche il soggettivo punto debole: la sua è una narrazione che dà molto per scontato, per niente facile per un lettore saltuario, assolutamente ostica per chi si aspetta di essere portato per mano nell'indagine, e oltre a ciò le sue storie alla fine lasciano un contrastante senso di Desolante Soddisfazione. Sì, perchè ti senti sedotto da lui ma vorresti averci capito di più. Peace è il David Lynch della letteratura. Ecco, i libri di Peace sono dei Twin Peaks dove ad un certo punto (verso la fine) non ti raccapezzi più. Ti aspetti un finale chiarificatore che invece non arriva, perchè non è questo l'importante per lo scrittore, che invece vuole dare voce alle vittime del male, di questo mostro sadico e di quella società malata. Ebbene, questa voce è surreale, incisiva, delirante. Efficace come una bestemmia nel silenzio. Non so se alla fine Peace deve "piacere". E' anzitutto un'esperienza. Indimenticabile e inenarrabile.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  • David Peace Cover

    Scrittore inglese; nel 2003 è stato inserito nella lista dei migliori scrittori della Gran Bretagna dalla rivista Granta. È autore dell'osannato Red Riding Quartet che gli è valso l'epiteto di maestro del noir al pari di James Ellroy grazie al suo quinto romanzo, GB84 (Tropea, 2006), ha vinto il prestigioso James Tait Black Memorial Prize. Con Tokyo anno zero, bestseller in Gran Bretagna, Usa e Olanda e in traduzione in dieci lingue, è stato riconosciuto come una delle voci più originali della narrativa contemporanea. Presso il Saggiatore anche The Damned United - il racconto della vicenda di Brian Clough, storico allenatore del Leeds United - che il Times ha definito «il più grande romanzo mai scritto sullo sport». Vive a Tokyo con... Approfondisci
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