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1984 - George Orwell - copertina

1984

George Orwell

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Traduttore: Stefano Manferlotti
Editore: Mondadori
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 336 p.
  • EAN: 9788804507451
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L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.
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    Caterina Lesi

    23/05/2017 10:07:41

    Questo libro mi ha aperto verso un mondo non inventato, ma attuale. La paura che mi ha riuscito a trasmettere con le sue descrizioni è qualcosa che mi ha colpito profondamente. Riuscire a suscitare emozioni da parole scritte su fogli di carta, questo è saper scrivere. Questo libro è un must, da leggere a qualsiasi tipo di età, per capire che cosa si prova ad essere osservati, Al non avere più un proprio pensiero ma un pensiero unico e uniforme.

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    Massimo

    29/04/2017 21:28:48

    Considerata la situazione attuale del nostro pianeta,controllato e spiato dai satelliti,telecamere,controllo dei cellulari,di internet mai ci fu uomo così profeta come Eric Arthur Blair conosciuto come George Orwell.

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    Federica

    11/01/2017 10:28:27

    Alcuni anni fa lessi "La fattoria degli animali" e mi ero ripromessa di leggere anche "1984". Finalmente ci sono riuscita e scrivo la recensione a caldo: libro profetico, attuale, di grande impatto. Ho sofferto a leggere soprattutto l'ultima parte che mi è risultata davvero forte!! Libro da leggere assolutamente, deve far parte del bagaglio culturale di ciascuno di noi.

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    susanna bottini

    19/07/2016 17:57:45

    E' un peccato che non tutti riescano a leggere questo straordinario libro di Orwell; anche se pochi, per fortuna, viste le recensioni; forse, coloro che non apprezzano uno dei più originali autori del Novecento preferiscono il Grande Fratello in versione televisiva, sicuramente meno difficile da capire. Chissà. In ogni caso, si tratta di un capolavoro che descrive una società totalitaria in cui tutto è appiattito e tutto controllato, non molto dissimile, in alcuni tratti, dal mondo globalizzato che molti politici e intellettuali ci vorrebbero propinare, dove l'annullamento di identità culturali, nazionali e sessuali, lo svilimento della famiglia, l'idolatria di forme sempre più folli di concepimenti e gestione della prole, trovano paragoni non da poco nelle vicende del romanzo, scritto nel lontano 1948.

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    Manuel

    30/04/2016 15:14:54

    Visto le recensioni quasi tutte positive mi ero fatto delle aspettative decisamente alte di questo libro. Deluso alla grande. Pesantissimo come libro sotto tutti i punti di vista. Finale altrettanto deludente.

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    cira

    13/04/2016 18:28:11

    george orwell ha il visto il futuro che stiamo vivendo come se fosse un veggente bellissimo libro una visione del mondo attuale mi dispiace che è vissuto così poco

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    M. C.

    14/09/2015 12:34:35

    1984 è un libro di straordinario spessore culturale: solo Michel Foucault ha analizzato con eguale acume i meccanismi perversi del potere, la sua capacità di annullare i sentimenti, di corrompere e stravolgere perfino il linguaggio. I capitoli finali, sul rapporto perverso che si instaura fra il torturato e il suo aguzzino non hanno nessun precedente nella storia della letteratura, neppure in Sade. Un libro di culto, visionario e inimitabile.

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    Stefano Manferlotti

    06/08/2015 19:20:26

    Sono il traduttore italiano di "1984" e l'autore di diversi saggi su Orwell. Come tale, non sarebbe elegante entrare nel merito del romanzo né esprimersi sulla qualità della traduzione stessa. Mi ha però colpito il fatto che i commenti (un numero davvero impressionante) si debbano per la stragrande maggioranza a giovani e che tutti(anche quelli che lo respingono) ne parlino con discernimento e passione. Detto senza paternalismi, sono ragazzi che leggono e pensano. Complimenti.

  • Questo testo ha una missione: mostrare ai Lettori di ogni epoca quello che potrebbe accadere. La realtà descritta nel libro non è qualcosa di assolutamente assurdo, soprattutto se prendiamo atto del fatto che effettivamente un mini "Grande Fratello" lo ha inventato proprio la nostra televisione! La morbosità con cui il governo dell'Oceania controlla i suoi cittadini è scioccante, lo Stato del futuro è davvero quello in cui ci governano come burattini facendoci cadere in uno stato perenne di "guerra fasulla" solo per avere una scusa se c'è la crisi? Orwell, dopotutto, non aveva visto male, il suo futuro, si è forse già avverato, ma da bravi burattini, non ce ne siamo nemmeno accorti. L'importanza di questo libro non sta nella trama in sé, ma nell'effetto che questa trasmette al Lettore.

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    Iryna

    20/03/2015 22:21:04

    Ovvio che l'opinione che si ha di un libro è sempre molto soggettiva, detto questo, considero 1984 e' una vera pesantezza. Questo libro non mi e' piaciuto per niente perche' non e' il mio genere. Condivido il giudizio del Simon per 100 %: il libro e' perso la sua attualita'. Questo è uno dei libri più brutti che abbia mai letto.

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    Simone

    13/03/2015 11:37:07

    Ci sono libri che non possono non essere letti: per le loro implicazioni culturali, sociali, politiche e umane. "1984" di Orwell è uno di questi: relegarlo alla fantascienza, pur appartenendovi di diritto, sarebbe riduttivo. Questo romanzo è una visione, nel senso che è visionario ma anche che dipinge un intero universo, complesso, spaventoso, perverso. E' un romanzo apparentemente senza speranza, in realtà nasconde nel suo cuore un segreto imprescindibile: l'amore vince sempre su tutto, sia esso per una donna, per un luogo o per la vita stessa.

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    ales

    30/01/2015 11:31:53

    Indubbiamente bello e non va letto come un semplice romanzo, a tratti però ritengo sia eccessivamente descrittivo e ripetitivo. Da leggere in ogni caso.

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    G.P

    26/01/2015 18:40:53

    Un'opera eccezionale come ce ne sono poche. A chi da oggi in poi mi chiederà cos'è per me la letteratura risponderò semplicemente: 1984.

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    faffa

    27/11/2014 12:23:19

    Romanzo di Orwell che si fa leggere, che attraverso la figura di Wiston racchiude una agghiacciante riflessione storica sul XX secolo: il secolo dei totalitarismi, il secolo della Guerra Fredda, il secolo del trionfo della Globalizzazione, il secolo delle torture e delle epurazioni in nome di un potere grande. Il Potere è il fine ultimo del Grande Fratello che nessuno ha mai visto, ma che tutto vede e tutto sa. E'in grado di leggere i pensieri, di captare le paure e, sfruttando queste, è in grado di "convertire" alla sua "religione". La narrazione di Orwell va oltre quella che è stata la Storia dei Totalitarismi: questi sono crollati; il Grande Fratello no perché è immortale. Questi è subdolo: non crea martiri (come hanno fatto le religioni e le dittature) perché chi osa solo pensare di ribellarsi o scompare (fisicamente, anagraficamente, burocraticamente) o viene, a seguito di torture, riprogrammato a pensare che ... 2 più 2 fa 5, a convincersi che "La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza" in una Oceania dove "il Ministero della Pace si occupa della guerra,il Ministero della Verità fabbrica menzogne,il Ministero dell'Amore pratica la tortura,il Ministero dell'Abbondanza è responsabile della generale penuria di beni" e dove la realtà è costantemente manipolata attraverso il bi-pensiero che, infatti,"implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti,accettandole entrambe". In tal modo, quindi, la realtà non verrà mai violata perché"la verità è solo quello che il Partito ritiene vero"ed infatti"non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito"il cui fine è"l'ebbrezza del potere", l'"onnipotenza", "il trionfo" anche a costo di vivere in un mondo di terrore, privo dell'amore, della gioia, della curiosità che darebbero senso al naturale processo vitale.

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    Silvana K.

    17/10/2014 08:33:18

    Uno dei libri più belli mai scritti!

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    Mariflo

    05/09/2014 18:38:10

    Non posso che dare che un buon giudizio complessivo dell'opera, ma che fatica arrivare fino alla fine. La prima parte è quella che introduce all'ambientazione del libro: scritto nel 1948/1949, ci porta in una futuristica Londra del 1984, dove i suoi abitanti conducono un'esistenza pilotata, senza memoria, senza passato, dove non si può sostenere la veridicità dei propri ricordi perché non c'è niente di scritto, non ci sono prove. E' allora la verità è esclusivamente quello che ti dice il Partito, a forza di dirtelo, per te è normale che sia la verità. Un mondo dove non esistono gli affetti, dove regna la solitudine, la diffidenza l'odio. L'immagine che è appare al lettore è triste, cupa, angosciante. Nella seconda parte, Orwell sviluppa in maniera molto puntuale la filosofia che ispira il partito: è questa la parte che ho trovato più difficile e pesante, indubbiamente per un mio limite. Sono stata, inoltre, parecchio penalizzata dall'aver letto l'opera in ebook: la versione era piena di errori "di battitura" (non saprei che termine usare per le edizioni digitali), righe prive di testo e e parole che andavano a capo alla rinfusa. Questo, oltre al fatto che il libro contiene termini ormai desueti, ha reso più faticosa la mia lettura.

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    Simon

    03/09/2014 20:38:05

    Grigio, malvagio e tremendamente novecentesco. Ha perso totalmente attualità, ma è come la Bibbia per il popolo dei paranoici. Ideale per i complottisti. Se fosse realistico all'epoca non lo so, ma di una cosa sono sicuro: questo è un libro che bisognava consumare preferibilmente entro il 1984, la data di scadenza riportata sul tappo. Non capisco il senso di leggerlo oggi, se non per compito scolastico assegnato da una vecchia racchia sessantottina. La lettura mi ha fatto riflettere, eh: ho pensato ai cinesi, ne conosco molti, loro vivono in una dittatura, ma non sono certamente ridotti a una razza subumana come i personaggi di questo libro. Una paranoia scaduta e disgustosa. Mi chiedo quando il novecento, il suo squallore e le sue paranoie lasceranno in pace il nostro secolo.

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    nefelai

    15/07/2014 16:40:53

    E' un libro da leggere, è un libro che non muore mai, è un libro sempre attuale. Personalmente rimane uno dei libri più intelligenti e profetici che siano mai stati scritti. Orwell ha visto il futuro e il totalitarismo da lui descritto si adatta a tutti i regimi, compresi quelli democratici. Stimola la riflessione, non abusarne, può avere effetti collaterali.

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    Enrico

    21/03/2014 10:36:11

    Libro immenso! E'uno di quei libri da leggere!!!

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    violoncella

    08/03/2014 10:37:28

    che dire,un'opera scritta da un genio,leggerlo una volta nella vita è un obbligo morale.Non è il mio genere,quindi ho faticato a terminarlo,un po' lento in certe parti,oltre che "soffocante",specie alla fine..comunque imperdibile.

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    melania

    26/01/2014 20:10:34

    un autentico capolavoro creato dal genio di Orwell. questo come "La fattoria degli animali" ci fanno capire di come Orwell vedesse la società malata che gli si stava creando davanti agli occhi. ne consiglio assolutamente la lettura, anche perchè dubito che ci saranno ancora scrittori che hanno le cosiddette per scrivere romanzi del genere!

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    ampa

    26/01/2014 12:11:40

    Voto: 6. Se ad altri ho dato prima 5 questo penso sia superiore. E' un libro da leggere nella vita, complicato, con molti termini inusuali, profondo e inquietante, sono contenta d'averlo letto.

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    Alberto Cinelli

    07/01/2014 23:01:01

    Fantapolitico? Sì. Inquietante? Sì, e molto. Ma è uno dei pochi autentici capolavori che abbia mai letto.

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    Ivo Rispoli

    02/01/2014 22:57:47

    Un terremoto che scuote le basi su cui si fonda la società moderna. Ogni essere umano su questo pianeta dovrebbe leggerlo per capire i meccanismi che quotidianamente non solo subiamo ma eleviamo ad ideali. Fondamentale.

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    Roberto

    15/12/2013 12:37:49

    Che dire? Questo libro è una pietra miliare! Fantastico davvero, per le idee, per le riflessioni che suscita, anche per i mattoni del muro della trama che Orwell posiziona alla perfezione, pezzo dopo pezzo. Questo è il libro. Il libro che apre la mente anche sul nostro mondo attuale e cerca in tutti i modi di farti vedere le cose in modo diverso. Insegna a non farci fregare, e anche a come le potenze possono cambiare le persone. Uno dei pochissimi libri da leggere assolutamente prima di morire. Non consigliato, obbligatorio!

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    mary

    10/12/2013 19:04:00

    E' un titolo scritto nel 1948 e pubblicato un anno dopo: nulla di più profetico e visionario! Nella lista dei libri per cui si mente a dire di averlo letto è ai primissimi posti, ma posso affermare che vale la pena leggerlo. Un mondo surreale che pero' anticipa molti tratti della società umana attuale, alcuni estremizzandoli, ma alcuni..... . All'interno c'è di tutto: la politica, la teoria delle masse, la teoria dei gruppi, la teoria delle comunità piccole e chiuse, la leadership estrema, l'amore, i sentimenti...che si cerca di cancellare ma rimangono sempre in un posto recondito dell'essere umano. Il Giudice Franco Cordero, in una sua rara e recente apparizione televisiva ha definito alcuni esseri in questo libro come "spegnitori dell'intelligenza": di recente ce ne sono stati tanti in giro, io personalmente ne ho incontrati alcuni recentemente. Se avessi letto prima questo libro, forse, avrei saputo riconoscerli. Volendolo riassumere in una sola parola.......disarmante......non ci sono armi che possono difendere il nostro 'io' durante la lettura di alcune pagine di questo libro. Quando si arriva alla parola fine, è come baciare la propria terra al ritorno da una strana avventura....ma pur sempre un'avventura. ......e l'appendice non ce l'ho proprio fatta a leggerla!

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    il franco tiratore

    01/11/2013 18:39:19

    Lode a Orwell. Impressionante! Trama fantastica e avvincente, lenta e veloce, appagante e deludente, qualcosa di speciale. Lettura piacevolissima e scorrevole.. personalmente mi sono piaciute le parti in cui si parla di Julia (prima e dopo il loro incontro) e dei giorni in cui il protagonista venne rinchiuso e interrogato. Uno dei libri che sicuramente rientra nella mia top 10 e che decisamente rileggerò e consiglierò ad altri. Forse l'opera distopica, delle tre, per eccellenza (premetto che mi manca da leggere Il mondo nuovo di Aldous Huxley... Fahrenheit 451 non lo trovo ai stelli livelli dell'opera di Orwell).

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    Serena

    06/09/2013 12:43:57

    Assurdamente bello, avvincente, profondo e così vero e limpido che mi ha commosso. Sono pochi i libri che hanno il coraggio di gettarti addosso la verità come un secchio d'acqua gelata. Tutto ciò che penso è riassunto in questa bellissima frase tratta dal libro: "Il libro lo affascinava o, per dir meglio, lo rassicurava. In un certo senso costituiva parte della sua attrattiva. Diceva quelle cose che avrebbe scritto lui se fosse stato capace di riordinare i frammenti dei suoi pensieri. Era il prodotto di una mente simile alla sua, ma immensamente più poderosa, più sistematica, meno condizionata dalla paura. I libri migliori, pensò, sono quelli che vi dicono ciò che sapete già."

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    Gianni AV

    22/08/2013 15:56:36

    Visionario e profetico. Capolavoro. Che altro aggiungere?

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    Piero Suriano

    13/07/2013 00:19:39

    Forse il titolo di questo libro può farlo apparire immediatamente vecchio e superato. Niente di più falso e miope. Come non vedere, ad esempio, nel protagonista Winston Smith e nella sua parabola discendente nell'abisso del terrore e della spersonalizzazione quanti, uomini e donne qualunque, hanno subito gli effetti devastanti delle vaporizzazioni orwelliane a contatto con regimi che mal tolleravano la parola io al loro interno; sostituendola con il più rassicurante e ipocrita noi. Uno sguardo più intenso del solito, o percepito come tale (come quello che Julia lancia al tavolo della mensa a Winston), un semplice tic nervoso, un mormorio fra sé o un'espressione che tradisca incredulità davanti alle mirabolanti conquiste del Partito annunciate pomposamente dal teleschermo sono indici di un comportamento anormale, un'offesa al Grande Fratello, che tutto sa e vede, anche se nessuno lo ha mai visto o sentito. Sono un "voltoreato" da punire inflessibilmente. Finanche la capacità di esprimersi con vocaboli appropriati e sensati, vera demarcazione tra l'uomo e il resto del creato, viene deturpata con la venefica invenzione della Neolingua che dovrà progressivamente sostituire l'Archelingua, l'inglese comune, per proclamare i principi del Socing, il Socialismo inglese. Così parole come uguaglianza e libertà perderanno il loro significato originario, politicamente pernicioso, per diventare termini senza senso, perché non realmente più riscontrabili nella vita quotidiana. Con la satira ridotta ad una mera perenne imitazione di vecchi temi rivoluzionari, triti e ritriti, anche la cosiddetta opposizione interna che dovrebbe rovesciare il Partito si rivela per quella che è nel personaggio spettrale di O'Brien: un'orrenda e perversa impostura. Il monologo di quest'ultimo teso a ridurre ad una larva d'uomo, ingrigita e puzzolente, il povero Winston mostra l'insostenibile pesantezza dell'essere Partito: una piovra immonda i cui tentacoli avvolgono tutto ciò che le è intorno.

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  • George Orwell Cover

    Scrittore inglese. Nato nel Bengala, compì gli studi a Eton. Ritornato in India nel 1922, vi rimase cinque anni al servizio della polizia imperiale indiana in Birmania. Questo soggiorno diede lo spunto al suo primo romanzo, Giorni in Birmania (Burmese days, 1934). Rientrato in Europa, il desiderio di conoscere le condizioni di vita delle classi subalterne lo indusse a umili mestieri nei quartieri più poveri di Parigi e di Londra, esperienza che narrò in Senza un soldo a Parigi e a Londra (Down and out in Paris and London, 1933). Nel libro inchiesta La strada per Wigan Pier (The road to Wigan Pier, 1937) descrisse con amaro verismo la vita dei disoccupati. Partecipò alla guerra civile in Spagna, combattendo nell’esercito repubblicano; in Omaggio alla Catalogna... Approfondisci
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