Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 673 p., Brossura
  • EAN: 9788806193195
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    25/07/2016 03:52:02

    Uno sguardo nostalgico e malinconico su un'ideologia passata, un'ideologia falsa e fallita come tutte quelle del Novecento. Un libro che vive grazie all'ombra del bellissimo Q, così come tutti gli altri noiosi libri di Wu Ming.

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    leonardo

    20/08/2015 19:08:13

    Non aspettatevi Q, ma comunque e' un bel libro gradevole e originale, con un bellissimo finale.

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    PROT

    25/08/2014 23:31:47

    Bravissimi i Wu Ming a raccontare la storia a modo loro... dopo aver letto "Q" (come si dice spesso oggi "tanta roba"), mi ritrovo con l'approfondire periodi e personaggi che conoscevo solo di nome... raccontati con altri "inventati" appositamente per il romanzo... molto più scorrevole di "Q", probabilmente più "easy", ma ugualmente avvincente e interessante! consigliato vivamente!

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    luca

    19/09/2013 22:54:50

    Lettura piacevole che propone in stile avvincente ed avventuroso, uno spaccato leggero dei primi anni 50, dal punto di vista storico, politico e sociale, presentando bene lItalia ed il suo modo di vivere in quel periodo. Gli spunti che fanno da base alle diverse storie che si intersecano sono reali, come quella di Lucky Luciano. Avventura romanzata, leggera, di facile lettura, può muovere la curiosità di approfondire alcuni scenari storici proposti. Non è di certo un capolavoro, ma risulta gradevole. Voto reale tra 3 e 4

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    nobile

    20/10/2012 21:46:51

    E' un libro denso.La prosa asciutta con periodi brevi e di principali senza il ricorso alle subordinate, rende la lettura agile e consente di seguire le mole storie raccontate. Nella sostanza il libro racconta un anno della storia europea:il 1954. Il collettivo di autori anche stavolta ci trasmette la passione per la cultura europea. 54 segue più storie apparentemente autonome ma che a un certo punto del racconto sorprendentemente si intersecano quasi a dirci che tutto si collega e che l'europa e' terra comune. Il racconto e' avvincente:c'è lo spionaggio, l'amore, la politica, la lotta, ecc..., il tutto magistralmente intessuto in una trama verosimile. Bello il perosnaggio di Steve Cemento, un particolare riguardo al tenero Kociss/Pagano.

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    LaMelaMarcia

    27/03/2011 15:53:03

    Wu Ming (in cinese mandarino "wu ming" significa "senza nome" oppure "cinque nomi" a seconda di come viene pronunciato) è un collettivo di scrittori simbolo del New Italian Epic. Li ho conosciuti grazie a "Notte buia, niente stelle", romanzo di Stephen King tradotto in Italia da Wu Ming 1. Incuriosito e conquistato dal progetto di 'sti tizi che rifiutano ogni meccanismo che trasforma lo scrittore in divo, che consentono la riproduzione delle loro opere gratuitamente, a scopi, ovviamente, non commerciali e di scaricare i testi integrali dal loro sito ufficiale, in barba al diritto d'autore; ho letto e adorato il loro primo romanzo "Q", grande affresco storico/fantastico (pubblicato con lo pseudonimo Luther Blissett). Questo "54" è servito a confermare la grande abilità di questi narratori nell'intessere fenomenali trame dove convivono in maniera perfetta e straordinaria personaggi storici e protagonisti di pura fantasia. Questi s'incontrano per caso, si relazionano, ritrovandoci così a leggere di un ex combattente partigiano esiliato in Jugoslavia che salva la vita a Cary Grant, di un "malamente" napoletano che gioca al casinò con l'imperatore vitnamita Bảo Đại. Poi ci sono, "Lucky" Luciano, Grace Kelly, Alfred Hitchcock, il presidente Tito, i vecchi comunisti del bar Aurora, un poeta triestino, c'è una bella quanto impossibile storia d'amore, Mike Bongiorno e persino un televisore pensante. Uno romanzo incredibile, storie nella Storia, stelle del cinema, Guerra Fredda e traffico mondiale di eroina. Anno di grazia? Naturalmente, 1954. P.S.: mi permetto di consigliarvi, a mo' di colonna sonora, Cary Grant dei Non Voglio Che Clara. Saluti.

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    Marco Amadori

    05/02/2011 23:09:12

    Bello, semplicemente. Dopo averlo letto amerete sia Wu Ming, che Cary Grant

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    marco amadori

    29/10/2010 12:30:56

    Se non lo avete ancora letto, fatelo! poi aggiungete un numero da 1 a 5 al nome degli autori e leggeteli tutti.

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    Gozer

    30/09/2010 13:59:37

    Il primo libro che ho letto del genere New Italian Epic, e quindi anche il primo dei Wu Ming. E' stato una rivelazione. Bello e divertente.

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    gmb

    16/11/2009 08:56:35

    Veramente eccezionale! Mi è piaciuto più di Q che avevo trovato in alcune parti non facilmente leggibile. Qui la storia scorre e ti travolge avvolgendoti con personaggi noti e meno noti su tutti il mitico Cary Grant e i personaggi del Bar Aurora. Nonostante le 600 e passa pagine l'ho divorato in pochi giorni. Complimenti Wu Ming!

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    pietro

    15/07/2009 23:10:40

    piu su di questo, solo Q. Un romanzo 54 che come al solito racconta di parti della storia o troppo discussi o svirgolati, lasciati a posta nel dimenticatoio ,ma wu ming mai domo o accontentato scava tira fuori dalla storia una parte non visitata.grande STORIA siete fortissimamente unici.... Continuate cosi'.....

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    marco

    12/05/2009 17:39:36

    Con ogni probabilità è uno dei libri piu belli che io abbia mai letto ... grazie Wu ming

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    Emiliano

    09/04/2009 11:51:34

    beh un altro libro riuscito del collettivo...anche qui bravi a prendere una ricca documentazione, un po' di gossip storico e a tirarne fuori una trama coinvolgente e vivace che fa anche sorridere. Ci sono Bologna, l'URSS, Lucky Luciano e Cary Grant, mancano solo Godzilla e Capitan America!! Consigliato, sì!

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    Giacomo

    31/03/2009 13:29:31

    Un bell'affresco storico con incastonate le storie dei personaggi. Molto gradevole e scorrevole. Lo consiglio

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    Philip

    09/12/2007 19:20:00

    Del collettivo Wu Ming avevo già letto precedentemente sia "Q" che "Manituana",ma ad essere sinceri nè l'uno nè l'altro mi avevano appassionato/convinto del tutto.A mio giudizio è questo il loro romanzo più riuscito,dagli incastri narrativi mai così perfetti,e un quadro generale dell'Italia del dopoguerra ben delineato.I personaggi sono ben caratterizzati,senza scadere nel romanzo d'appendice com'era accaduto talvolta negli altri romanzi.Per tacere poi dello stile,in tutte le sue parti scorrevole e brioso,perfettamente amalgamato.Da leggere,sicuramente.

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    PAOLA

    07/12/2007 13:44:58

    bellissimo! mi ha trasmesso tante emozioni ,a volte mi soffermavo a riflettere su qualche personaggio e mi commuovevo immaginando di vedere mio nonno, mio padre tutte quelle persone a me care che in quegli anni hanno lottato contro i pregiudizi ,la povertà e le ferite lasciate dalla guerra ma sempre animati da tanta speranza! . con 54 mi sono calata in un' epoca che non ho mai vissuto ma solo immaginato attraverso i racconti ... leggetelo !!!!!perché vi aiuterà anche ha capire meglio il presente

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    Sergio

    05/05/2007 21:35:43

    Insieme a "Il nome della rosa" è sicuramente il romanzo più bello che abbia letto finora. Tutti i personaggi e le storie si amalgamano perfettamente e sorprendono ogni volta per personalità e spirito. Direi anche meglio di Q: qui la lettura è nettamente scorrevole, tutto l'ensamble è meno macchinoso e mai scollegato, in pratica 600 pagine e passa volate leggere senza quasi accorgersene. Condivido pienamente, la scena al casinò è un capolavoro!

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    Valerio

    14/09/2006 12:12:27

    Un bellissimo affresco dell'Italia del dopoguerra, che riunisce storie completamente differenti in un unico filo conduttore. Ben scritto ed avvincente. Favolosa l'idea di "dare voce" ad un televisore, forse l'innovazione più sensazionale di quegli anni. Non azzarderei un paragone con Q (altro bellissimo libro), qui non siamo sul genere spy story. Ancora una volta complimenti ai ragazzi del collettivo!

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    -SK-

    07/09/2006 18:44:10

    Niente di speciale. Soprattutto se si sono letti i libri precedenti del collettivo. Consiglio di leggere lo strepitoso 'Q' ed il viscerale 'Asce di Guerra'.

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    Giorgia

    08/07/2006 09:20:24

    Lo trovo molto bene amalgamato, - lo è meno Asce di Guerra-, narrato in modo coinvolgente che non ti lascia mai - elemento necessario per un tomo - e molto ben calato nella realtà del '54, a me conosciuta solo per sentito dire, vera, molto ben descritta, divertente e drammatica nello stesso tempo. Perfetto!

Vedi tutte le 44 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Wu Ming

54

pp. 673, euro 15,

Einaudi, Torino2002

54 è il nuovo romanzo storico realizzato dal gruppo dei cinque scrittori ormai noti con l'appellativo Wu Ming (senza nome). Dopo il sorprendente esordio nel 1999 con il western teologico Q (a nome di Luther Blisset, Einaudi; cfr. "L'Indice", 1999, n. 7), ambientato durante la riforma luterana, e il successivo Asce di guerra (assieme e attorno alle vicende narrate con Vitaliano Ravagli; Tropea, 2000), giunge ora 54, un complesso viluppo di storie parallele che si svolge - salvo il doppio prologo alla Conrad - nel 1954. Il romanzo si snoda su più scenari: Bologna, Palm Springs, Napoli, Trieste, la Francia, la Jugoslavia, l'Urss e il Messico.

Perché questa enfasi sul 1954? Nell'immaginazione "storiografica" degli autori - peraltro pienamente legittima - il 1954 segna un anno di svolta internazionale e gli autori affidano nientemeno che al primo presidente del Kgb, il generale Serov, la loro visione degli eventi: "Che anno convulso. Un anno che cambiava la faccia al mondo. La nascita del Kgb. La conferenza di Berlino. Il riarmo della Germania e la sua adesione alla Nato. La sconfitta dei francesi in Indocina e la divisione del Vietnam. Tito. La rovina di McCarthy. Tito e Cary Grant. Esperimenti nucleari nei deserti e in mezzo agli oceani. La fine del 'dopoguerra'". Benché posta nell'epilogo, questa considerazione mi pare sia stata la miccia iniziale che ha innescato la scrittura. La sfida diventa allora quella di creare un libro corale che contenga questi eventi e li metta in una relazione dinamica con una serie di personaggi. Il 1954 per l'Italia è anche l'anno nel quale esplode lo scandalo Montesi, Mario Scelba è a capo dell'esecutivo e hanno inizio le prime trasmissioni televisive il 3 gennaio, giorno in cui, per coincidenza non casuale, entra nel vivo anche la narrazione di 54, con una corsa truccata all'ippodromo di Agnano, dove si muove anche l'intoccabile Lucky Luciano, mandato dalle galere dello zio Sam a respirare la libertà, per meriti bellici, nella colonia Italia. Per quanto ci si voglia sforzare, è impossibile delineare in poche righe una sintesi delle vicende del testo, a meno che non si aprano diverse porte parallele, sapendo che i relativi percorsi non necessariamente arriveranno a sfiorarsi. Forse è proprio il televisore "fuori dal comune" McGuffin Electric, che "vede, ascolta, riflette, ma non funziona", il marchingegno che riesce a entrare dentro a più storie: un po' come la pallina da baseball di DeLillo, se si vuole, ma l'elettrodomestico non viaggia nel tempo.

A un articolato incastro narrativo corrisponde una scrittura briosa, ben adattata ai personaggi, ora contenuta nella sua tentazione verso il pastiche, ora ritmata dai motti di spirito: si tratti delle lievi facezie di Cary Grant (sì, proprio lui, l'attore) o del più popolaresco brontolio felsineo degli avventori del bar Aurora. Come è inevitabile che sia per un libro di questo genere, la documentazione che lo sorregge è ampia e appropriata: dai brani di jazz ai tipi di tè, dai vestiti di Cary Grant alla Filuzzi delle balere bolognesi. Sono dettagli che ravvivano e delimitano il tempo e lo spazio dei personaggi. Su tutti colpisce l'inquietudine ribelle di Robespierre Capponi (un profilo vicino a quello di Vitaliano Ravagli in Asce di guerra), ragazzo arrivato in leggero ritardo all'appuntamento con la Storia. Troppo giovane per combattere nella Resistenza, vive un amore impossibile con una donna sposata a un dirigente del Pci e mal respira il bigottismo rosso di una Bologna adagiata sulle formule di intransigenza staliniana (si veda il Tito comunista-fascista). Nell'antieroica quotidianità che macera le grandi speranze è tuttavia ancora possibile un gesto coraggioso, uno strappo per ricominciare daccapo.


«Betsy aveva consigliato a Cary di andare dal dottor Clapas, di cui le amiche dicevano un gran bene. Gli eventi degli ultimi mesi avevano scacciato la depressione, restituendo Cary Grant al mondo che ne esigeva il ritorno. Ora si trattava di capire i motivi della depressione, per impedirle di tornare. Il sole non doveva più oscurarsi, la mano che muoveva il rasoio non doveva più tremare.»

Non è possibile parlare di questo romanzo senza preventivamente raccontare la storia di Wu Ming, il nome collettivo dietro il quale si "nascondono" gli autori. Fondatori, nel gennaio del 2000, di Wu Ming sono stati Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo e Federico Guglielmi, tutti già membri del Luther Blisset Project e autori di opere di successo come Q e Totò, Peppino e la guerra psichica, cui si è unito l'autore di Havana Glam. Ma questi scrittori giocano sull'inutilità del comparire in prima persona, tanto che hanno scelto uno pseudonimo che significa in mandarino "nessun nome". Non desiderano la notorietà personale, non vogliono apparire con un volto, ma non per questo non si mettono in gioco. Innanzitutto con le loro opere e poi con un sito in cui si possono trovare molte informazioni interessanti, tra le quali una appassionata dichiarazione di intenti, che identifica anche le storie che i Wu Ming intendono raccontare: «Innanzitutto, storie che abbiano un capo, un intreccio e una coda. Lo sperimentalismo è accettabile solo ed esclusivamente se aiuta a raccontare meglio... Quelle che ci interessano sono storie di conflitti, intessute sui telai dell'epos e della mitopoiesi, storie che adottino meccanismi e stilemi propri della narrativa 'di genere', del biopic, dell'inchiesta militante o della microstoria. Romanzi che attingano materia viva dalle zone d'ombra della storia, storie vere narrate come romanzi e/o viceversa recupero di vicende dimenticate, al centro o ai margini delle quali si sviluppano le nostre trame».
Ecco tracciate le linee guida di 54. Al centro del romanzo l'anno 1954, con le vicende nazionali e internazionali che l'hanno attraversato, ma soprattutto con tanti piccoli eventi personali. Le pagine sono attraversate da mille protagonisti, da tante piccole storie personali e collettive. Ci sono ex partigiani e militanti politici, ragazzi "da bar" e anziani in casa di riposo, negozianti onesti e non, trafficanti, spacciatori e clienti, attrici e attori più o meno noti (con una curiosa presenza continua: un Cary Grant in crisi esistenziale) ballerini e mercenari, semplici passanti e il Presidente del neonato Kgb... Come un satellite che ruoti attorno alla terra e fotografi per 365 giorni qui e là i momenti di vita vissuta, così 54 ci racconta un anno dell'umanità in modo incredibilmente lineare. Le cinque voci distinte di Wu Ming non sono riconoscibili e l'opera, spesso connotata da un taglio quasi cronachistico, pare scritta da un'unica mano per nulla gelosa del proprio lavoro, tanto da scegliere di non vincolare il testo a un rigido copyright: «è consentita la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica a uso personale dei lettori, purché non a scopo commerciale».

A cura di Wuz.it


Le prime frasi

Non c'è nessun "dopoguerra".
Gli stolti chiamavano "pace" il semplice allontanarsi del fronte.
Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro.
Oltre la prima duna gli scontri proseguivano. Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il Cielo pieno d'acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra.
Gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani.
Gli stolti gonfiavano il petto, parlavano di "libertà", "democrazia", "qui da noi", mangiando i frutti di razzie e saccheggi.
Difendevano la civiltà da ombre cinesi di dinosauri.
Difendevano il pianeta da simulacri di asteroidi.
Difendevano l'ombra cinese di una civiltà.
Difendevano un simulacro di pianeta.

Antefatti

I
Fronte jugoslavo, primavera 1943

SOLDATI ITALIANI!

Il popolo sloveno ha cominciato una lotta inesorabile contro gli occupatori. Molti dei vostri camerati sono già caduti in questa lotta. E cadrete sempre giorno per giorno, notte per notte, finché sarete strumenti nelle mani dei nostri oppressori, finché l'ultimo pezzo della terra slovena non sarà liberato.
I vostri potentati ve la dànno a bere che il popolo sloveno vi ami, che vi assalgano soltanto "pochissimi comunisti". Questa è una insolente bugia. Nella lotta contro gli occupatori andiamo tutti gli Sloveni d'accordo. Sotto la guida del Comitato nazionale sloveno liberatore tutto il nostro popolo si è organizzato in un solo invincibile Fronte Liberatore.

SOLDATI ITALIANI!

I vostri superiori vi nascondono in che disperata situazione Mussolini ha gettato "l'Impero italiano", avendolo venduto a Hitler. Vi nascondono che Abissinia, per la quale Mussolini aveva fatto versare tanto sangue italiano, non è più nelle mani italiane. Vi nascondono la situazione senza uscita per le truppe italiane in tutte le colonie italiane in Africa. Vi nascondono le perdite che hanno subito le truppe italiane nei Balcani, che la Serbia occidentale, il Montenegro, la maggior parte della Bosnia ed Erzegovina, Lika e parti della Dalmazia sono già terre libere. Vi nascondono le terribili perdite e i supplizi che devono sopportare le truppe italiane sul fronte rosso dalle schiaccianti armi russe e dall'insopportabile inverno russo. Vi nascondono i disordini che nascono nelle città italiane per la penuria sempre più grande di vivere, per il continuo bombardamento dell'aviazione inglese, per la crescente scontentezza del popolo italiano con la politica del guerrafondaio Mussolini che lancia l'Italia nell'abisso.

SOLDATI ITALIANI!

Capite anche voi, quello che sempre più capisce il popolo italiano a casa sua, che Hitler vi spinge a tutti i fronti: in Africa, nei Balcani, in Francia e in Urss affinché non potrete far resistenza a casa vostra, quando egli assalirà l'Italia "alleata" appunto come ha assalito l'"alleata Jugoslavia". Capite anche voi quello che deve oggi capire ogni cieco, che all'Italia associata con la Germania toccherà una terribile sconfitta sul mare, sulla terra e in cielo dalle forze unite di Russia, d'Inghilterra e di tutti i popoli del mondo che amano la libertà.
Capite, soldati italiani, che l'unica salvezza per voi e per tutto il popolo italiano è nel volgere le vostre armi contro quelli che hanno cagionato per voi e per noi solo disgrazie, contro la cricca fascista di Mussolini! Non vi è mica utile il pretesto che anche voi condanniate la bestialità di Hitler e di Mussolini, che anche voi desideriate la fine del fascismo e della guerra. Dovete con azioni dar prova del vostro amore della libertà e della pace, del vostro odio contro i vostri e nostri oppressori, se no vi spetta, come loro, la rovina.

SOLDATI ITALIANI!

Il Partito comunista della Slovenia vi chiama:
Non adempiere agli ordini dei vostri superiori, non sparare, sugli Sloveni, non perseguitare i partigiani, ma arrendetevi a essi, non impedire la nostra lotta liberatrice!
Assalite e disarmate la milizia fascista, gli agenti dell'Ovra e tutti quelli che vi spingono a lottare contro il popolo sloveno!
Distruggete la forza armata italiana, magazzini di armi e di viveri in quanto non potrete consegnarli ai partigiani, distruggete i mezzi di trasporto dell'esercito italiano, camion, motocicli, cavalli, strade, ferrovie ecc!
Rifiutatevi agli invii delle armate italiane al fronte russo che vi moriranno per il pazzo Hitler e i suoi trabanti! Chiedete di ritornare a casa vostra!
Disertate dall'esercito italiano, il nostro popolo ve ne aiuterà volentieri! Consegnate le armi e le munizioni ai partigiani e alla Difesa popolare!
Andate con le unità partigiane e aiutate con le armi in mano ad abbreviare l'assurda macellazione di guerra, per potere al più presto ritornare a casa vostra, alle vostre madri, mogli e bambini poveri e abbandonati, e per istituire lì una vera sovranità popolare.
EVIVA LA COMUNE LOTTA DI TUTTI I POPOLI CONTRO LE BARBARIE FASCISTE!
EVIVA L'SSSR E IL SUO INVINCIBILE ESERCITO ROSSO. DIFENSORE POTENTISSIMO DELLA LIBERTA E DEL PROGRESSO!
EVIVA STALIN, IL CAPO DEI POPOLI DEI POPOLI E DEI LAVORATORI DI TUTTI I PAESI!
EVIVA IL PARTITO COMUNISTA DELLA JUGOSLAVIA!

MORTE AL FASCISMO - LIBERTÀ AL POPOLO!
Comitato centrale
del Partito comunista della Slovenia

Sul muro scrostato qualcuno aveva scritto SMRT FASIZMU con la vernice rossa.
Li avevano messi in fila lì davanti.
Dalle facce non trapelava niente. Chiuse, assenti. Come le finestre del villaggio.
Il capitano strillò l'ordine alla compagnia. I militari italiani si schierarono, fucili in spalla. Quasi tutti riservisti. L'ufficiale era il più giovane, baffi ben curati e bustina di stoffa grigia inclinata sulla fronte.
I condannati alzarono gli occhi per guardare in faccia i carnefici. Essere certi che fossero uomini come loro. Erano abituati alla morte, anche alla propria, assuefatti da migliaia di generazioni trascorse.
Dall'altra parte occhi bassi, sensazioni riflesse allo specchio.
e due fila si fronteggiarono immobili, come statue abbandonate sul prato.