A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca - Lorenzo Milani - copertina
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A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca
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Descrizione

Questo libro raccoglie gli scritti relativi alla vicenda che dal 1965 vide coinvolto don Lorenzo Milani in un processo per apologia di reato, per aver difeso l'obiezione di coscienza alla coscrizione militare. In apertura viene proposta la lettera ai giudici, conosciuta anche come "L'obbedienza non è più una verità". Segue la lettera con cui il priore di Barbiana replicò a un documento dei cappellani militari in cui si definiva l'obiezione di coscienza "un insulto alla patria, estraneo al comandamento cristiano dell'amore ed espressione di viltà". Questa lettera è all'origine della denuncia che porterà don Dilani a processo. Vengono poi raccolte le lettere che durante il procedimento giudiziario don Milani indirizzò all'avvocato difensore assegnatogli d'ufficio. Per aver difeso gli obiettori di coscienza, dopo un'assoluzione in primo grado, il priore di Barbiana è condannato in appello, ma il reato - recita la sentenza postuma - "è estinto per la morte del reo".
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2011
89 p., Brossura
9788861901940

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claudio
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A distanza di quasi cinquant'anni torna la famosa storia i Don Milani e l'obiezione di coscienza, o meglio di don Milani e i cappellani militari toscani che avevano definito vili gli obiettori di coscienza (bisogna ricordare che all'epoca chi attuava l'obiezione andava in carcere a Gaeta. Da lì ne era scaturita la messa in giudizio di don Milani e la conseguente " Lettera ai giudici". Ottima l'idea di Chiarelettere di riportare all'attenzione in particolare dei giovani di oggi di uno dei momenti cruciali di don Milani, questo grande e amato e odiato prete fiorentino, morto troppo presto e consierato (anche da chi scrive questo commento) un grande profeta.

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Lorenzo Milani

1923, Firenze

Don Lorenzo Milani è stato un presbitero, insegnante, scrittore ed educatore italiano. Figura controversa della Chiesa cattolica negli anni Cinquanta e Sessanta, viene ora considerato una figura di riferimento per il cattolicesimo socialmente attivo per il suo impegno civile nell'istruzione dei poveri, la sua difesa dell'obiezione di coscienza e per il valore pedagogico della sua esperienza di maestro. 

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