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Arthur Miller

Traduttore: I. Legati
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: IX-186 p. , Brossura
  • EAN: 9788806209711

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    Cristiano Cant

    16/11/2015 09.17.27

    Mister Monroe non manca nulla in questo romanzo, contrappunto riuscitissimo a tutto il suo teatro sociale, inquieto, alle confusioni e agli smarrimenti dell'americano medio travolto dalla follia del vivere, della storia, degli uomini. Qualcosa nelle trame di Miller viene di colpo a indebolire la fiducia nella vita, a slittare tragicamente verso precipizi senza ritorno; il lavoro peduto(nel Commesso viaggiatore), l'enorme masso della colpa per aver scelto e voluto il male(in Erano tutti miei figli), la miseria e la difficoltà del barcamenarsi e dell'integrazione(in Uno sguardo dal ponte). Stavolta è il soffio ebraico a costruire i suoi archi nell'edificio della storia, rompendo abitudini e meticolosità tranquille col lento brusio di una negatività che si approssima. La miopia del protagonista è come una scalinata verso le porte di un durissimo e inaspettato inferno sociale, umano, dove ogni tenerezza diventa subito spigolo e dolore, dove le corde che prima tenevano stretta ogni condizione sensibile via via si torcono nell'estraneità più buia. Lawrence subisce le storte della storia (l'ebraismo disprezzato) e le ritrova nelle piccolezze più prossime, nei contatti più diretti, fino ai momenti più accesi nei quali lo scrupolo e i richiami alla sua autenticità di dentro scavano fosse enormi nel su tormento di uomo: vendersi ai razzisti, collaborare? Dal nulla si accosta la minaccia, dall'equilibrio il brusco delle incertezze, e affrontare il tutto è impresa durissima. Forse l'amore, soltanto l'amore, potrebbe alzare questa violenza oltre le strette giunture del pathos continuo, ma Lawrence sa e sente attorno a sé le debolezze morali, la fragile verità che abita i caratteri umani, le certezze incrinate, il potere sordo. tuttavia questa somma di soprusi saprà pian piano essere domata, e sarà sempre l'ebraismo a installare nel suo animo una forza più dignitosamente nuova, pulita, una rinascita, un sentirsi migliorato e sereno nella sua lacerata ma sana coerenza.

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