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Haruki Murakami

Traduttore: M. De Petra
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2013
Pagine: 204 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806206239

Nascere la prima settimana del primo mese del primo anno della seconda metà del ventesimo secolo era stata davvero una strana coincidenza. Per questo motivo i genitori avevano deciso di chiamarlo Hajime, letteralmente “inizio”. La vita di Hajime sarebbe stata simile a quella di qualsiasi altro bambino della sua età se anche lui avesse avuto dei fratelli. Essere figli unici nel Giappone dell’immediato dopoguerra era considerato un fatto insolito e molto spesso era motivo di esclusione, per questo Hajime non poteva fare a meno di avvertire un profondo senso di inadeguatezza, sentiva di essere mancante e incompleto rispetto ai suoi compagni e ciò acuiva il suo senso di solitudine.
L’unica persona con cui riusciva a condividere la sua eccezionalità era Shimamoto, una bambina da poco trasferitasi nella sua scuola e anche lei figlia unica. Shimamoto era gentile e rispettata da tutti, ma aveva un difetto alla gamba che la rendeva leggermente claudicante, proprio per questo il maestro aveva affidato a lui il compito di prendersene cura. Fra loro si era subito creata un’intesa reciproca e il fatto di essere entrambi figli unici li aveva uniti moltissimo: i pomeriggi trascorsi a parlare e ascoltare musica volavano via come il vento e il tempo per stare insieme non era mai abbastanza. Così, Pretend you are happy when you are blue it isn’t very hard to do (Fingere di essere felici quando si è tristi non è poi un grande sforzo) come cantava Nat King Cole, mano nella mano con Shimamoto sembrava davvero possibile.
Tuttavia la vita insegna che se non si è abbastanza determinati le circostanze possono risultare fatali, e così era accaduto anche ad Hajime e Shimamoto. Finite le elementari avevano preso strade differenti e avevano finito per perdersi di vista.
Hajime si era iscritto al liceo e lì aveva conosciuto la sua prima ragazza; una volta terminate le scuole superiori si era trasferito a Tokyo per frequentare l’università e lì aveva partecipato alle manifestazioni studentesche. Dopo la laurea aveva lavorato in una casa editrice, fino a quando a trent’anni aveva conosciuto sua moglie, si era sposato ed era diventato padre di due bambine; grazie al sostegno economico di suo suocero poi era riuscito ad avviare un’attività redditizia della quale era molto contento. Era felice, eppure sentiva di non essere veramente se stesso: a guardarla da fuori, aveva l’impressione che quella non fosse effettivamente la sua vita, quanto piuttosto l’esistenza che qualcun’altro aveva preparato per lui. In tutti quegli anni Hajime aveva accumulato esperienze: aveva amato, sofferto e fatto soffrire, aveva sbagliato e cercato di imparare dai propri errori, ma il ricordo di Shimamoto e della felicità piena che aveva provato con lei non lo avevano mai abbandonato. A distanza di tanto tempo continuava ad essere pervaso da una sensazione di vuoto e di nostalgia per ciò che aveva perso: il pensiero dell’esistenza che avrebbe potuto vivere con Shimamoto e che si era lasciato sfuggire si era trasformato in un dolore sottile ma profondo.
Tutto ha un inizio, un centro e una fine, l’esistenza di ciascuno di noi è destinata a seguire inesorabilmente questa parabola. Ce lo ripetono da sempre gli storici, i filosofi e, a partire da una certa data, anche i romanzieri. A ben guardare anche Murakami in A sud del confine, a ovest del sole si serve dello spazio del romanzo per tratteggiare l’arco temporale di un’esistenza - quella di Hajime - scandita metaforicamente da questi tre momenti. Eppure lo scrittore giapponese va oltre, e sembra dirci che, indipendentemente dalla possibilità che l’inizio e la fine possano ricongiungersi, ciò che davvero conta è il centro, lo spazio di tensione/estensione massima che la vita raggiunge e l’accumulo di esperienze che permette a ciascuno di riconfigurare la propria esistenza e attribuirgli un significato diverso, nuovo, finalmente maturo. È solo così - vivendo il centro - che quando venticinque anni dopo la vita concederà loro la possibilità di rincontrarsi Hajime e Shimamoto potranno ricongiungersi.
Ripubblicato con una traduzione completamente rivista, A sud del confine, a ovest del sole è un romanzo intenso, delicato, realista al punto da risultare talvolta tagliente, malinconico e puro, ma proprio per questo di una bellezza che non può essere ignorata.

Recensioni dei clienti

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    giovanni

    03/06/2016 18.19.26

    Pensavo che Tokyo Blues fosse in assoluto il più bel libro di Murakami ma dopo aver letto A sud del confine, a ovest del sole devo ricredermi. A chi piace la sua scrittura e la sua sensibilità sempre opportuna e profonda lo consiglio. Non ci sono ricette o libri da studiare, per scrivere così bisogna avere il talento del grande romanziere, da parte mia posso solo goderne leggendo i suoi libri.

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    zia dalia

    24/08/2015 22.54.25

    Una tenera storia di vita e d'amore, in cui, come spesso accade in Murakami, i sogni dell'adolescenza si incontrano (o si scontrano) con la realtà. Bellissimo.

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    Alessandra

    13/07/2015 01.52.04

    Poetico, malinconico, emozionante,come Murakami sa sempre essere. Una riflessione sul tormento dell'amore. Consigliatissimo...

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    PROT

    21/05/2015 11.10.10

    Dopo aver letto 8 libri di Murakami diciamo che un pò lo conosco... il libro è come sempre ben scritto, intrigante, ti invoglia... l'unico appunto è che troppo spesso i suoi personaggi si assomigliano, e talvolta anche le storie... però mi lascia sempre soddisfatto

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    Aledifra

    01/05/2015 17.22.04

    Uno dei migliori libri di Murakami. Assolutamente consigliato.

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    Pat

    05/10/2014 10.48.46

    Non ci sono le parole per descrivere la bellezza di questo libro...Va letto molto lentamente, assaporando ogni parola scritta. Bellissimo, il suo più bello.

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    patriziaesse

    14/06/2014 13.52.34

    piacevole lettura scritta in modo elementare e profondo allo stesso tempo. E' una storia d'amore e l'amore lascia sempre dietro di sè qualcosa di irrisolto. Mi piace quando l'autore _ e haruki murakami è un maestro in questo senso _ lascia al lettore la facoltà di pensare e/o decidere il finale, che rimane sempre avvolto in un'aurea di mistero

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    Anna

    17/04/2014 09.36.38

    L'unico problema dei libri di Murakami è...che ad un certo punto finiscono!! Io adoro questo scrittore, così come adoro altri scrittori giapponesi, perché riescono ad esprimere concetti anche molto semplici in modo così delicato e profondo da turbare per questo. I loro libri ti restano dentro per sempre. Non esiste libro di Murakami che non sia bello, delicato, profondo e semplice allo stesso tempo. Ovviamente possono esserci delle piccolissime pecche stilistiche, ma queste non fanno che accrescere il valore intrinseco delle sue opere. Mi piace il fatto che non si capisca chi sia veramente Shimamoto, dove sia quando non è con lui, che vita abbia. Così come mi piace il fatto che la questione Izumi sia sempre solo accennata, perché è quello che facciamo tutti noi continuamente: ripensiamo ad esperienze del passato e alle persone che con noi le hanno condivise senza avere il coraggio di rivedere quelle persone, nel timore che siano troppo cambiate rispetto ai nostri ricordi, e che anche loro ci trovino troppo cambiati. Resto sempre affascinata dal mondo interiore di questo grande autore e mi auguro che continui a regalarci perle di rara bellezza ancora per lungo, lungo tempo.

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    Isa

    21/12/2013 10.03.58

    Libro romantico e malinconico nello stesso tempo che suscita inevitabilmente emozioni!

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    mario bertolinis

    25/10/2013 12.41.06

    meravigliosooooooooooo

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    topaganga

    20/09/2013 12.44.15

    Quando un'esistenza si trasforma da romanzo in realtà e ti fa capire quanto infinitamente alto è il livello di insicurezza ed ignoto dentro te. Una vita da vivere per evolversi e camminare verso la fine a testa alta. Lettura consigliata non perchè sia Murakami, ma perchè ti da la prospettiva di quanto fallace sia vivere.

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    francesco v

    07/09/2013 09.25.58

    Mi sfugge il motivo del grande successo di questo scrittore. Scrivere in maniera elementare e' sicuramente un pregio, ma cosi' e' esagerato. Il non detto in Murakami non esiste. Inoltre, lla descrizione e' giustamente opera dello scrittore, ma l'interpretazione deve essere lasciata al lettore; invece fa sempre tutto lui. Deludente. Anche se resta una lettura piacevole

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    joe roberts

    11/07/2013 09.03.34

    Libro sul vuoto, sul magnetismo sessuale e "i desideri inesauditi". Quando la ragazzina amata torna dopo venticinque anni, potrà colmare quel vuoto o risucchierà via con sé la vita dell'uomo che l'ha attesa per così tanto tempo? Murakami ci fa capire che il passato è irreversibile e che alle forze distruttive si può resistere soltanto insieme e non da soli. Tra i sette libri che ho letto di questo autore è il meno bello.

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    Federica

    02/06/2013 13.41.45

    L'ho finito stamattina: è uno dei libri più belli che abbia mai letto. Imperdibile!

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    illaby

    30/04/2013 14.17.03

    ho letto quasi tutti i libri di murakami haruki e devo dire che forse questo li ha superati tutti come emozioni. la sua sensibilità e precisione nel descrivere i sentimenti e la loro evoluzione, ma sempre con sensazioni quasi "tattili" e senza appesantire il racconto, sono qualcosa di unico. murakami top.

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    Michael Moretta

    24/04/2013 17.08.13

    Mi sono rituffato con enorme piacere nel magico mondo di Murakami Haruki ed ancora una volta sono stato colpito dalla incredibile finezza della sua scrittura, dalla capacità impressionante dell'autore di guidare il lettore in un mondo al limite tra realtà e fantasia, tra ciò che noi vorremmo essere e quello che in concreto siamo. In questo racconto, anteriore ad 1Q84, vediamo una scena che ritornerà proprio nell'ultima opera di Haruki: Hajime e Shimamoto, a dodici anni, che si prendono per mano per pochi secondi....proprio ciò che succede a Tengo ed Aomame in 1Q84. Questo semplice gesto segna per i due protagonisti di " A sud del confine, ad ovest del sole " la loro vita. Ognuno fa la propria ma rimangono innamorati per sempre. Separati per 25 anni si ritrovano. Hajime ha una moglie e due figlie, Shimamoto è avvolta dal mistero e su di lei l'autore non ci dice nulla, lasciando alla nostra immaginazione il compito di tratteggiare la sua situazione. Nella descrizione della notte passata insieme, ed attesa per tutti quegli anni, tenera, ricca di amore e di passione, si racchiude l'essenza stessa della narrazione di Haruki. L'esistenza di due mondi, il caso, la sottile linea che separa la realtà dalla fantasia. Senza dubbio un libro all'altezza del miglior Haruki, ricco di fascino e di grande sensibilità. E come sempre nei libri di Haruki mi piace ricordare la continua presenza della musica, a scandire le scene più importanti del racconto. Addirittura qui Hajime è proprietario di due jazz club, come lo è stato l'autore stesso in gioventù. Ed abbiamo la musica sempre presente nella vita dei personaggi, dalla loro infanzia all'età adulta. Un gran bel libro, che consiglio anche a chi decide di accostarsi a questo autore per la prima volta.

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    lorella perfetto

    18/04/2013 10.07.26

    Non sono in grado di giudicare un libro per la scrittura ma so quanto valgono le emozioni e questa lettura è una di quelle che restano dentro. Consigliato a tutti coloro che sanno apprezzare la bellezza e la meraviglia della vita, sorprendente anche nelle storie semplici. Sono convinta che nulla accada per caso e l'incontro con questo libro è arrivato in un momento della mia vita, in cui era necessario capire che le scelte dolorose, possono essere l'espressione dell'amore più profondo. Grazie Murakami!!!

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    Ianì

    31/03/2013 12.50.02

    Si legge magnificamente ma...mi ha un po' deluso! Sono andato avanti nella lettura aspettando il colpo di scena, che purtroppo non c'e'. Avrei voluto capire, almeno, i motivi delle assenze di Shimamoto! :(

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