Categorie

Bernhard Schlink

Traduttore: R. Zorzi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 180 p. , Brossura
  • EAN: 9788811694236
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Antonella Gatto

    06/09/2016 16.00.53

    Libro bellissimo, si legge tutto d'un fiato, con contenuti profondi e personaggi che non si dimenticano. Lo consiglio vivamente 5/5

  • User Icon

    rosanna

    18/04/2014 08.22.12

    Una storia importante. Uno stile asciutto ma ricco di riflessioni,anche e soprattutto filosofiche,sulla responsabilità individuale e sociale di una nazione su uno dei delitti più odiosi della storia dell'umanità:l'Olocausto. Ma anche la storia di un amore impossibile e,per questo,devastante fra una donna e un adolescente. Ho letto il libro dopo aver visto,un po' di tempo fa,il film. Mi sono emozionata e ho sofferto per l'incapacità del protagonista di vivere pienamente la sua vita segnata indelebilmente da questo rapporto malato. Nessuna pietà per Hanna,la donna amata tutta la vita,che non ha esitato a trascinare nella sua disperazione un ragazzino marchiandone per tutta la vita il destino.Un dolore infinito pervade tutto il libro anche se l'autore rifugge dal sentimentalismo preferendo un raccontare quasi distaccato La unicità del romanzo,a mio parere,sta in questo:essere riuscito a catturare il lettore nel vortice di un amore,di una passione assoluta totalmente priva di pathos. Mi porto ancora dentro l'infinita tristezza di un uomo che ha sacrificato la sua esistenza per un amore malato.

  • User Icon

    silvia

    08/02/2014 21.56.18

    "A voce alta" richiama alla mente "La macchia umana", di Philip Roth, anche qui è presente il tema della la vergogna da occultare, persino a costo di deviare il corso della propria vita. Triste storia di grande impatto, che offre vari spunti di riflessione, in quanto affronta da un' angolazione nuova una vecchia assurda piaga, riuscendo così a ricavare un punto di vista costruttivo. Emergono concetti come colpa collettiva e non retroattività delle leggi, nonostante le generazione successive abbiano poi condannato comportamenti considerati del tutto plausibili in epoche precedenti. Agghiacciante pensare sia che i responsabili di tali azioni siano ancora fra di noi, sia che noi stessi potremmo gettare una pesante ombra sulla società a venire. Non si tratta quindi solo di recriminare il passato, il punto di forza del romanzo risiede proprio in questo monito a guardare avanti, per evitare di lasciare ancora eredità sconcertanti. Stile scarno, ridotto all'essenziale, brevi capitoli si avvicendano vorticosamente, procedendo verso il sacrificio del capro espiatorio. La trasposizione cinematografica, non è animata dallo stesso ritmo travolgente. Nonostante una serie di splendide immagini e un'ottima interpretazione della luce, la scansione temporale non altrettanto efficace, fa sì che episodi pilotati al limite della forzatura, già nel romanzo, risultino nel film eccessivamente didascalici.

  • User Icon

    Becky

    18/12/2013 15.42.33

    'A voce alta' mi ha colpita per tanti motivi. Per la scrittura semplice ma ineccepibile. Per i diversi ed interessanti temi affrontati: gli impulsi adolescenziali del protagonista (descritti in modo mirabile); la vergogna che può spingere a gesti estremi; il desiderio (commovente) di cercare di migliorarsi; la reazione di un popolo di fronte agli orrori della guerra. Infine mi ha colpita per il senso di inquietudine che mi ha lasciato nell'essermi identificata con l'umanità di coloro che sono stati i 'cattivi' della nostra storia. Una lettura ricchissima di spunti di riflessione.

  • User Icon

    FRANCESCA

    15/03/2013 18.04.20

    Ho letto il libro perchè ero rimasta letteralmente rapita dal film. Come mi accade sempre se leggo un libro dopo aver visto il film, il primo è sempre più deludente. Non dico che non sia un buon libro, perchè comunque la trama è molto intensa, però il libro non è riuscito a suscitarmi le emozioni che mi ha dato il film. E' scritto in modo molto sbrigativo ed anche con un metodo di scrittura non molto scorrevole, per i miei gusti, non mi ha trasmesso niente dei sentimenti che il protagonista deve aver provato in conseguenza di questo amore grande, anzi in alcuni tratti sembra quasi che non gli interessi più niente di lei. Mentre il film rende perfettamente l'idea di quanto grande sia stato questo sentimento. Consiglio di vedere il film.

  • User Icon

    Mistral27

    30/01/2013 22.32.38

    Impossibile parlare del libro senza aver visto il film. Il libro è molto interessante... il film un vero capolavoro. Leggetelo e vedetelo entrambi. Ne vale assolutamente la pena. Entrambi vi lasceranno "un qualcosa" dentro. Il dramma umano di una persona di serie B: una analfabeta. Il dramma di una persona che - più o meno inconsapevolmente - si è ritrovata ad essere una delle carnefici di Hitler. Sopratutto, il dramma di una Nazione e di una generazione che ha dovuto fare i conti con la Storia.

  • User Icon

    silvia75

    23/01/2012 20.36.45

    buon libro,un po lento nella parte centrale,ma si legge bene per arrivare alla fine e vedere come si conclude la storia.avrei voluto un altro finale....

  • User Icon

    sarah

    10/01/2012 21.16.20

    si legge facilmente, c'è molto da capire nel non detto, difficile staccarsi prima di averlo finito. meglio leggerlo prima di vedere il film.

  • User Icon

    Mami53

    24/07/2011 21.55.41

    Ci sono vite che non si dipanano secondo i canoni tradizionali. La vita di Michael Berg, protagonista del libro, è una di queste, segnata dall'incontro con Hanna, incatenata da un legame tanto vitale quanto distruttivo. Tutto quanto succede dopo è condizionato da questo rapporto, fino alla fine. Lo sconcerto, l'amarezza, la tristezza, sono le emozioni più immediate quando si gira l'ultima pagina, ma lasciano spazio anche a colori diversi, ad una pacata serenità che viene dalla convinzione che la vita è andata così, e nessuno ne ha colpa. Per dirla con Michael Berg "quel che ho fatto o non ho fatto e quel che lei mi ha fatto: ormai è la mia vita". Questo libro è semplicemente perfetto, un capolavoro.

  • User Icon

    cub

    18/07/2011 16.05.12

    Bruttino, ho fatto fatica a finirlo ! Azzardo un due solo per la trama, che potenzialmente non e' x nulla male, anzi... Ahime' la penna e' alquanto fredda, non mi ha suscitato alcuna emozione. Nonostante la trama fosse passionale, calda, talvolta spinta al limite . Che peccato. Mi immagino cosa avrebbe potuto creare un Sandro Veronesi con una trama simile! No, nn lo ricomprerei .

  • User Icon

    Paolo

    27/03/2011 18.45.57

    una storia che non ti permette di chiudere il libro finchè non l'hai conclusa. Scritto in modo magistrale attraversa la vita di questo ragazzo ed i suoi sentimenti in un periodo storico che vede la persecuzione degli ebrei. Denso di significati filosofici. L'ho trovato bellissimo.

  • User Icon

    Maria

    23/02/2011 15.55.30

    Il protagonista racconta in prima persona una sua storia d'amore, nata troppo presto per lui e troppo tardi per lei, quando la seconda guerra mondiale aveva già lasciato la sua pesante eredità a chi era sopravvissuto. Il sentimento che li unisce è fatto di brutalità, silenzi, dolcezze, sensualità e di tanti libri che lui le legge a voce alta. La loro storia clandestina dura il tempo di un'estate, poi lei sparisce e a lui rimane la nostalgia di un amore troncato. Quando lui frequenta la facoltà di legge, l'onta dell'olocausto assume il volto di lei, nella lista degli imputati per essere stata una guardia in un lager. Lui non perde un'udienza, sforzandosi di prendere le distanze da quella donna, da quell'amore lontano nel tempo, parla di torpore, unico sentimento possibile quando gli orrori commessi sono ancora troppo recenti. Si trincera dietro la formula "non sento niente", come se la sorte di lei non debba interessarlo. E intanto si interroga sulla colpa collettiva, se è giusto condannare lei o assolverla. Nel dubbio, si scherma dietro l'inazione. Leggerà ancora per lei, incidendo dei nastri che le spedirà in carcere, stabilendo un contatto vicino e lontano allo stesso tempo, ma che comunque gli permette di mantenere la giusta distanza. Poi gli eventi seguiranno il loro corso e l'uno influenzerà reciprocamente la vita dell'altro. "A voce alta" non è un libro come tanti sull'olocausto, forse perché questa volta a parlare non sono le vittime. Quando chi è stato carnefice ha un volto, è ancora capace di amare, è uno di noi, diventa difficile condannarlo e vorremmo giustificarlo. Ci viene spontaneo chiederci: che cosa avremmo fatto noi se fossimo stati al loro posto?

  • User Icon

    Stefano

    09/01/2011 11.12.02

    Uno dei più bei libri che abbia mai letto, intenso e sentito. E' corto al punto giusto. La storia dalla prima parte del libro cambia molto, infatti per una buona parte del libro si parla del processo, che può apparire noioso, ma in realtà vuole dimostrare fino a che punto si può arrivare per non ammettere una propria demenza, una vergogna. Finale da brividi, un libro davvero bello. Consiglio di vedere il film dopo aver letto il libro, anche se come al solito troverete molte differenze.

  • User Icon

    anna

    26/06/2010 21.08.09

    Bellissimo romanzo, sui sentimenti, sulla persona umana, sulla storia, sul romanzo stesso, sulla parola che salva, che unisce o annienta. sulla tragedia di un'epoca, sulla tragedia di due popoli e di una singola persona. ma anche sull'amore, sull'adolescenza e sulla seduzione. compatto eppure articolato, di ritmo sostenuto, colto eppure diretto al cuore. bello e tanto tanto umano.

  • User Icon

    Edera

    17/05/2010 23.39.00

    Bellissimo. Lo scrittore non si dilunga in inutili descrizioni: è incisivo, concreto, efficace. Consigliato a persone che amano assaporare le parole e riflettere.

  • User Icon

    Lucia

    29/03/2010 11.25.14

    Libro molto bello, a tratti davvero commovente. Evidenzia cosa si puo' arrivare a fare pur di non ammettere le proprie debolezze.... Molto consigliato

  • User Icon

    maria assunta

    08/11/2009 15.42.10

    Libro molto bello che fa riflettere...mi è piaciuto molto. Lo consiglio.

  • User Icon

    Chiara

    04/10/2009 21.42.26

    E' un libro bellissimo, molto toccante, che fa riflettere molto, soprattutto sul tema della vergogna e quello che può provocare nella vita delle persone. Sicuramente il periodo storico nel quale è ambientato, la fine della Seconda Guerra Mondiale a Berlino, con quello che ne può conseguire, e i sentimenti della gente che è riuscita a sopravvivere e a quello che sente e vive in quel momento così particolare, creano un'atmosfera nella quale il lettore è completamente coinvolto. Da leggere!

  • User Icon

    Ketty

    25/09/2009 17.51.29

    Un libro che mi sento di consigliare. Ben scritto, ben strutturato, coniuga un giusto mix di introspezione e erotismo, colpa e espiazione, sullo sfondo di una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. Attendo di vedere il film.

  • User Icon

    Pcologo

    23/09/2009 11.19.02

    Si tratta di una storia interessante che alterna vari temi: l'amore o meglio un'analisi sull'essenza dell'amore (sesso, possesso, donazione, comprensione reciproca?); il senso di colpa, di bisogno di giustizia, di diffidenza reciproca, di paura di una lacerata Germania postnazista; poi l'ambiguità (irrisolta) della figura centrale del romanzo, quella di Hanna, che non riusciamo a comprendere e di cui spesso non appaiono spesso giustificate azioni e motivazioni, spesso contradditorie. Hanna resta per noi sconosciuta, e a seconda dei punti di vista, questo può essere considerato il pregio o il difetto principale del romanzo.

Vedi tutte le 27 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione