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L' accademia dei sogni - William Gibson - copertina

L' accademia dei sogni

William Gibson

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Traduttore: D. Brolli
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 aprile 2005
Pagine: 357 p., Brossura
  • EAN: 9788804544319

63° nella classifica Bestseller di IBS Libri Fantasy e fantascienza - Narrativa di fantascienza

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Cayce Pollard è una giovane donna che si guadagna (lautamente) da vivere grazie alla sua patologica sensibilità nei confronti dei loghi. Mentre si trova a Londra per svolgere una consulenza per l'agenzia pubblicitaria più importante e "in" del mondo, si ritrova coinvolta in una sorta di investigazione globale tra la città britannica, New York e Mosca alla ricerca di uno sconosciuto "Kubrick da garage" che ha immesso sul Web un frammento di film che ha affascinato Cayce. La donna finirà alle prese con un eccentrico hacker, con un vendicativo pezzo grosso della pubblicità, con un fanatico di cartoni animati di Tokio noto come il Mistico, con un matematico "scomunicato"...
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    Barbara

    29/10/2017 10:07:01

    Uno dei libri più belli di fantascienza che io abbia letto. Sicuramente il miglior libro di Gibson. Oggi sembra datato, ma proviamo a ricordarci come eravamo nel 2003

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    titty

    30/12/2013 13:23:39

    Mi è piaciuta molto la trama del libro, però lo stile della narrazione in alcuni punti lascia molto a desiderare. A volte l'autore si ingarbuglia un pò, rendendo la narrazione poco scorrevole. Per capire appieno la storia bisogna avere delle competenze sulle nuove tecnologie. Non lo consiglierei più di tanto, soprattutto se non si è appassionati del genere cyberpunk.

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    Bracardirum

    25/07/2009 12:31:20

    Noia m'era già successo molte volte nella mia lunghissima carriera di lettore, ma un così avvilente senso di frustrazione non ricordo di averlo mai provato di fronte ad un romanzo di fantascienza. Il fatto è che qui si tratta di fantacibernetica scritta da un provetto hacker pazzoide ad uso e consumo di geni efferati come lui. E altra condizione necessaria a carpirne qualche barlume recondito, ma insufficiente per i non affiliati, è anche quella di essere in perenne crisi di sbroccamento da jetlag (sullo zingarelli c'è), il che comporta che bisogna essere ricchi di persona o avere sempre a disposizione qualche ricco scemo che ti finanzia i deliri vaticinanti da fuso orario. Taglio corto, come ho fatto col libro. Come avrete ormai capito, io non ci ho capito niente, e secondo me la colpa, ovviamente, è solo dell'autore. Il quale però si è sempre venduto alla grande, e sempre sullo stesso argomento. E adesso ditemi davvero chi è il deficiente. Io comunque più di un bel 2 non gli do, così impara a sfottermi.

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    Carlo Vaccari

    09/12/2008 22:25:02

    Il libro racconta le avventure di cacey, una ragazza che soffre di ipersensibilità ai marchi delle ditte e che usa questa caratteristica che le consente di prevedere il successo dei marchi stessi; cacey è una fan delle sequenze, scene monche di un film rilasciato quasi clandestinamente in rete in scene distinte, una sorta di misterioso esperimento di marketing virale. La scrittura di wg mi piace molto, è come sempre essenziale e tagliente, così come mi piace la capacità di spiazzare continuamente il lettore e di evitare che si adagi nell’ovvio. Forse la trama è meno riuscita di altri libri e in certi punti si perde in una catena di invenzioni, non tutte necessarie. Comunque un libro riuscito che si imprime nella memoria per alcuni personaggi e per l’idea folgorante delle sequenze.

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    amalia

    15/04/2007 08:44:53

    Abbastanza avvincente, ma non rientra nei miei gusti; adatto agli appassionati del genere.

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    Daniele

    17/11/2006 19:46:15

    Gibson è il più grande scrittore vivente; perchè può scrivere un thriller internazionale ambientato al giorno d'oggi e farlo sembrare un vero romanzo di fantascienza; perchè può suggerire un uso di internet "magico", a noi abituati ad utilizzarlo come un mezzo di informazione o al massimo di intrattenimento, quando non di lavoro; perchè riesce ad essere avvincente e profondo pur non modificando di una virgola il suo stile spezzato e contorto, assai debitore di quello William Burroughs; perchè riesce a scrivere frasi come "un vecchio preservativo appeso a un rametto che sembra parte del ciclo vitale di un grosso insetto" e farle apparire come assolutamente necessarie" .

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    Luca Stucchi

    29/09/2006 16:01:48

    Un futuro così futuristicamente verosimile non si vede spesso. Abbiamo letto spesso di tecnologie inverosimili che aprono il campo ad avventure create per calzare a pennello l'invenzione del momento. Gibson, da sempre, ci racconta un futuro antitetico al pulito ordine di star trek: il suo futuro è pieno di tecnologie di seconda mano e sorpassate, che i comuni mortali bramano e temono assieme. L'accademia dei sogni apre una finestra sulle paranoie della vita digitale che inizia a profilarsi. Gibson un profeta ? Non sono di certo io il primo a dirlo. Non mi meraviglierei se fra qualche anno ci facessero delle tesi in filosofia (come ormai le fanno persino all'Univ. Cattolica del Sacro Cuore). Per quanto riguarda il film (se davvero lo faranno) sarà molto difficile (leggi impossibile) rendere l'atmosfera che solo Gibson è capace di descrivere, fossi io il regista lascerei perdere.

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    vinci

    23/04/2006 14:28:29

    la 1a parte è decisamente macchinosa, la seconda scorre forse troppo velocemente (dallo scoperta del watermark in giù). sono d'accordo con chi scrive che probabilmente è stato un libro faticoso da scrivere, non perché strutturato su livelli estremamente distanti l'uno dall'altro (thriller, indagine personale, trattato merceologico e sociologico, filmologia, etc.), ma perché con troppi elementi in gioco. un difficile puzzle che non è stato completato. rimangono però molti passi che offrono ulteriori fonti di conoscenza anche a chi di cyberpunk non se ne intende da vicino. la riflessione sul valore delle immagini è acutissima. "L'Accademia dei sogni" penso descriva le immagini come veicolo di comunicazione, e non più come forma di conoscenza. Nora "deve" comunicare, le immagini sono lì per loro stesse, non in sostituzione di altro (il messaggio). è dunque un libro digitale, che avrà di certo la sua forma più adeguata nel film. chissà che differenza tra le immagini di Demian ('documentario', non credo sia un caso) e quella di Nora:) PW non è una brutta opzione.

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    federica

    01/03/2006 13:03:04

    Ammetto di non essere una "cultrice" del genere, comunque ho trovato questo libro un pò troppo macchinoso e a volte noioso.

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    Flavio

    09/02/2006 13:00:31

    Il mio primo libro di Gibson. Niente male, anche se probabilmente lo rileggerò per apprezzarlo meglio. Da notare solamente alcuni momenti di stanca presenti nel libro, e il linguaggi usato che ai non avvezzi del Cyberpunk ecc. ecc. talvolta risulta incomprensibile. saluti a tutti...

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    andyGoD

    09/10/2005 04:12:11

    In questo libro i materiali di cui è composto il nostro tempo sono vivi, pulsano e respirano assieme alla protagonista. Questo libro è EMPATICO, leggetelo se vi piace camminare (ri)conoscendo il brusio del presente attorno a noi in tutte le sue forme e sostanze,siano esse cemento, plastica, acciaio o file video o tessuti ancora da riconoscere, se vi piace pensare che il nostro tempo sia il nostro terreno di gioco preferito, piuttosto che lo spauracchio da cui volete fuggire. Consigliato a tutti coloro che credono che le città abbiano un'anima.

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    franz

    20/09/2005 12:01:55

    una noia indescrivibile...

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    Julia

    12/09/2005 10:11:06

    L'ho divorato...Gibson mi ha proiettato nel mondo di Cayce e ora non volgio più uscirne.

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    superga

    07/09/2005 17:51:18

    un bel libro. mi ha tenuto x una settimana letteralmente stregato nell'evolversi di luoghi e situazioni creati dal william. l'avrei letto tutto di un fiato. mi sembra una corretta evoluzione del cyberpunk anche se l'ambientazione è in un futuro non superiore al 2010 a mio parere, proprio per questo trovo superflui acuni commenti precedenti. Piuttosto che scrivere un manuale\trattato sul futuro come il signor sterling preferisco un romanzo magari non avvincente e pieno di colpi di scena come i precedenti cyberpunk ma comunque valido sotto un profilo logico; del resto tutto si deve evolvere perchè alla gran lunga stanca. Molto piu coerente questo filone che il genere ribofunk di Di Filippo!

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    FILIPPO BENCIVELLI

    01/08/2005 15:01:16

    PROBABILMENTE NON SARO' AFFERRATO NEL GENERE. PROBABILMENTE HO GIUDICATO LA TRAMA MOLTO PROMETTENTE E NON SONO STATO RIPAGATO DALLE ASPETTATIVE COMUNQUE HO TROVATO LA LETTURA MOLTO FATICOSA E POCO AVVINCENTE. IL CLASSICO LIBRO NATO PER FARCI UN FILM.OSSIA UNA TRISTEZZA

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    Pusher

    18/04/2005 09:53:38

    Romanzo niente male, adatto agli appassionati di nuove tecnologie, in fondo non è una novità per gli amanti di Gibson. Non è da 4 stelle perché in alcuni passaggi si perde un po' troppo. Rimane però di piacevole lettura.

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    Wile

    14/12/2004 20:03:48

    Lascera' delusi i fan piu' accaniti, gli esteti del cyberpunk duro e puro, i patiti del Neuromancer e della realta' virtuale. La nuova frontiera fantascientifica di Gibson e' il mondo del marketing, con i suoi loghi (da Starbuks a Prada a Hello Kitty) ed i suoi sacerdoti incravattati, da contrapporre alla rete, dove le religioni seguono sentieri assurdi ed improbabili. Le manie e le follie della societa' conteporanea si mischiano alle guerre d'intelligence ed alla fine l'i-pod si ritrova a fianco della mafia russa, i domini .ru se la battono con gli spostamenti aerei in first class e gli alberghi da urlo. La rete diventa droga, il presente sembra futuro e fino a due terzi del libro si ha l'impressione di essere in presenza di un cult, poi la scena si popola di banalita', di ovvieta'... William perde qualche colpo e va a rintanarsi nell'effetto sorpresa, senza pero' rinunciare a qualche buona trovata (la parte sulla macchine di calcolo potra' sembrare noiosa ma e' una chicca). Un peccato, in definitiva: poteva essere magnifico, invece prende solo un bel sei pieno. Rimane solo la consapevolezza che pochi come Gibson (forse Ballard) hanno pienamente coscienza della realta' contemporanea e riescono a descriverla con padronanza. Gibson e' il bardo del terzo millennio, deve solo affinare la mira.

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    CayceP

    27/10/2004 12:43:07

    Marketing estremo, guerriglia manageriale, i-pod, cellurari, Starbuks, Prada, 11 Settembre, mafia russa ed ex agenti cia, e-mail, forums on-line, indagini di mercato e cyber arte... identità virtuali e nick names, personaggi che interagiscono continuamente solo via mail o telefono sparati in giro per il mondo alla ricerca di una risposta e drogati di jet-lag ... non è l'immagine di una società futura ma un' iper-reltà che viviamo tutti i giorni. qui rappresentata volutamente in un ottica estrema ma assolutamente probabile. L'inizio è effettivamente un po'lento ma è sempre un ottimo Gibson, autentico interprete del nostro tempo.

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    Fabricius

    11/10/2004 10:51:05

    Per leggere i primi tre quarti di libro mi ci è voluto più di un mese talmente è avvincente. L'altro quarto l'ho letto in una settimana ma perchè avevo fretta di iniziarne un'altro. L'autore viene citato sulla rete per la sua bravura in questo genere di libri. Voglio sperare che i primi siano più belli di quest'ultimo magari con meno descrizioni dislessiche e più coinvolgimento.

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    Davide

    09/09/2004 18:30:05

    Gibson "rinnega" il cyberpunk, già dichiarato morto da Sterling diversi anni orsono, tentando di raccontare una storia attuale in cui però manca la "tradizionale" interpretazione tecnologimente visionaria del futuro...accontentadosi di un "futuro prossimo" fatto di Mac e cellulari ...quasi obsoleti. Lo stile rimane quello dinamico e spezzato tipico del vecchio GIBSON.

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    Tommaso Todesca

    05/07/2004 14:43:06

    E' un libro scritto bene, molto attuale, avvincente, con una bella idea di partenza. Si sente però la fatica che ha fatto l'autore a finirlo dopo circa due terzi. E ciò non è bene.

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    neretto

    01/07/2004 15:39:58

    storia avvincente,

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    trend monger

    23/04/2004 21:30:56

    una storia avvincente. efficace la descrizione dei personaggi americani, infantili e di cattivo gusto. un libro interessante con importanti riferimenti a greggery peccary...

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  • William Gibson Cover

    William Gibson (Conway, 1948) è uno scrittore statunitense di fantascienza. All'età di diciannove anni si trasferì in Canada per evitare l'arruolamento per il Vietnam. Nel 1977 si laureò in letteratura inglese a Vancouver, dopodiché partì per l'Europa, dove visse viaggiando per un anno. Rientrò a Vancouver, città nella quale vive ancor oggi, per permettere alla moglie di completare gli studi universitari.Nel primo romanzo, Neuromante (Neuromancer, 1984), che ha inaugurato il genere cyberpunk, l’esistenza umana del prossimo futuro appare drammaticamente plasmata dalla rivoluzione informatica. Altre opere: La notte che bruciammo Chrome (Burning Chrome, 1986), Monna Lisa cyberpunk (Mona Lisa overdrive, 1988), Luce virtuale (Virtual... Approfondisci
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