L' acchiapparatti di Tilos

Francesco Barbi

Editore: Campanila
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 gennaio 2007
Pagine: 432 p., Rilegato
  • EAN: 9788889850152

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Recensioni dei clienti

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    pint74

    01/06/2015 21:21:08

    Originale,ottimamente descritto,con personaggi caratterizzati molto bene.Una libro a suo modo nuovo,un fantasy originalissimo con personaggi bizzarri ed atmosfere molto ben ricreate.Ottimo.

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    Anto1962

    06/07/2014 19:10:27

    L'ho trovato una ottima lettura, divertente, coinvolgente, bei ritmi, personaggi ben delineati, trama avvincente, mistero, azione in uno scenario Tolkienano da l'Alto medioevo. Potrei continuare con gli aggettivi positivi. Un autore italiano che non ha niente ma proprio niente da invidiare ai più o meno illustri scrittori stranieri.

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    Simone

    10/07/2009 23:29:41

    Libro stupendo divertente,ben scritto e ben sviluppato nella trama.Forse la migliore lettura degli utimi due anni. Peccato per l'editrice sconosciuta... ma finchè la mondadori deve pubblicare i ragazzini di 13 anni...

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    Dioneo

    27/05/2009 20:01:37

    Più che un romanzo, una "macchina" perfetta, che ipnotizza e convince. E anche dopo la conclusione, al lettore non resta addosso quella orribile e ahimè inflazionata sensazione del nulla, di avere sniffato il fumo di un invisibile arrosto. Al contrario, resta il sapore di una bella storia, ben raccontata e gestita, un eccellente esempio di quanto la letteratura d'evasione possa non essere - come affermava Tolkien - la diserzione del soldato, ma la fuga dal carcere del prigioniero.

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    Ignazio

    27/05/2009 14:43:26

    Un fantasy inaspettatamente bello! Dopo tutte le brutture che si trovano in giro, e non solo italiane, finalmente qualcosa di davvero originale e divertente. Se ne sentiva proprio il bisogno! Autore giovane e sconosciuto - almeno a me - ma sicuramente capace e soprattutto appassionato di quello che scrive. La storia è caratterizzata dalla presenza di eroi decisamente "atipici" (dimenticatevi elfi, principesse, spadoni a due mani e menate del genere, nonchè i soliti "scopiazzati" temi, fritti e rifritti, ormai davvero indigeribili per uno che legge fantasy da anni) ma a loro modo divertenti ed ironici. Comunque non macchiette o grotteschi scherzi di natura: scoprirete leggendo quanto possono essere eroici un becchino ladro e stoprio, nonchè il suo pazzo compagno cacciatore di topi.. Una storia che si distingue anche per il ritmo travolgente ed incalzante, nonchè scene da batticuore quasi più adatte ad un thriller che non ad un fantasy. Un libro ottimo con un solo difetto (almeno a mio modesto parere): quello di non essere adatto ad un pubblico troppo giovane.

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    e_isa

    18/01/2009 19:17:09

    Premetto che non è il genere che preferisco. Mi ha incuriosito il titolo, non lo nascondo, e mi sono trovata in un ambiente al limite del reale, ma non 'fuori' di noi. Tra essenze e intraidentità, che si personificano in entità corporee, con una loro coerenza folle. Ho letto un libro ma ho visto il film! Mi pare ci sia una progressione graduale nei movimenti, una sequenza di atti dove la paura è resa in modo naturale quanto la distruzione che ci piomba addosso. Steben resta dentro l'anima come sguardo impotente ma positivo: all'inizio della storia ti fa venire un batticuore da panico e alla fine permette di vedere ancora un futuro dietro l'orrore. E' come l'àncora alla realtà, che il lettore si porta dentro. Il matto è, topicamente, molto poco matto e dà sollievo al buio degli altri. La luce nelle scene è quella di blade-runner, ma l'humor intermittente che schizza fuori, spesso dal fango, fa pensare a Indiana Jones. Se fossi un regista direi di aver trovato un soggetto con la sceneggiatura già pronta.

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    WHY

    14/12/2008 19:54:59

    Bellissimo. Un fantasy che si discosta da tutti gli altri che ho letto. Per fortuna che l'autore è italiano, sarebbe stato rovinato da una traduzione, infatti è anche il modo in cui è scritto che lo rende imperdibile. Sarà un fantasy ma ha il ritmo di un thriller. Speriamo che il seguito non si faccia attendere troppo.

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    Carlo

    02/12/2008 16:53:43

    Carlo: Questo è decisamente un libro di qualità, curato e coerente in ogni dettaglio, un libro che ho goduto pagina dopo pagina e che mi sento di giudicare il miglior fantasy italiano che ho letto. Finalmente ci si astiene dai soliti luoghi comuni, si scrive bene e si cerca l'originalità. Per questo credo che L'acchiapparatti di Tilos possa competere con i migliori fantasy anglosassoni e statunitensi. Ero indeciso tra le 4 e le 5 stelle (mi considero piuttosto severo nel dare giudizi) ma poi, forse anche in virtù del confronto con gli altri “prodotti nostrani”, ho deciso senza ulteriori ripensamenti per le 5.

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    Alessandro

    20/10/2008 14:38:35

    La prima cosa che mi ha sopreso quando ho finito l'Acchiapparatti di Tilos è che mi sono chiesto quale potesse essere il prossimo libro di questo autore. Un noir? Un romanzo storico? Un saggio? Una saga familiare? Chissà...magari anche un altro fantasy, sempre che l'Acchiapparatti di Tilos possa essere ricondotto nelle anguste strettoie di una delle consuete "categorie" di catalogazione, e considerarlo pertanto "un fantasy". Il fondamento della per me inconsueta domanda, credo possa essere individuato nella ricchezza di contenuti, di stili, di registri e di molteplici piani di lettura dell'Acchiapparatti, che però non ariva mai nemmeno a lambire l'aridità di un mero esercizio di stile. L'Acchiapparatti di Tilos è un libro che ho regalato e che regalerò e che, pertanto, caldamente vi consiglio. Soprattutto in uno di quei momenti in cui non si sa bene che tipo di libro si abbia voglia di leggere. Uno divertente che ci svaghi? Uno con un po' di mordente che qualcosa ci lasci? Bene, ve lo consiglio perchè dentro l'Acchiapparatti si trovano davvero tante cose, nessuna fuori posto, e, sopratutto in un modo intelligente, divertente e coinvolgente. La seconda cosa che mi ha sorpreso è come l'abbia scelto come regalo per persone così diverse tra loro, per formazione, interessi ed età. Ero infatti sicuro che ciascuno di loro avrebbe trovato il suo Acchiapparatti, per i propri ratti. Momenti piacevoli e spunti per riflessioni non banali. Il tutto divertendosi nel seguire fino in fondo lo sviluppo degli eventi. Che dire quindi, infine, se non: aspettiamo il prossimo libro di Barbi, chissà cosa sarà..

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    Francesca

    13/06/2008 15:17:42

    Un narratore d'altri tempi cui non manca una punta di ironia ci guida in una avvincente avventura ma anche nelle profondità della psiche dei personaggi, teneri outsider, a cui non si può non affezionarsi. Bellissime le scene di paura e l'ambientazione fantasiosamente antica. Un Romanzo, alle volte, non guasta...

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    Anna

    31/01/2008 14:32:10

    Sono una signora di 50 anni, assidua lettrice. La copertina mi ha incuriosito e ho sfogliato il libro per vedere di che si trattasse. Forse mi ha colpito lo stile pulito e al tempo stesso ricercato, forse il fatto che non era il mio solito libro (romanzi moderni, gialli ben scritti e saghe familiari) l’ho comprato e sono proprio contenta di averlo letto. Mi ha fatto passare dei bei momenti perché non solo incuriosisce e prende la storia, per gli intrecci e le evoluzioni che presenta, tra un passato presente ed un passato più passato, ma cattura il mondo dei personaggi perché sono al tempo stesso fantastici e reali. L’autore li descrive senza soffermarsi troppo sui dettagli, eppure riesce a darti l’immagine nitida delle emozioni che provano e se a volte rimangono indietro, ti trovi a riconoscerli non appena ricompaiono. Forse per via dei brutti romanzi fantasy che in passato mi sono passati per le mani, non mi aspettavo di arrivare in fondo ed invece proprio nella fine è la parte più bella perché tragedia e commedia si fondono in un finale pieno di speranza. Devo dire bravo allo scrittore e sono contenta che questo sito mi offra l’opportunità di fargli pubblicità perché questo Barbi mi è proprio piaciuto e spero scriva ancora.

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    Michele

    29/01/2008 17:23:01

    Il fantasy è un genere che non amo particolarmente, ma questo libro mi ha smentito. Vi è un gustoso assemblaggio di mistero, horror e soprattutto i personaggi sono molto attinenti alla realtà. Ottime le trovate sui personaggi e sui loro caratteri, ottimo l'italiano con cui è scritto il libro. Convincenti i discorsi diretti che individuano molto bene ogni personaggio. Molto curiosa e misteriosa l'immagine in copertina. Vi consiglio di leggerlo.

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    Alessandra

    06/01/2008 12:48:41

    Ho acquistato questo libro affascinata dalla copertina e dalla foto molto divertente dell'autore nel risvolto , poi la sorpresa leggendolo. E' un libro eccezionale che ti conquista sin dalle prime pagine con una scrittura sicuramente fuori dal comune. Mi ha sorpreso trovare già altri commenti. mi sarebbe piaciuto essere la prima a fare la recensione, sicura di aver scoperto un giovane talento italiano.

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    Dugongo

    30/12/2007 12:46:23

    Ho letto moltissimi libri fantasy, ma nessuno è mai riuscito a prendermi come questo. E' scritto in un perfetto italiano, la trama è avvincente e non rientra nei canoni di nessun genere: un fantasy? un horror? un gotico? Lo consiglio a tutti, anche a chi non ha mai letto libri del genere.

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    irene

    27/12/2007 11:46:27

    eh, sì, questo libro mi ha proprio stupito e devo dire anche meravigliato, divertito e conquistato! E' un libro difficile da etichettare, anzi, forse Barbi è proprio l'inventore di un nuovo genere! Un consiglio: leggetelo, leggetelo, leggetelo!!!!! :)

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    DanzaMaligna

    19/12/2007 18:54:45

    Scritto in ottimo italiano. Veramente molto piacevole da leggere ed anche divertente. Interessante l'intreccio. Non manca la suspence ed un pizzico di horror. Il ritmo, inizialmente un po' lento, diventa sempre più avvincente ed incalzante fino all'intenso epilogo. Personaggi ben delineati e molto originali. In realtà tutta la storia è molto originale, anche se forse richiama un po’ altri viaggi, alla Tolkien. Lo definirei uno psyco-fantasy,. è un romanzo psicologico, nel quale il lettore attento coglie metafore sul bene e sul male, sulla luce e l'ombra. Si presta però a diversi livelli di lettura, si può godere la semplice avventura o scendere più in profondità fino a cercare nel carattere dei personaggi quelli che sono probabilmente i diversi aspetti, forse autobiografici, di un’unica personalità. L’elemento fantastico non disturba il lettore non abituato al genere: di fantastico c'e' l'ambientazione, in una territorio di fantasia ed in una sorta di medio evo intriso di umane miserie. Ci sono, e' vero, maghi e magie, ma il libro non scade mai nella descrizione di improbabili incantesimi. La magia è presente nella superstizione del popolo e aleggia sullo sfondo, perché nei miti su antichi maghi è da ricercarsi il principio motore di tutta la storia e le ragioni che portano i personaggi ad compiere un lungo ed avventuroso viaggio attraverso territori ostili fuori e dentro se stessi. Fantastica è poi la figura del mietitore sulla quale non dico nulla perché è giusto che ogni lettore la scopra e la gusti per proprio conto.

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    kk

    18/12/2007 14:43:44

    Ottimo esordio. Nel panorama fantasy degli ultimi anni (molto inflazionato anche a discapito della qualità), non è facile trovare dei romanzi originali e ben scritti, che riescano a trascendere il genere. L'acchiaratti di tilos ci riesce, grazie ad una reinterpretazione molto personale di alcuni topoi del fantasy classico. E', forse, più un romanzo gotico che un fantasy, ma è difficile collocarlo in un genere. L'autore presenta una galleria di personaggi bizzarri, nella forma e nello spirito, che danno vita ad un'avventura avvincente e spassosa. Non è un libro per bambini e lo consiglio anche a coloro che non leggono fantasy.

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    indio

    17/12/2007 21:22:30

    Quando mi hanno regalato il libro ci ho messo un po' a cominciarlo perchè non sono un appassionato di fantasy. Una volta partito però non sono riuscito a fermarmi finchè non l'ho finito... Sono andato in libreria a cercarne subito un altro e ho scoperto che l'autore è un esordiente... peccato, speriamo che esca presto il prossimo.

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    rosma

    11/12/2007 19:13:51

    E’ vero, non sembra proprio il libro di un esordiente questo Acchiapparatti. La padronanza del linguaggio e l’articolazione della trama sembrano infatti appartenere a un autore molto strutturato, per cui non si ha mai leggendo quella fastidiosa impressione di “scrittore –della-domenica” che spesso ci proviene da operine presentate a suon di grancassa. Ugualmente rilevante è il talento narrativo, la capacità cioè di dosare con accortezza i due elementi fondamentali del narrare , e cioè il tenere viva l’attenzione e il suscitare idee : in sostanza la superficie e lo spessore, da una parte la ricchezza e la varietà dei “fatti” (ivi compresi i personaggi), e dall’altra il riferimento – mai troppo distesamente esplicitato o pedissequamente puntualizzato – a un sottofondo interpretativo in cui il lettore è, in un certo senso, lasciato libero di trovare la sua strada al significato ultimo della storia. La difficoltà - già rilevata da molti – di situare il libro in un “genere” non può che essere un segnale positivo : infatti l’autore sembra possedere un potenziale creativo e strumentale che va aldilà della scrittura di genere, e che potrà quindi esprimersi in forme le più varie e originali.

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    dermu

    10/12/2007 17:51:33

    Molto interessante e anche divertente. Personaggi ben curati e assolutamente realistici. Forse leggermente lombrosiani, ma ci sta. Quello che comunque mi è piaciuto di più è il contorno : l'ambientazione. Sicuramente non c'è niente di epico-romantico-fantasy, ma è un mondo molto più reale. E' sudato, fangoso, corrotto, spesso pericoloso. Non manicheo : puoi anche incontrare delinquenti che hanno scrupoli nell'uccidere (chiaro, non siamo mica in un romanzo fantasy)e i cattivi ... beh, i cattivi ci sono ovunque, ma di loro stessi dicono che sono solo più furbi degli altri. Insomma, un mondo pervaso da un generico sentimento di insicurezza e di precarietà, di quotidiane furbizie e normali meschinità. L'autore si diverte a spiegarci con cura anche i meccanismi sociali e politici di un mondo che è sicuramente immaginario, ma probabilmente non troppo diverso da un possibile medioevo europeo. Che poi a pensarci bene è solo un po' più sporco e fangoso del medioevo attuale.

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