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''Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana'' - Volume rilegato in tela editoriale azzurra, impressioni in nero al piatto e al dorso, xiv-24 pagine. Testo in latino / Latin text. Copia in perfette condizioni.
.<p>''Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana'' - Volume rilegato in tela editoriale azzurra, impressioni in nero al piatto e al dorso, xiv-24 pagine. Testo in latino / Latin text. Copia in perfette condizioni. L'Aegritudo Perdicae (La malattia di Perdicca) &egrave; un poemetto latino in esametri, databile tra la fine del IV e il V secolo d.C., appartenente al genere dell'epillio. L'opera &egrave; nota per essere contenuta in un unico manoscritto (il codice Harleianus 3685 della British Library) ed &egrave; caratterizzata da uno stile che imita la poesia classica, pur inserendosi nel contesto della letteratura tardoantica. Il testo narra la tragica vicenda di Perdicca, un giovane che cade vittima di una passione incestuosa e folle per la propria madre. Il titolo fa riferimento alla sofferenza d'amore (aegritudo) intesa come una vera e propria patologia fisica e mentale, un tema che rielabora il mito di Fedra in chiave maschile. Il poemetto si apre con un'invettiva contro Cupido, colpevole di aver scagliato le sue frecce contro il giovane, portandolo alla disperazione. Incapace di gestire il conflitto tra il desiderio e la pietas (il dovere morale e l'affetto figliale), Perdicca scivola in uno stato di deperimento che lo conduce alla morte. L'opera &egrave; rimasta a lungo nell'ombra ed &egrave; stata oggetto di studi approfonditi solo in tempi recenti, con importanti edizioni critiche come quella qui proposta della Bibliotheca Teubneriana a cura di Loriano Zurli.</p>.
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