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Paolo Ruffilli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 137 p. , Brossura
  • EAN: 9788806207755

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    Bruno Di Giuseppe

    12/12/2011 12.47.12

    Sempre intrigante e vitale il capitolo dell'amore sia come agape, ma soprattutto come eros. E quello di coppia, coniugale o meno, riassume, o dovrebbe, sensualità e spiritualità, sintesi al di fuori dell'ordinario e del tutto appagante. All'interno della dinamica dell'amore, un pizzico di maschilismo non può guastare e fa bene all'intera economia di questo racconto in versi. Un mito, l'amore, tra fusione e fissione; annichilimento e rinascita; tensione e rilassamento; nevrosi ed apatia; desiderio e tregua. Il tutto nell'attimo che sfugge e si ripresenta per coazione a ripetere ( impossibile non scomodare il buon Freud sull'orlo del cratere della passione!) Dunque la vita qual è indicata nelle espressioni impressionistiche, soprattutto dai 'mastri dipintori' transalpini, come apertura all'inseminazione germinale coatta e ripetuta in una puntuale interpretazione emotiva. E' la massima forma di conoscenza e sapere del maschio sulla femmina e viceversa, negli attimi del fare- come la poesia del resto. Vi è tutta la realtà umana a fronte del mistero della vita che si ripete moltiplicandosi. Inutile farsi domande? Macché: è proprio in quegli incroci carnali, veri combattimenti all'ultimo sangue senza del tutto morire, che si colgono le risultanti di ogni essere vitale. Riflessioni ante e post l'evento, fonti sorgive dello scibile in una dialettica di energie fluenti, scroscianti a valle e rigenerate misteriosamente in un panorama di certo carsico. Il Nostro dà un'interpretazione di buon senso, con quel lieve tocco stilistico originale che sempre ha distinto e distingue il suo fare poetico coinvolgendo il lettore attento spesso con lui ottimamente solidale.

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    Marco Ignazio de Santis

    09/12/2011 16.55.38

    La silloge "Affari di cuore" costituisce una vera e propria casistica sentimentale ed erotica, dove l'amore è vissuto, pensato o sognato come "coincidentia oppositorum", ciclo di vita, morte e rinascita, antropofagismo simbolico, dominio delle fantasie erotiche, triangolo amoroso, passione clandestina, intreccio di verità e menzogna, gusto delle schermaglie e "pugna sexuum". "Affari cuore" è un canzoniere composto da storie raccontate con moderna cantabilità e ironica leggerezza.

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    alida airaghi

    24/09/2011 15.15.38

    Un canzoniere d'amore, che nell'amore (nei suoi molteplici aspetti e impersonificazioni,nei sogni e nei desideri, negli atti concreti e nelle finzioni, nelle blandizie e negli inganni) si esaurisce del tutto,affondandovi,immergendosi forma e contenuti. Senza mai fare un nome di donna,raramente tratteggiando un carattere o raccontando un viso, una voce, un passato rimpianto o un futuro accarezzato. E si presume che le donne siano più di una: la giovane incuriosita dall'uomo maturo,la maritata stanca e delusa,la donna in carriera,la trasgressiva e l'indifferente,"un'arrivista/un po' borghese". O forse è la stessa, ma abbozzata, mai scolpita nella sua interezza, mai offerta al lettore in un gesto che la individui per sempre. E il poeta-amante è a volte possessivo e ossessionato("Tenuta alla catena/ti voglio mia,/fedele a me/in assoluta dipendenza"),a volte traditore ("E ti tradisco /per amarti,/vengo a cercarti/dentro un altro corpo/non per farti torto/e non è cosa vana), spesso scontento,sperso,deluso ("Sono stato per te/il cuscino e una coperta/la sedia e la poltrona/il freno da tirare"). In un rapporto che racconta il sesso quasi con distacco e analitica attenzione ("insaziati e in preda/a una furia pura/nell'ardore/di incroci e posizioni,/tutto di tutto/tra di noi addosso/il più proibito/come il più ortodosso"; "siamo squartati/l'uno nell'altra/e,nello squartamento,/più beati"), in un'approssimazione all'erotismo che parla del corpo quasi vivendolo scorporato. L'impressione che se ne ricava è quindi quella di una musicalità leggera, "da canzonetta o di aria dapontiana", come suggerisce la quarta di copertina: con un gusto spesso eccessivo del ritmo sincopato e della rima ossessiva. E nuocciono alla consistenza vera di alcune poesie("Ardente","Rosaspina") le conclusioni un po' troppo facili e banali di altre ("Ti voglio e/non mi stanco/di volerti,/e non mi/basta mai/di averti"; "Non avevo mai provato/in vita mia/così tanta tenerezza/dentro la passione").

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