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Pino Imperatore

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2017
Pagine: 216 p., Rilegato
  • EAN: 9788804675075

76° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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In un torrido pomeriggio di agosto, il giovane aspirante kamikaze Feisal, strizzato in una tuta mimetica di due taglie più piccola della sua, sudava come un cammello. E sudando, emanava dal corpo aromi intensi, ricchi di note speziate. Avrebbe preferito essere in un altro luogo, il giovane Feisal: all'ombra di una palma, nelle acque del fiume Eufrate, sulla cima di un minareto. Oppure incolato alla mammella di una pecora, suo desiderio erotico fin dall'infanzia. Invece era costretto a stare accovacciato su una stuoia più bollente di una caldaia, sotto la tenda di un campo di addestramento per combattimenti jihadisti; nel deserto, in una località segreta nei pressi della città di Tadmur, l'antica e maestosa Palmira. Con lui c'erano Amira e Salim, suoi coetanei. Tutti e tre candidati al martirio in nome di Allah. Erano stati convocati dal comandante del campo, Abdel Salam detto "il Macellaio", e lo stavano aspettando da due ore. Rigidi, gli sguardi fissi nel vuoto, le bocche spalancate per respirare meglio nell'afa. Senza potersi scambiare una parola: lo imponeva il regolamento. E loro sapevano ben che ogni infrazione al regolamento veniva punita con severità; spesso con ferocia. Quando il Macellaio entrò nella tenda, impettito nella sua uniforme nera da combattimento, massiccio e imponente, una lunga barba coricata sul petto e due pugnali infilati nella cintura, Feisal, Salim e Amira scattarono sull'attenti. Abdel Salam li scrutò da capo a piedi, incrociò le braccia, divaricò le gambe e fiutò l'aria. «Cos'è questa puzza?» chiese arricciando il naso. I tre kamikaze non fiatarono.

Recensioni dei clienti

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    Pierluigi

    21/05/2017 15.17.58

    Un romanzo serissimo tutto da ridere. Un potente inno alla pace per disinnescare i venti di guerra ma soprattutto una divertentissima riflessione su un tema angosciante. Cosa accadrebbe se tre jihadisti scegliessero Napoli per preparare un attentato terroristico? Sarebbe possibile far saltare in aria un treno della Circumvesuviana o della Cumana, tra soppressioni di corse, scioperi e venditori ambulanti? Oppure riuscirebbero a minare uno dei traghetti superaffollati per Capri o Ischia, dove in estate non c'è lo spazio neanche per muovere un piede? E potrebbe mai verificarsi un attentato nel duomo partenopeo nell'attesa del miracolo del patrono, a contatto con le vocianti parenti di San Gennaro e con una folla pittoresca nella mistica attesa dello scioglimento del sangue? E se gli attentatori, muniti di kefia bianconero, scegliessero di collocare una carica esplosiva nello stadio San Paolo, durante la partita Napoli - Juve, ci riuscirebbero o i tifosi li isolerebbero scambiandoli per juventini? Pino Imperatore, con “Allah, San Gennaro e i tre kamikaze”, si diverte a giocare sulla tragicomica realtà del vissuto napoletano, pieno di colore, allegria e fantasia ma soprattutto di straordinaria umanità in grado di cambiare i destini della stessa città. L'autore, dicendo cose serissime col sorriso sulle labbra alla maniera di Eduardo, invita i lettori a costruire ponti e non muri per capire la turbolenta realtà di un mondo sempre più sull'orlo di una crisi di nervi. Una Napoli bellissima coi suoi maestosi monumenti, a iniziare dal Maschio Angioino la Cappella San Severo lo stesso Duomo e il Museo Archeologico con la collezione di affreschi proibiti, fa da sfondo all'intera vicenda, diventandone coprotagonista. Insomma una Napoli straordinaria finirà col mettere in crisi gli aspiranti kamikaze del romanzo: Feisal, Amira e Salim che, una volta giunti a Napoli, inizieranno a vedere il mondo da un altro punto di vista.

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