Traduttore: I. C. Blum
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 11 settembre 2013
Pagine: 325 p., Brossura
  • EAN: 9788845928093
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Descrizione
Charles Bonnet, naturalista ginevrino del Settecento, si era occupato di tutto: dall'entomologia alla riproduzione dei polpi, dalla botanica alla filosofia. Quando seppe che suo nonno, ormai semicieco, iniziava ad avere "visioni" di strani oggetti flottanti e di ospiti immaginari, volle stenderne un minuzioso resoconto, che passò inosservato per oltre un secolo e mezzo. Oggi la sindrome descritta da Charles Bonnet, che collegava l'insorgere di stati allucinatori con la regressione della vista - come se il cervello intervenisse, a modo suo, per compensare il senso perduto -, è ormai riconosciuta dalla letteratura medica, anche se viene raramente diagnosticata perché le allucinazioni sono associate alla demenza, alla psicosi, e chi ne soffre tende spesso a tacerne. Ma non è sempre stato così: in altri tempi e in altre culture, gli stati alterati di coscienza venivano percepiti come condizione privilegiata - da ricercare e indurre con la meditazione, l'ascesi, le droghe - e hanno influenzato l'arte, il folclore, il senso del divino. Con questa "storia naturale delle allucinazioni" Sacks aggiunge un ulteriore tassello alla sua "scienza romantica", capace di tramutare la casistica medica in una forma d'arte empatica.

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Recensioni dei clienti

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    Kolja

    01/12/2018 16:29:27

    Mi dispiace dire di non averlo apprezzato e di avere ora molti dubbi su questo Autore, altrimenti da tutti osannato. Il fatto è che la gran parte del libro è una carrellata di descrizioni brevissime di casi clinici, molto poco approfonditi, e ho trovato stancante la brevità dei periodi e la mancanza di un focus che durasse almeno mezza pagina; i capitoli migliori sono infatti gli ultimi due, dove diminuisce il numero dei casi riportati e aumenta l’approfondimento dei quadri: insomma avrei preferito una maggiore attenzione ai fenomeni, e meno liste continue di semplici fatti. Sapevo di non avere davanti un trattato scientifico, considerate anche le lacune esistenti nella comprensione dei fenomeni allucinatori e più in generale del funzionamento del cervello e della coscienza, ma nondimeno trovo di non aver ricavato praticamente niente dalla lettura, se non una collezione un po’ inutile di allucinazioni minimamente spiegate. Nonostante la delusione, ed essendo questa la prima opera che ho letto di Sacks, rimango ottimista e penso che ne leggerò ancora in futuro. “Emicrania” sembra un bell’argomento e poi chissà, il famosissimo “L’uomo che scambio sua moglie per un cappello”.

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    Daria

    18/09/2018 17:16:31

    Qualche giorno fa ho terminato questo pazzesco e indimenticabile trip fatto in compagnia di Oliver Sacks. In questo libro lo scrittore esplora in lungo e in largo le psicosi "organiche" ossia quelle transitorie associate a diverse circostanze come epilessia, delirium, patologie varie, abuso di droghe, ecc. Nel farlo si dilunga (forse troppo) nel raccontare le esperienze dei suoi pazienti ma anche le sue personali, del suo trascorso burrascoso con la droga. C'è spazio anche per riflessioni interessanti sulla percezione della realtà e sull'influenza di questi fenomeni allucinatori nella nostra cultura e tradizione. Oliver Sacks si conferma un osservatore attento, sagace, un medico empatico, imparziale, un uomo ottimista e un fantastico intrattenitore.

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    Lapo

    19/11/2017 13:39:27

    I libri del neuroscienziato inglese sono ogni volta la scoperta di mondi virtuali creati da fenomeni sconosciuti e impensabili per un lettore normale: in questo caso si parla di interferenze anomale fra input sensoriali e cervello, e conseguenti distorsioni percettive che alterano olfatto, vista, gusto, udito, talvolta persino il tatto. Oltre ad avere origini organiche, gli stati di allucinazione possono anche essere indotti dalla suggestione e dall’autosuggestione, o dalle droghe, sia di natura vegetale che chimica, come anche dimostrato dall’esperienza personale dell’Autore che racconta le sue pratiche di assunzione di stupefacenti e le allucinazioni conseguenti al loro consumo e anche all’astinenza. Su basi scientifiche sono così spiegate manifestazioni che sconfinano nel trascendente, come “sentire le voci”, “avere visioni mistiche” e “percepire presenze ultraterrene”. Nella trattazione della materia, Sacks è supportato da studi clinici e dalle testimonianze dei suoi tanti pazienti, e ha modo di richiamare le esperienze mispercettive vissute – a causa di condizioni patologiche oppure dell’uso di sostanze stupefacenti – da figure storiche come Giovanna d’Arco e l’ammiraglio Nelson, e da celebri letterati quali Nabokov, Dostoevskij, Baudelaire, Huxley, Edgar Allan Poe, Lewis Carroll e occasionalmente Henry James e Strindberg; e lo scienziato rievoca frammenti letterari che si ritrovano in Amleto, Macbeth e Moby Dick, oltre che estensivamente in Alice nel Paese delle meraviglie, titolo che a buon diritto dà il nome a una specifica sindrome.

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    Riccardo

    25/06/2014 11:24:32

    Molto bello, migliore de "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello", la particolarità di questo autore è che riesce con sorprendente semplicità a descrivere aspetti clinici complessi, mescolandoli alle storie dei suoi pazienti. Ne esce un opera interessante, istruttiva, mai noiosa e spesso divertente per le bizzarre situazioni di cui il dott.Sacks è stato testimone.

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Con questa "Storia naturale delle allucinazioni" Sacks aggiunge un ulteriore tassello alla sua "scienza romantica", capace di tramutare la casistica medica in una forma d'arte empatica.

Le allucinazioni sono associate alla demenza, alla psicosi, e chi ne soffre tende spesso a tacerne. Ma non è sempre stato così: in altri tempi e in altre culture, gli stati alterati di coscienza venivano percepiti come condizione privilegiata - da ricercare e indurre con la meditazione, l'ascesi, le droghe - e hanno influenzato l'arte, il folklore, il senso del divino. Con questa "Storia naturale delle allucinazioni" Sacks aggiunge un ulteriore tassello alla sua "scienza romantica", capace di tramutare la casistica medica in una forma d'arte empatica. E prosegue il racconto autobiografico avviato con "Zio Tungsteno": dopo l'infanzia, scopriamo così la gioventù del neurologo più famoso del mondo, passata sulle spiagge della California, tra surf e azzardate sperimentazioni psicotrope. Allucinazioni olfattive, uditive, tattili, spaziali, arti fantasma, Doppelgänger, epifanie mistiche, squilibri chimici: ogni argomento viene affrontato con capacità di immedesimazione, curiosità ed eleganza innate, e analizzato sotto le lenti della ricerca specialistica, della letteratura e dell'esperienza - clinica e personale - di Sacks.